sabato 24 agosto 2019

Seguiamo le tracce della “mappa del destino”…

21 Gennaio 2011 by · 1 Comment 

Dopo i successi de La biblioteca dei morti e Il libro delle anime, Glenn Cooper torna in libreria con un nuovo travolgente romanzo, La mappa del destino, un mix accattivante di suspense, pericolosi segreti ed enigmi da risolvere. Tutti ingredienti, questi, scritti ormai nel DNA dell’autore, laureato in Archeologia a Harvard, poi dottore in Medicina, infine sceneggiatore e produttore cinematografico. Una versatilità e una passione per ciò che del passato deve essere riportato alla luce (anche quando si tratta di una scoperta scomoda, rischiosa) che ha saputo trasferire nei suoi libri.
Siamo catapultati nella Francia di fine Ottocento, nei dintorni del piccolo villaggio di Ruac, destinato a diventare lo scenario di una storia in cui mistero, oscure cospirazioni, amore e morte si intrecciano in un legame indissolubile che incolla il lettore fino all’ultima pagina.

Nessuno, meglio dell’autore, può guidarci all’interno della caverna in cui tutto ha inizio:

Périgord, Francia, 1899. I due uomini avanzavano a fatica, ansimando, sul terreno sdrucciolevole, col pensiero rivolto alla cosa sconvolgente che avevano appena visto.
Il temporale di fine estate li aveva colti di sorpresa, avvicinandosi alla valle mentre loro stavano esplorando la caverna. Adesso la pioggia battente sferzava le pareti di arenaria, scivolando sulle rocce. E tutta la valle del Vézère era nascosta da una bassa cortina di nubi.
Appena un’ora prima, dalla cima della parete, Édouard Lefevre, un insegnante, aveva mostrato il paesaggio al giovane Pascal, suo cugino, indicando le guglie della chiesa che spiccavano contro un superbo cielo azzurro, i raggi del sole che facevano scintillare la superficie del fiume e i campi di orzo che si estendevano a perdita d’occhio. Tuttavia, una volta riemersi dalla caverna, dopo aver usato l’ultimo fiammifero, i due uomini si erano trovati di fronte uno spettacolo completamente diverso, come se un pittore, dopo aver dipinto quel paesaggio luminoso, avesse deciso di ricominciare da capo, stendendo un velo grigio sulla sua opera…

La meravigliosa e, allo stesso tempo, sconvolgente scoperta fatta dai due turisti costa loro la vita: i due vengono, infatti, aggrediti e uccisi dagli abitanti di Ruac, che, spietati, sono pronti a tutto pur di fermare chiunque voglia indagare sul loro segreto. Un segreto che risale a 30.000 anni fa, rimasto velato attraverso la Storia, dall’epoca dei templari fino all’occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale.
Più di un secolo dopo quell’inspiegabile assassinio, toccherà a Luc Simard, archeologo di lunga carriera (non può non richiamarci alla mente il mitico Indiana Jones), sciogliere gli intrecci: l’occasione è data dal ritrovamento, in seguito all’incendio della biblioteca dell’abbazia benedettina di Ruac, di un vecchio manoscritto, datato 1307, per buona parte cifrato, in cui – ed è questa la cosa più sconcertante – l’autore, un monaco dell’abbazia, dichiara di avere duecentoventi anni… Affascinato dai disegni contenuti nel manoscritto, Simard, seguendo le indicazioni di una mappa, arriva alla stessa caverna esplorata dai turisti ottocenteschi. Ed è qui che capisce di essere davanti a qualcosa di grandioso: un complesso di grotte interamente decorate con splendidi dipinti rupestri e, ancor più straordinaria, è l’ultima caverna, la decima, dove sono raffigurate alcune piante, un soggetto inedito nell’arte preistorica. Determinato a scoprire il legame tra i disegni preistorici e l’enigmatico manoscritto rimasto nascosto per settecento anni, Simard dovrà fare i conti con la crescente ostilità degli abitanti di Ruac, perché l’inizio delle ricerche sarà anche l’inizio di una serie di morti sospette…

Cosa significano quelle raffigurazioni? Cosa vogliono tenere celato gli abitanti dello strano paesino? C’è solo un modo per saperlo… Acquista online La mappa del destino.

Commenti

Un commento a “Seguiamo le tracce della “mappa del destino”…”
  1. LadyAileen ha detto:

    E’ il primo libro che leggo di Glenn Cooper e non è collegato con i due libri precedenti, per cui si legge tranquillamente senza problemi.
    La prima cosa che mi sono chiesta è il motivo per il quale non hanno mantenuto il titolo originale: trovo sia molto più pertinente rispetto a quello italiano. Ma non importa, perché invece la copertina mi piace molto.
    Le vicende sono narrate in terza persona e il protagonista (che domina per gran parte del romanzo) è Luc Simard un noto archeologo amante del proprio lavoro (forse avrei speso qualche parola in più per la sua caratterizzazione che risulta monodimensionale: praticamente oltre alla descrizione di un archeologo dedito al lavoro e amante delle belle donne non traspare molto altro).
    La narrazione si sposta abilmente tra varie epoche: ai giorni nostri, medioevo ed epoca preistorica.
    Coinvolgente, scorrevole, buon ritmo, ricco di suspance e azione, colpi di scena ben piazzati, interessanti e curate le ricostruzioni storiche (non c’è da meravegliarsi considerati gli studi dello scrittore).
    Ma sarà il lettore ad avere il quadro completo della situazione: infatti, molti aspetti rimarranno un enigma per lo stesso Luc. Non manca il risvolto romantico ma è decisamente molto marginale e la cosa non mi dispiace.
    Un thriller godibilissimo (da ombrellone o da sere invernali) con una trama intelligente, originale e un finale inaspettato. Sicuramente recupererò gli altri libri di quest’autore.

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