lunedì 06 febbraio 2012

Prima Pagina: Torneranno le quattro stagioni

21 giugno 2010 by redazione · 1 Comment 

Una nuova raccolta di favole che parlano al cuore di grandi e bambini: Mauro Corona ci racconta le sue storie d’amore e d’amicizia, di uomini e di animali, di rapporto con la manualità e di semplice grandezza, sempre narrate con la voce eterna delle sue montagne.
Ecco l’inizio del suo nuovo libro, uscito oggi.

C’era una volta un bambino molto sensibile nato in un paesino di montagna da una famiglia povera. E non solo povera, quello sarebbe stato il male minore. Era una famiglia disgraziata dove la parola amore non aveva mai messo piede.
Il padre si ubriacava e picchiava moglie e figli. Il bambino aveva due fratelli minori. Tutti prendevano botte. Il padre, uomo burbero e insensibile, e quando beveva violento e senza cuore, portava il figlio maggiore al lavoro nel bosco. Toccava a lui, era il primogenito. Quel bambino conobbe la fatica assai presto. Ma con la fatica, ebbe la fortuna di conoscere gli alberi, come usarli, quando tagliarli, come curarli, che lune attendere per lavorarli. Conobbe e imparò ad annusare gli odori dei boschi resinosi, dei boschi cedui, di faggi e carpini, delle piogge autunnali che facevano fumare il suolo come un vecchio con la pipa. Scoprì le curve sinuose dei frassini, le venature armoniche degli abeti, le vene e le gobbe nodose dei carpini, la loro testardaggine. Imparò ad affilare la scure e tagliare piante. Aiutava il padre. Aveva dieci anni e le mani spellate.
Il bambino nei boschi stava bene. Protetto da quelle ombre alte, storte, a volte inquietanti, si sentiva al sicuro. Quello che sentiva a casa erano le urla del padre che infieriva sulla moglie. Il bambino aveva paura. Neanche al bosco erano sempre rose e fiori. Se sbagliava una mossa, non eseguiva un ordine, lo ritardava, dimenticava un attrezzo, erano botte e calci nel sedere. Il padre lo picchiava. Il bambino si chiedeva perché.
Intanto guardava le piante oscillare sotto la spinta del vento, ascoltava il canto degli uccelli, lo scroscio delle acque. Tutto questo lo aiutava a regere, a non sentire. Il burbero genitore aveva accanto a sé un figlio inerme e sensibile e non se ne accorgeva. Non se n’era mai accorto. Lo prendeva a calci e cinghiate.
Una sera tornarono dal bosco, lui e il padre. A casa, l’uno non trovò la mamma, l’altro non trovò la moglie. Stanca di prendere botte se n’era andata. Da qualche parte, forse all’estero, chissà.

Torneranno le quattro stagioni

Commenti

Un commento a “Prima Pagina: Torneranno le quattro stagioni”
  1. paolo scrive:

    Favole per “bambini e adulti” che sa anche commuovere e rivela, tra le righe, lati poco noti del “grande cuore” dell’autore ertano.

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