venerdì 22 giugno 2018

Recensione libro: “La leggenda dell’Azteco” di Clive Cussler e Russell Blake

Recensione libro: “La leggenda dell’Azteco” di Clive Cussler e Russell Blake

20 giugno 2018 - Pubblicato in: Gialli e noir, Libri

Sam si stava facendo la barba in bagno quando il suo telefono squillò sul comodino. Remi si stirò e rotolò dalla sua parte per rispondere. «Pro…pronto?» disse, con voce impastata dal sonno. «Sono sorpreso che tu dorma ancora alle sette del mattino, quando c’è un tesoro da scoprire…» «Ehm…buongiorno, Lazlo» «Tra quanto tempo potete venire a trovarmi in questa orribile prigione?» «Un’ora forse. Perché? » «Oh nulla. Pensavo che foste interessati a quello che ho fatto durante la notte.» «Sarebbe a dire?» «Ho riflettuto sulla mia infelice esistenza con sincero rimorso e molta angoscia. Ah, già, e ho decifrato il manoscritto.» «Stai scherzando.» «No, sono serio. Ovviamente dovrete scoprire cosa significhi. Si parla di un tempio e di serpenti alati. Strani tizi, questi spagnoli.»

Remi e Sam Fargo, sono un’affiatata coppia di cacciatori di tesori nati dal genio di Clive Cussler e già incontrata in “L’oro di Sparta” e “L’enigma dei Maya”. Famosi per le loro scoperte, i due stanno ora intraprendendo una spedizione diretta all’isola di Baffin, nell’Arcipelago artico-canadese, luogo di ritrovamento di una drakkar, un’antica nave vichinga con a bordo ancora il suo equipaggio, colto da una tempesta di neve e morto assiderato. Una scoperta straordinaria, certo, resa unica dai reperti precolombiani trovati a bordo dell’imbarcazione che tracciano un collegamento inedito…continua a leggere


Recensione libro: “I figli di Dio” di Glenn Cooper

Recensione libro: “I figli di Dio” di Glenn Cooper

19 giugno 2018 - Pubblicato in: Anteprime, Gialli e noir, Libri, Libri da leggere, Narrativa

«Lungi da me voler interferire con la tua vita amorosa o alcolica, ma si è presentata una questione piuttosto urgente, tanto che il papa ha convocato un incontro d’emergenza con il C8. Sperava proprio che tu potessi fare un salto.»

«Cosa succede?» Cal passò davanti a un negozio da cui usciva musica a tutto volume e si affrettò a superarlo. «Può anticiparmi qualcosa al telefono?»

«Diciamo solo che abbiamo un problema che riguarda quattro persone. Una si chiama George e le altre tre Maria.» Cal capì subito di chi si trattava: George Pole era l’arcivescovo di Houston. Ma le Marie… «Maria nel senso di Vergine Maria?»

«Esatto.»

 Cal Donovan è un docente di teologia dell’università di Harvard. Gira il mondo come consulente, visionando scavi e reperti di antiche civiltà e può vantare la partecipazione al C8, una ristretta cerchia di consiglieri che vengono convocati, in caso di emergenza, da Celestino VI, il nuovo Papa, moderno e fortemente riformista. Quando viene richiamato a San Pietro, Donovan capisce che una grossa tempesta si profila all’orizzonte, e sta per colpire proprio il cuore della cristianità. I consiglieri del Papa vengono informati che tre ragazzine di nome Maria, provenienti da Lima, Manila e Gort, in Irlanda, sono rimaste incinte. Particolare non trascurabile, la verginità delle tre è stata verificata da più di uno specialista e…continua a leggere


Recensione libro: “Costruire e abitare. Etica per la città” di Richard Sennett

Recensione libro: “Costruire e abitare. Etica per la città” di Richard Sennett

18 giugno 2018 - Pubblicato in: Libri, Saggi

Quando Alexis de Tocqueville giunse per la prima volta in America, nel 1831, di solito uno straniero diretto a New York attraversava il porto da sud, […] Tocqueville invece approdò a New York passando dal nord, lungo la costa. Il primo scorcio che vide di Manhattan fu quello del suo tratto superiore, rustico e verdeggiante, che nel 1831 era ancora un terreno campestre non edificato, con qualche borgo sparso. Ciò che lo elettrizzò, guardando la città, fu l’apparizione subitanea e inattesa di una metropoli nel bel mezzo di un paesaggio naturale quasi incontaminato. Provò l’entusiasmo tipico dell’europeo che arriva in America e che immagina di stabilirsi in questa nuova terra intatta.

