venerdì 22 novembre 2019

La donna messa in scena da Stefano Benni

25 Gennaio 2011 by · Commenta 

Otto monologhi tutti al femminile: questo, in sintesi, l’ultimo libro di Stefano Benni, Le Beatrici, subito disponibile su libreriauniversitaria.it! Il testo è già stato rappresentato a teatro nel maggio scorso. E allora meglio riformulare: otto monologhi per voce femminile. Nella sua nota a termine del libro, infatti, l’autore precisa che “Beatrici è uno spettacolo-laboratorio tenutosi al Teatro dell’Archivolto, a Genova, in cui cinque giovani attrici di talento hanno messo in scena monologhi inediti”. Quali sono questi personaggi femminili nei quali Stefano Benni si è calato, scovando e dando voce ai sogni delle donne, ma anche alle loro debolezze, ansie, vizi e virtù? Le protagoniste di questa originalissima pièce teatrale sono una suora assatanata, una donna ansiosa e una in carriera, una vecchia bisbetica e una sognante, una giovane irrequieta, un’adolescente crudele e una donna-lupo. Otto rappresentanti del “gentil sesso” molto diverse fra loro nell’indole e nell’età ma tutte “creature” della Beatrice di Dante. È proprio come se Dante, colpito da una folgorazione, incontrasse Beatrice e Beatrice gli si moltiplicasse davanti come una meravigliosa, fascinosa creatura a più teste dal simpatico e inconfondibile accento toscano:

Una ragazza vestita con un bell’abito medioevale sta leggendo i tarocchi su un tavolino. Canta: “Fior di vaniglia, il tempo passa e nessuno mi si piglia. Si sposan tutte quante e a me mi tocca di aspettar Dante”.
Oh, è curiosa la vita nel Medioevo. Che poi Medioevo lo dite voi, io dico milleduecentottantaquattro, poi voi lo chiamerete come vi pare, le epoche gli si dà nome dopo. Le dittature, ad esempio, se ne parla male solo dopo, intanto tutti se le puppano. Volete vedere?
Io sono Beatrice che il futuro predice, leggo le carte quindi so tutto del futuro
[…] Canappione gliene stanno capitando di tutti i colori coi guelfi e i ghibellini e i bianchi e i neri e così via…
Chi è Canappione? Scusate, io l’Alighieri lo chiamo così, mia madre dice “non t’azzardare che è un grande poeta importante”, però c’ha grande e importante pure il naso, via, c’ha un becco che pare una poiana, pare… una caffettiera, anche se non è ancora stata inventata.
Insomma, lui fa il poeta ma inveisce e si incazza e mette tutti all’inferno, e ce l’ha con Pisa e con Arezzo, e con i papi e con gli arcivescovi. Mi sa che prima o poi lo fanno fuori, lo metton fuori dal palinsesto a legnate.
Mi dispiacerebbe? Oh, lo dico a voi in confidenza. Io a quello non lo sopporto…

Dalle parole di una Beatrice incontenibile e irruente, che sbatte in faccia a Dante tutta la sua femminilità – io sono una donna, mica una serenata… – Stefano Benni dà vita a uno “spartito” di voci, un’opera unica nel suo genere, fra teatro e racconto. Proprio a teatro, non sui libri, è scattata nell’autore la molla per Le Beatrici, quando un gruppo di giovani e abili attrici ha chiesto a Benni di scrivere qualcosa per loro. E lui, come ha dichiarato in una recente intervista, ci ha provato. E, diciamo noi, ci è riuscito bene. Nel prestare la voce alle sue Beatrici, l’autore è stato accompagnato da letture ispiratrici, come Cechov, che Benni ritiene un grande creatore di personaggi femminili, un vecchio volumetto sulla vita di Beatrice e Dondolo di Beckett, che si è rivelato un prezioso aiuto mentre dava forma a Vecchiaccia.
Così l’autore di romanzi che hanno accompagnato generazioni di amanti lettori di tutte le età, da Bar Sport a Saltatempo, da Achille piè veloce a Margherita Dolcevita, fino ai più recenti, La grammatica di Dio e Pane e tempesta, torna dal suo pubblico per parlare di donne, anzi, molto di più, per far parlare le donne.
Tra un monologo e l’altro, il volumetto presenta anche poesie e ballate scritte nell’arco di una decina di anni, che fanno parte di un altro spettacolo portato a teatro da Stefano Benni, Apparizioni.

Qual è la vostra Beatrice? Per trovarla, acquista online Le Beatrici.

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