martedì 19 febbraio 2019

Giallosvezia: La stella di Strindberg

18 Gennaio 2011 by · Commenta 

Uscirà domani nelle librerie italiane La stella di Strindberg di Jan Wallentin, l’ultimo sorprendente romanzo della serie dei gialli svedesi, che, dopo Stieg Larsson e la sua trilogia Millennium sugli Uomini che odiano le donne, sta riscuotendo un successo diventato ormai un vero e proprio fenomeno letterario.
E pare che quello che si annuncia come “il nuovo e clamoroso caso editoriale proveniente dalla Svezia” (così lo ha accolto la critica) non deluderà le aspettative. Primo romanzo del giornalista della TV svedese, Jan Wallentin, già paragonato a Dan Brown, La stella di Strindberg è stato il libro più conteso alla Fiera del Libro di Londra nel marzo scorso, in vetta alle classifiche in Svezia e in corso di pubblicazione in ben venti Paesi. Siamo proprio noi, al di fuori della Scandinavia, tra i primi fortunati lettori di questo libro che si promette già ricco di avvincenti avventure…

Lasciamoci trasportare all’interno di questa fitta trama dalle parole dell’autore:

A ogni passo gli stivali di gomma di Erik Hall sprofondavano sempre di più. Aveva le gambe indolenzite da un pezzo, ma ormai non poteva mancare molto.
Grosso e pesante come un culturista, con tre borsoni da sub, non c’era niente di strano che il muschio imbevuto d’acqua che copriva il terreno gli cedesse sotto i piedi. Quello che era strano era che il buio fosse sceso così in fretta, da quando aveva richiuso il cofano della macchina sulla piazzola. Allora, guardando oltre la cunetta, il limitare della foresta gli era sembrato chiaro e invitante. Adesso invece, dopo una camminata di un’ora, una nebbia densa come latte fluttuava tra i cespugli. Ma non si era pentito.
Quando intravide la radura oltre gli ultimi tronchi si fermò, indeciso per un attimo. Ma poi vide i resti del vecchio recinto, monconi mezzi marci che spuntavano come dita ammonitrici a circondare la bocca del pozzo. Attraverso i veli bianchi della foschia percorse gli ultimi metri sull’erba e si lasciò scivolare lungo il pendio che portava all’imbocco della miniera…

È all’interno di questa vecchia miniera allagata che un sommozzatore dilettante si imbatte in un cadavere la cui morte risale ad almeno cento anni prima. Precisamente a quando la sfortunata spedizione artica Andrée, composta dal fotografo svedese Nils Strindberg (1872-1897) e da Andrée e Knut Fraenkel, che prevedeva l’esplorazione del Polo Nord a bordo di un pallone aerostatico, finisce drammaticamente con la morte dei tre esploratori. È questo tragico fatto storico la “molla” che ha ispirato la fantasia Jan Wallentin. Sul corpo scoperto dal sommozzatore c’è uno strano oggetto, una croce ansata che rappresenta il simbolo egiziano della vita. Il ritrovamento non può che interessare l’astuta curiosità di Don Titelman, un eccentrico esperto di miti e simboli religiosi in possesso anche di una spiccata e particolare inclinazione per psicofarmaci e stupefacenti vari. Braccato da una potente e spietata società segreta che brama di avere questo oggetto misterioso, Titelman è costretto a fuggire per l’Europa. Se vuole salvarsi, dovrà svelare il segreto della croce, un mistero antico e pericoloso che, dopo una serie di sorprendenti rivelazioni, lo porterà proprio tra i ghiacci artici sulle tracce della spedizione guidata da Niels Strindberg nel 1897.
Una documentazione storica molto solida e la creatività propria di un racconto fantastico si fondono dando vita e forma a La stella di Strindberg, in parte thriller, in parte romanzo d’avventura, una disperata ricerca della conoscenza (tema da sempre caro alla letteratura) che attraversa, tra immaginazione, colpi di scena e attenzione realistica, la storia dell’Europa del ventesimo secolo.

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