“Costruire e abitare. Etica per la città” riassume il pensiero che Richard Sennett ha formato in un’intera esistenza di studio della relazione tra l’ambiente costruito e la qualità della vita. Il celebre sociologo sfrutta tutta la sua esperienza pratica per argomentare la teoria della città aperta, un agglomerato urbano che non preveda divisioni tra area economica e di svago, ma che abbia, al contrario, una struttura flessibile e infrastrutture incompiute che possano prestarsi a più sviluppi futuri. Secondo Sennett, infatti, il design della città ha una particolare influenza e può arricchire o impoverire l’esperienza di coloro che la abitano rendendoli più o meno tolleranti all’eterogeneità culturale. Così lo studioso immagina scuole non isolate in specifici distretti ma integrate nel tessuto urbano, città che tengano conto anche dei mutamenti climatici in corso e grandi negozi che fungano da luogo di ritrovo ed integrazione tra quartieri “bianchi” e “neri” come…continua a leggere


Recensione libro: “Con i piedi ben piantati sulle nuvole. Viaggio sentimentale in un’Italia che resiste” di Andrea Scanzi

Recensione libro: “Con i piedi ben piantati sulle nuvole. Viaggio sentimentale in un’Italia che resiste” di Andrea Scanzi

15 giugno 2018 - Pubblicato in: Libri

Il caminetto è enorme e la polenta molto buona. Fisso il fuoco e sorseggio vino. Chiedere di più, sesso a parte, è impossibile. Quando penso al Veneto, penso agli angoli del Basso Polesine e del Basso Rodigino, che mi fece scoprire una donna bellissima dagli occhi di ghiaccio buono. Penso a Padova, col suo brulicare di gioventù e disinibizione. Penso a Vittorio Veneto, a Cison di Valmarino. Penso a quando l’auto mi si ruppe, ero con una ragazza in fuga dal suo uomo, ci guardammo in giro ed era tutta una vigna. Così andammo per cantine e chiudemmo alle nostre spalle la porta del mondo.

 Ognuno ha un proprio modo per riordinare i pensieri. C’è  chi corre, naviga, spara e poi c’è chi parte. Andrea Scanzi, autore di “Con i piedi ben piantati sulle nuvole. Viaggio sentimentale in un’Italia che resiste” ha  scelto quest’ultima modalità e nel suo libro ci racconta un viaggio da nord a sud attraverso un’Italia insolita e poetica, piegata ma tenace, decisa a mantenere, anche nelle stranezze, la sua identità. Scanzi prende spunto da alcuni personaggi, fatti storici,  paesaggi per raccontare un luogo, il passato e il futuro, con l’occhio di un appassionato che riesce a vedere spesso al di là della roccia o degli alberi, puntando al cuore, all’anima di…continua a leggere


Recensione libro: “La signora nel furgone e le sue conseguenze” di Alan Bennett

Recensione libro: “La signora nel furgone e le sue conseguenze” di Alan Bennett

15 giugno 2018 - Pubblicato in: Libri, Libri da leggere, Narrativa

Ottobre 1987. Sono stato all’estero a fare un film.

«Quando era in Iugoslavia ha visto la Vergine Maria?» mi ha chiesto Miss S. «No, direi di no».  «Ma se lì appare tutti i giorni, da un sacco di anni…». Insomma, mi sono perso la più grande attrazione locale.

