domenica 19 maggio 2013

Anna Marchesini debutta… sulla carta!

25 febbraio 2011 by redazione · Commenta 

Anna Marchesini, attrice, autrice e regista teatrale, sperimenta una nuova forma d’arte: la scrittura. Ed esce da un lungo letargo – queste sono le sue parole – durante il quale è nato un antico sogno, quello di pubblicare un libro che desiderava scrivere da almeno mezzo secolo. Stiamo parlando de Il terrazzino dei gerani timidi, che sta scalando la classifica della narrativa italiana più venduta.
Anna Marchesini ci introduce così al suo romanzo: “Dice di me, ma chiunque può infilarsi nella storia, parla di cose accadute o che sarebbero potute accadere, ma soprattutto di come ho imparato a guardare le cose e a scrutarle anche in ogni loro minuta parte sensibile e invisibile e poi parla dei sogni, della forza mitica e rivoluzionaria che esercitano nella mia vita, parla dell’infelicità e della sua straordinaria bellezza e poi parla del silenzio dentro il quale soltanto si possono ascoltare, si possono vedere le voci piccole, le voci che non contano, un silenzio denso e immobile, muto e assordante. A guardarci dentro puoi trovarci l’universo”.
È la vita raccontata attraverso gli occhi di una bambina, per la quale, come è tipico dell’infanzia, le esperienze sono tutte prime volte, meraviglie e disillusioni: il momento in cui scopre che Babbo Natale e la Befana non esistono, le giornate a scuola dalle suore, le insonnie, i primi turbamenti e le domande sul senso delle cose. E, ancora, un profumo, un oggetto mai visto, un rumore, quello del frullo d’ali di una farfalla che trema dentro le sue dita e poi ruzzola a terra sfinita, senza più respiro… La vita, quindi, ma anche la morte, il dolore, la malattia, il timore che anche la mamma cada come quella farfalla. E, insieme, la scoperta che tutte le cose, le voci, le impressioni e le vite degli altri non si possono sentire se si rimane immersi nel disordine e nel frastuono quotidiano, che scorre veloce, passo a passo con il tempo dell’orologio. Tutti questi suoni possono essere ascoltati nel silenzio immenso del terrazzino dei gerani timidi, quell’angolo di casa che si affaccia sui tetti, il luogo solitario che diventerà la stanza della bimba, lo spazio tutto per sé:

Quasi sempre erano gerani.
Un colore spento, si sarebbe detto quasi lilla, il fiore moscio, pallido opaco, insulso; non attirava nemmeno una vespa.
Gerani tutti in fila ordinati nei vasi tutti uguali – immobili segnaposto delle ore del tempo all’aperto – tutti dello stesso colore
[…]. Gerani, una vita al minimo, come se un pittore li avesse ad arte disposti dentro i vasi con l’intenzione di dipingere una natura morta […]. Quella fu la mia piccola valle popolata da fiori timidi e da piccioni erranti.
Ancor che piccola, mi avvezzai al suo silenzio che poi confinava con il mio, a quel vuoto, in quel nulla, dove tutto è spaventosamente possibile e senza legge e senza restrizioni
[…]. Seduta accucciata dentro il terrazzino, mi fermavo in quel privilegiato silenzio assoluto, scendevo piano dentro quella solitudine dove quasi sempre è possibile riconoscere il vero e nel silenzio avvertivo tutte quelle invisibilità troppo timide per sopravvivere alle voci inutili, per presentarsi alle esistenze accreditate, e nel silenzio potevo ascoltare il mormorio sommosso della loro intensa vita.
Il terrazzino fiorito dei gerani timidi fu per lungo tempo il recinto silenzioso e imparziale delle mie preziose solitudini…

Proprio in quel silenzio la bambina assisterà alla nascita del sogno, l’emergere dell’amore per la poesia, la letteratura, i libri e gli artisti… Scrivere un libro in cui custodire quel silenzio sarà il suo sogno, un sogno che solo i gerani conoscevano e che hanno sempre tenuto nascosto e difeso come un prezioso segreto.

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