L’inedito maledetto di C.G. Jung
Tenuto nascosto per quasi un secolo, riemerge ora dalla cassetta di sicurezza di una banca svizzera uno dei testi del Novecento su cui si è più fantasticato. Il Libro Rosso di Carl Gustav Jung è un viaggio nella mente del celebre psichiatra che nel 1913, l’anno in cui troncò i rapporti con Freud, attraversò una crisi che lo condusse a pensare di esser diventato schizofrenico. Il libro, che per le dimensioni e le tavole dipinte ricorda un manoscritto medievale miniato, consta di circa 500 pagine, di cui un centinaio occupate da grandi disegni, quasi tutti inediti; la prima parte contiene le esperienze di immaginazione attiva di Jung, che diventeranno poi una pratica comune nel metodo terapeutico, mentre nella seconda metà il pensatore svizzero tenta di dare un’interpretazione a queste visioni. Tra i temi affrontati in questo libro dei sogni ritroviamo la natura della conoscenza di sé, l’importanza del pensiero e del sentire e i tipi psicologici, la relazione tra virilità e femminilità interna ed esterna, l’unione degli opposti, la solitudine, il significato dei simboli e come interpretarli, la pazzia e la psichiatria, Nietzsche, il rapporto con la morte e molto altro ancora.
Disponibile da novembre 2010, Il Libro Rosso. Liber Novus