È il 1969. Alan Bennett è un eclettico commediografo con molte opere in scena nel West End. Quando si trasferisce a Camden Town, la zona è popolata di attori, registi ed eccentrici di ogni genere che comprano bellissime villette vittoriane e le sventrano per farne moderni e ariosi open space. Ma è pochi mesi dopo il suo trasferimento che Bennett conoscerà un dirimpettaio talmente bizzarro da eclissare tutti gli altri: in Gloucester Crescent arriva, infatti, Mrs Shepherd, un’anziana senzatetto che decide di parcheggiare il suo scalcinato van Bedford proprio davanti alla casa del nostro autore. Anche se il vicinato tollera a malapena la donna, Bennett, in un istante di follia, decide di proporle di parcheggiare il furgone nel suo vialetto, in modo da metterla a riparo da bulli e vandali e darle un indirizzo fisso che le consenta di chiedere un sussidio. Un accordo che dovrebbe durare pochi mesi si trasforma così in un’amicizia…continua a leggere


Recensione libro: “Torpedone trapiantati” di Francesco Abate

Recensione libro: “Torpedone trapiantati” di Francesco Abate

13 giugno 2018 - Pubblicato in: Libri, Narrativa

Non mi sono più mosso. Non sapeva che avevo passato alcuni giorni a cercare su Internet, alla voce «Vita media di un trapiantato di fegato», una precisa data di scadenza. Né che avevo trovato indicazioni confuse, disparate e contrastanti. Così, ricordandomi la frase del dottor Triangolo, «Su internet l’unico sito da consultare in merito al corpo umano è YouPorn» ho atteso che si riaddormentasse e lemme lemme, con un cuscino sotto il braccio sinistro e il telefono nella mano destra, mi sono avviato a tentoni al piano terra.

Francesco Abate, autore di “Torpedone trapiantati” è nato due volte: la prima quando sua madre l’ha dato alla luce, la seconda quando Cinzia, morta in un incidente stradale, gli ha donato il fegato. Da quel momento ha deciso che la sua vita sarebbe sempre valsa quel sacrificio e si è impegnato a non temere nulla e ad essere sempre positivo e accogliente nei confronti di chi ne avesse avuto bisogno. Per questo fa parte dell’associazione che riunisce i trapiantati della Sardegna meridionale e che si impegna a sostenerli, nella malattia e nella guarigione e a supportare nel dolore le mogli, i mariti e i figli di coloro che sono morti a causa di un trapianto sfortunato. Francesco, però, da qualche tempo non partecipa più agli avvenimenti “sociali”, impegnato com’è a destreggiarsi tra libri, giornale e famiglia. Ma se Maometto non va alla montagna… È così che i suoi compagni di sventura…continua a leggere


Recensione libro: “Educazione criminale” di Jordan Harper

Recensione libro: “Educazione criminale” di Jordan Harper

13 giugno 2018 - Pubblicato in: Gialli e noir, Libri, Narrativa

Più chiaro del sangue, più scuro del rosa. Fu lei a scegliere il colore. Suo padre avrebbe preferito qualcosa di più anonimo, tipo castano, ma lei tenne duro. Voleva il rosso. Dopo un po’ Nate cedette. – Comunque sia, sarai diversa,- le disse. “Sarai diversa”. Era esattamente quello che voleva.

Polly, la giovanissima protagonista di “Educazione criminale”, ha solo undici anni, è timida ed introversa, troppo grande per trascinarsi appresso un consunto orso di peluche. Abituata ad essere invisibile, non fatica ad accettare la sua condizione di “sfigata”. Fino a quando, fuori da scuola, trova ad aspettarla suo padre, Nate, appena uscito di prigione dopo aver scontato una condanna di cinque anni per rapina a mano armata. Lui ha i suoi stessi “occhi da pistolero” e una sola missione, mettere in salvo sé stesso e Polly dai terribili Aryan Steel, una gang che ha posto una taglia sulle loro teste eliminando, per prima, la madre della piccola.

 Padre e figlia iniziano così una zigzagante traversata della California meridionale, fermandosi nei più squallidi motel e mettendo in atto un piano assolutamente folle che è anche la loro unica speranza di sopravvivenza…continua a leggere


Recensione libro: “L’età non è uguale per tutti” di Eliana Liotta

Recensione libro: “L’età non è uguale per tutti” di Eliana Liotta

11 giugno 2018 - Pubblicato in: Libri, Saggi

I geni, favorevoli o meno, fanno la loro parte, certo. Un pezzo del fato sta scritto dentro ogni nucleo di ogni cellula: i capelli si incanutiscono prima o dopo per lasciti familiari, gli occhi sono fari azzurri o laghi di miele per determinazione genetica, alcune patologie sono inscritte nel patrimonio ereditario. Padre e madre consegnano al figlio, metà per uno, il DNA, o genoma, il manuale di istruzioni di ogni individuo. Ma quello che mangiamo o gli accidenti che ci scombussolano i sensi si ritagliano un bel ruolo nel nostro cammino. Ciascuno dovrebbe essere il medico di se stesso. Per le terapie, le pillole e la chirurgia, vivaddio ci sono gli specialisti e gli ospedali. Ma la prevenzione altro non è che un impegno di ciascuno in prima linea. “Io mi curo di me”. Diverso che “io mi curo da me”, atto di fede incongruo, figlio di un’epoca ignorante.

La specie umana, in questo secolo, è arrivata a sperimentare una longevità del tutto inedita, impensabile fino a qualche decennio fa. Ma se Seneca diceva il giusto affermando che Quam bene vivas refert, non quam diu, quello che conta non è quale veneranda età raggiungiamo, ma come. Vale la pena superare i cent’anni affetti da patologie dolorose che ci debilitano ogni giorno di più? Sembra proprio di no. Esiste quindi un modo per preservare giovinezza e benessere più a lungo? Si può fermare il tempo con una sapiente miscela di buon cibo, esercizio fisico e self compassion? Eliana Liotta è convinta di sì e…continua a leggere


Recensione libro: “Punizione” di Elizabeth George

Recensione libro: “Punizione” di Elizabeth George

8 giugno 2018 - Pubblicato in: Gialli e noir, Libri, Narrativa

Era passato da poco mezzogiorno quando Lynley ricevette il messaggio che aveva previsto. Era sorpreso che non fosse arrivato prima: pensava di avere appena il tempo di rientrare in ufficio prima che Judi MacIntosh, novello arcangelo Gabriele senza la tromba, gli facesse giungere la voce dalle alte sfere.

Elizabeth George, regina del giallo, torna con “Punizione” il suo ultimo romanzo.

 Ludlow è una cittadina medievale nello Shropshire. Ha una sola attrazione turistica, il castello che sorge sulla collina, ed è la sede di un prestigioso college. Nei weekend tutti i pub del luogo brulicano di studenti brilli e in vena di far festa, ma, nonostante questo, è un luogo tranquillo: scarsa criminalità, nessun vagabondo. Non esiste nemmeno la polizia locale, ma un solo agente di polizia ausiliario Gaz Ruddock.  Quando Ian Druitt, diacono della cittadina, viene preso in custodia per sospetta pedofilia è proprio Gaz ad effettuare l’arresto e a portarlo, in stato di fermo, nella cella della minuscola stazione di polizia. È lì che il cadavere di Druitt viene trovato…continua a leggere


Recensione libro: “Mamme coraggiose per figli ribelli” di Giada Sundas

Recensione libro: “Mamme coraggiose per figli ribelli” di Giada Sundas

7 giugno 2018 - Pubblicato in: Libri

Il nostro pediatra è il sogno erotico di tutte le madri del circondario. Arriva in sella a una Harley-Davidson nera lucida con l’adesivo HASTA IL PARACETAMOLO SIEMPRE; indossa pantaloni di pelle e camicia sbottonata anche a gennaio, avido di vitamina D; sull’avambraccio ostenta orgoglioso un tatuaggio col bastone di Asclepio, mentre al collo porta uno stetoscopio di platino impreziosito da charms Pandora a forma di supposte di glicerina; nella valigetta trasporta magia e bastoncini abbassalingua. Se gli viene posta una qualsiasi domanda, risponde citando gli annali dell’OMS in rime baciate.

  Giada Sundas ha una figlia di tre anni, Mya, ed è la mamma più famosa del web con la sua pagina Facebook da 32000 followers. Il successo è arrivato all’improvviso quando Giada ha cominciato a condividere le gioie  e i dolori dell’essere una mamma imperfetta, stanca, con i capelli spettinati e una casa in cui sembra sia esplosa una bomba. Una mamma ribelle che si oppone allo stereotipo che vorrebbe tutte le donne genitrici eccezionali, sorridenti, sempre pazienti e, come se non bastasse, compagne perfette. Nell’arco di poco più di anno la pagina è cresciuta ed è stata il punto di partenza per il suo romanzo d’esordio, “Le mamme ribelli non hanno paura”. Ora Giada torna con il suo secondo libro “Mamme coraggiose per figli ribelli”, in cui racconta, con grande ironia, la sua vita di mamma a tempo pieno attraverso aneddoti divertenti nei quali ogni mamma può rispecchiarsi e che insegnano che il ruolo del genitore si impara sul campo, un errore dopo l’altro, senza…continua a leggere


Recensione libro”La leggenda del ragazzo che credeva nel mare”

Recensione libro”La leggenda del ragazzo che credeva nel mare”

6 giugno 2018 - Pubblicato in: Libri, Narrativa

Provò una leggera vertigine nel percorrere la striscia del trampolino che sembrava assottigliarsi a mano a mano che si avviava verso l’estremità. Quando la raggiunse esitò appena, guardò in basso l’acqua colorata e limpida che lasciava intravedere le fughe bianche tra le piastrelle azzurre. Piegò le ginocchia e accennò un saltello. L’asse vibrò sotto i suoi piedi con un suono ondulato che si amplificò nel silenzio. Un altro salto e Marco assaporò la strana sensazione di sentirsi al sicuro.

 Marco, protagonista di “La leggenda del ragazzo che credeva nel mare”, è cresciuto tra istituti e famiglie affidatarie e, appena compiuta la maggiore età, si è trasferito a casa di un amico che lo ospita in una stanza poco più grande di uno sgabuzzino. Per mantenersi lavora in un impianto sportivo, pulisce gli spogliatoi e le piscine dopo che gli atleti se ne sono andati. È proprio grazie a questo impiego ingrato che scopre di sentire un’attrazione folle per quel trampolino, al punto da tergiversare in tutti i modi per essere lasciato solo in piscina e potersi tuffare. Nei secondi che trascorrono tra il salto e l’entrata in acqua, Marco prova un’indescrivibile libertà e al contempo un senso di protezione inedito nella sua vita, caratterizzata dalla mancanza di una figura genitoriale. Virginia, una bella e complicata tuffatrice, lo coglie sul fatto e da subito…continua a leggere


Recensione libro: “L’unico ricordo di Flora Banks” di Emily Barr

Recensione libro: “L’unico ricordo di Flora Banks” di Emily Barr

4 giugno 2018 - Pubblicato in: Libri, Libri per ragazzi, Narrativa

La musica è troppo alta, la sala troppo affollata, e sembra che in questa casa ci siano più persone di quante possa conoscerne un essere umano. Le note basse mi vibrano nelle ossa. È un po’ che sono rintanata in un angolo: faccio un respiro profondo e mi faccio largo tra gente che non conosco. Mi guardo la mano. C’è scritto FESTA in grosse lettere nere. Fin qui ci arrivo, ma non so come mai sono qui.

Chi di noi riesce ad immaginare di svegliarsi una mattina privato dei propri ricordi, senza nemmeno sapere dove si trova e perché? È precisamente così che vive la protagonista del romanzo di Emily Barr “L’unico ricordo di Flora Banks”. Flora è una diciassettenne della Cornovaglia che dall’età di dieci anni vive con la memoria a breve termine danneggiata e dimentica ogni cosa in brevissimo tempo. Solo i ricordi della sua infanzia sono intatti, tutto il resto viene cancellato e la ragazza, per ricordarlo, deve scriverlo su un quaderno e, all’occorrenza, su braccia e mani, dove già spicca un tatuaggio che recita “Ti chiami Flora Banks. Sii coraggiosa”. Le uniche persone di cui si ricorda sono quelle che conosce fin dall’infanzia: i genitori, il fratello Jacob e Paige, la paziente migliore amica che la assiste assicurandosi che niente di brutto le possa accadere.

L’esistenza di Flora si riduce a questo, almeno fino a quando ha un incontro casuale con Drake, il ragazzo di Paige. Lui la avvicina, lei lo riconosce solo grazie ad un appunto sulla mano. Quando Drake all’improvviso la bacia…continua a leggere


Recensione libro: “Due sirene in un bicchiere” di Federica Brunini

Recensione libro: “Due sirene in un bicchiere” di Federica Brunini

4 giugno 2018 - Pubblicato in: Libri, Narrativa

Dana era china sul tagliere di frutta e verdura che avrebbe presto sminuzzato, centrifugato e miscelato con spezie e polveri fino a farne uno dei suoi celebri beveroni detox. Era convinta che il cibo fosse, prima di tutto, nutrimento dell’anima e che dovesse essere preparato con tutto l’amore e la gioia possibili. “Non c’è nulla di peggio di un piatto triste, per quanto buono” spiegava sempre a Tamara. Era contenta che nel gruppo ci fosse anche una cuoca come Olivia, con la quale sperava di poter condividere qualche segreto e ricetta. Nel complesso, le sembrava che gli ospiti avessero brillantemente superato il primo schema nel gioco delle geometrie umane.

Esiste un posto dove si può rifugiare chi è stanco della propria vita e Federica Brunini ce lo racconta nel suo ultimo romanzo “Due sirene in un bicchiere”. Al B&B delle sirene stanche non si va per piacere o turismo, né per intraprendere un viaggio culturale. Recarsi in questo luogo sperduto è una scelta che si compie per cambiare vita, sfogarsi, liberarsi dallo stress, ricostruire la propria esistenza, soddisfare la necessità di respirare dopo una vita trascorsa in apnea. Per questo Dana e Tamara, le due donne che lo gestiscono, non hanno un sito internet, non sono su Facebook né su Instagram, non ricevono prenotazioni online. Per soggiornare nel loro B&B situato su uno sperduto isolotto  del Mediterraneo, occorre scrivere una lettera vergata a mano, nella quale vengano chiarite le motivazioni del soggiorno, e attendere pazientemente che una risposta si presenti in una busta azzurro mare sigillata da una sirena. È così che… continua a leggere


Recensione libro: “Lady Las Vegas. Le indagini di Neal Carey” di Don Winslow

Recensione libro: “Lady Las Vegas. Le indagini di Neal Carey” di Don Winslow

30 maggio 2018 - Pubblicato in: Libri, Narrativa

Far sparire Polly era stata una mossa brillante. Così non poteva aprire la bocca, e senza di lei il socio di minoranza aveva riempito il vuoto affamato dei media con storie di budget sfondati, spese pazze e contabilità sommaria. Finché la stampa, inevitabilmente, aveva coniato per la faccenda il nomignolo «Pollygate». E la magia dei media aveva toccato anche Polly. In sua assenza si era prodotta la delicata trasformazione da sgualdrina in sex symbol, condita di mistero.

 Jack Landis è un noto conduttore televisivo del Family Cable Network. Paladino della famiglia tradizionale, conduce con la sua devota moglie lo show più famoso del network, sul genere Good Morning America, amatissimo dal pubblico conservatore. La vita e la carriera di Landis subiscono un forte scossone quando sulla scena compare Polly Paget, una procace rossa con una pronuncia terribile e le gambe sempre in mostra, che sostiene che Landis l’abbia violentata. L’anchorman, turbato, si proclama del tutto innocente e il mondo sembra già essere pronto a credergli e a mettere sulla graticola mediatica la segretaria/arrampicatrice sociale, quando Polly scompare nel nulla.

 Riappare misteriosamente…continua a leggere


Recensione libro: “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri

Recensione libro: “Il metodo Catalanotti” di Andrea Camilleri

30 maggio 2018 - Pubblicato in: Anteprime, Gialli e noir, Libri, Narrativa

«Come s’acchiama ‘sta signura?»

«Genoveffa Recchia»  Montalbano si misi a ridiri di cori. Mimì si ‘nfuscò.

«Ma che minchia hai da ridiri?»

«Pensavo che se ci stava Catarella sicuramenti sarebbi addivintata Genoveffa la Racchia.»

«Vabbeni» dissi Mimì Augello susennosi. «T’auguro la bonanotti. Io mi nni vaio.»

«Dai» fici Montalbano  «Non ti incazzare, assettati e continuiamo ‘sto discurso. Che fa sta Genoveffa?» […]

«Fa la fimmina di casa.»

«E si vidi che perciò, mischina, dato che durante la jornata si stuffa, attrova modo di spassarisilla la notti.»

È un ritorno in grande stile quello del celebre commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri,  ne “Il metodo Catalanotti”. Salvo si sveglia nel cuore della notte. C’è qualcuno che bussa con tale forza da far tremare la porta. Non è certamente di buon umore quando, aprendola, si trova davanti Mimì, vice commissario di professione, seduttore seriale per vocazione. Il suo fedele braccio destro è visibilmente agitato ed inizia a dar notizia di come, fuggendo dal marito di una delle sue amanti, si sia ritrovato nell’appartamento sottostante in compagnia di un cadavere. Un cadavere? Mimì è terrorizzato…continua a leggere


Recensione libro: “I diari di Falcone. Le verità nascoste nelle agende elettroniche del giudice” di Edoardo Montolli

Recensione libro: “I diari di Falcone. Le verità nascoste nelle agende elettroniche del giudice” di Edoardo Montolli

29 maggio 2018 - Pubblicato in: Attualità, Libri

Le due agende di Giovanni Falcone raccontano molto degli ultimi mesi di vita del giudice. In particolare dei suoi stretti rapporti all’interno delle istituzioni, quelli con Calogero Mannino, Salvo Andò, Claudio Martelli, Claudio Vitalone, Giulio Andreotti, tutti cerificati da Genchi negli appuntamenti, dai numeri di telefono e dai tabulati. Eppur, nei periodi immediatamente successivi alla strage, ma anche negli ultimi anni a venire, si dirà tutt’altro.

Edoardo Montolli, giornalista d’inchiesta, ha analizzato le agende per otto lunghi anni e in “I diari di Falcone. Le verità nascoste nelle agende elettroniche del giudice” collega gli appunti del magistrato con i fatti noti e le testimonianze dei pentiti, sottolineando incongruenze e mancanze e tracciando un quadro che sembra collocare l’omicidio di Falcone, della moglie e della sua scorta, all’interno di un progetto di destabilizzazione più ampio.

La strenua battaglia intrapresa contro la mafia da Giovanni Falcone e da Paolo Borsellino ha riempito le pagine della cronaca per anni: i due magistrati, originari dello stesso quartiere di Palermo e amici fin dall’infanzia, collaborarono a lungo con il pool antimafia inseguendo il sogno di restituire la Sicilia ai cittadini onesti. Contrastare la mafia, però, è un lavoro pericoloso…continua a leggere


Recensione libro: “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo” di Nicola Gardini

Recensione libro: “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo” di Nicola Gardini

29 maggio 2018 - Pubblicato in: Libri, Saggi

È fin troppo consolidata abitudine presentare lo studio del latino come studio delle radici. La metafora delle radici è potente, esprime qualcosa di essenziale: che il latino è origine. Ha, però, un paio di difetti gravi. Prima di tutto, implica che il latino sia cosa nascosta, sotterranea, da doversi disseppellire e ripulire da polvere e incrostazioni. Inoltre, non dice che il latino è anche fusto, rami, rametti, gemme e foglioline, e che il suo impulso vitale non si è mai fermato, anzi, continua. Il latino è foresta.

È uno dei scogli da superare per sperare in una promozione, se si frequenta il liceo. O lo ami o lo odi, e anche se lo ami, cinque anni di versioni di Cicerone talora portano ad odiarlo. Lo studio del latino, da sempre croce e delizia degli studenti, è fondamentale per conoscere appieno la nostra storia, ma anche per comprendere le lingue romanze che affondano le loro radici nella lingua che fu dei romani. Anche quelli di noi che nutrono per il latino un profondo risentimento, arriveranno a rivalutarlo attraverso l’opera di Nicola Gardini, “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo”. Nel suo libro Gardini, professore di letteratura italiana e comparata presso l’Università di Oxford, analizza dieci parole latine fondamentali per il nostro tempo, vocaboli che hanno plasmato…continua a leggere


Recensione libro: “La ragazza di Marsiglia” di Maria Attanasio

Recensione libro: “La ragazza di Marsiglia” di Maria Attanasio

25 maggio 2018 - Pubblicato in: Libri, Narrativa

Restò a guardare svagatamente l’animazione di signore e serve, che chiuse in scialli o in informi mantelle, si accalcavano attorno alle bancarelle. Il passo sfrontato e il ciuffo di capelli ricci- che, per civetteria o distrazione, usciva prepotente da sotto un cappellino a cuffietta di una giovane donna – attrassero la sua attenzione. Come rispondendo a un muto richiamo la donna si voltò verso di lui, sostenendo a lungo, e senza imbarazzo, il suo sguardo, e sorridendogli ammiccante infine. Lei! L’aveva già incontrata, nell’ufficio passaporti di Marsiglia…Le era quasi caduto addosso, entrando; si era galantemente scusato, dicendole che quello scontro poteva diventare l’inizio di un incontro.

Maria Attanasio in “La ragazza di Marsiglia”, recupera e rivaluta una figura storica ormai quasi del tutto dimenticata, quella di Rosalia Montmasson Crispi.

Siamo in pieno Risorgimento e la spedizione dei Mille è di là da venire quando il giovane Crispi incontra, per le strade di Marsiglia, un’affascinante fanciulla che lo attrae irrefrenabilmente. La ragazza è  Rose Montmasson, nota come Rosalia, fuggita dalla Savoia e dal padre violento e approdata a Marsiglia, dove si mantiene grazie al lavoro di stiratrice. Di lì a poco tra i due inizierà una relazione passionale che alimenterà un altro fuoco che arde…continua a leggere


Recensione libro: “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà” di Esther Perel

Recensione libro: “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà” di Esther Perel

25 maggio 2018 - Pubblicato in: Libri, Saggi

Qualcuno supera il limite per un semplice flirt, altri stanno invece cercando una via di fuga definitiva. L’infedeltà può essere una futile ribellione, innescata da disaffezione, desiderio di novità o dal bisogno di scoprire se si è ancora attraenti. Ma può anche regalare sensazioni mai provate, un amore travolgente che è impossibile negare. E, per quanto possa sembrare paradossale, c’è chi tradisce per proteggere la propria unione. D’altro canto, quando una relazione diventa violenta, la trasgressione può essere una forza generativa. La sbandata può essere il segnale d’allarme di un bisogno urgente di attenzioni, oppure la campana a morto che segue l’ultimo rantolo di una relazione.

Esther Perel, psicoterapeuta belga trapiantata a New York, già autrice di “L’intelligenza erotica”, torna a parlarci dei problemi di coppia in “Così fan tutti. Ripensare l’infedeltà”, incentrato sulla tematica del tradimento, sulle sue conseguenze e sulle potenzialità come catalizzatore della rinascita di un matrimonio. Il saggio non offre una serie di risposte  per superare la scoperta di una relazione extraconiugale, al contrario, aiuta a riconsiderare tutte le configurazioni mentali e i preconcetti culturali e sociali che ci spingono a condannare a priori l’infedeltà, incamminandoci immediatamente sulla strada del divorzio, spesso senza nemmeno considerare la possibilità di…continua a leggere


Recensione libro: “Pastorale americana” di Philip Roth

Recensione libro: “Pastorale americana” di Philip Roth

23 maggio 2018 - Pubblicato in: Libri da leggere, Narrativa

Lo Svedese. Negli anni della guerra, quando ero ancora alle elementari, questo era un nome magico nel nostro quartiere di Newark, anche per gli adulti della generazione successiva a quella del vecchio ghetto cittadino di Prince Street che non erano ancora così perfettamente americanizzati da restare a bocca aperta davanti alla bravura di un atleta del liceo. Era magico il nome, come l’eccezionalità del viso. Dei pochi studenti ebrei di pelle chiara presenti nel nostro liceo pubblico prevalentemente ebraico, nessuno aveva nulla che somigliasse anche lontanamente alla  mascella quadrata e all’inespressiva maschera vichinga di questo biondino dagli occhi celesti spuntato nella nostra tribù con il nome di Seymour Irving Levov.

“Pastorale americana” è uno dei capolavori di Philip Roth, autore di spicco della letteratura americana recentemente scomparso. L’opera, che gli è valsa il Pulitzer nel ’97, racconta la storia di Seymour Levov, lo Svedese, così soprannominato perché, a dispetto del suo essere un ebreo del New Jersey, ha tratti nordici, occhi azzurri e capelli biondi, una struttura fisica longilinea e muscolosa al tempo stesso. Nathan Zuckerman, di professione scrittore e narratore di questa storia, lo idolatra da quando era un ragazzino…continua a leggere