venerdì 24 maggio 2013

Non lasciarmi

18 marzo 2011 by redazione · Commenta 

Il Washington Post l’ha definito un romanzo meraviglioso, il migliore che Kazuo Ishiguro abbia scritto dai tempi del sublime Quel che resta del giorno. Mark Romanek ne ha tratto un film, Never let me go, che nell’autunno scorso ha aperto il London Film Festival (nel cast Carey Mulligan, Keira Knightley e Andrew Garfield) e prossimamente potremo vedere nelle sale cinematografiche italiane.
Non lasciarmi è un’intensa storia d’amore, e anche un romanzo politico e visionario, di quelli che fanno smuovere le coscienze.
I protagonisti si chiamano Kathy, Tommy e Ruth. Sono cresciuti insieme in un collegio immerso nel verde della campagna inglese. Ma non sono ragazzi come tutti gli altri. E Hailsham non è una scuola come tutte le altre. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani. A prendersi cura di loro un gruppo di tutori che li educa come fossero “speciali” e li protegge dal mondo esterno con estrema amorevolezza. I ragazzi di Hailsham sono accumunati dallo stesso destino, un destino che non conoscono, ma che avvertono fin da piccoli come inesorabile, una verità che si svelerà poco a poco… Non sanno a cosa servano i loro disegni né le loro poesie, tutti quei lavori che Madame porta via e raccoglie nella sua misteriosa Galleria. Madame è una delle responsabili del collegio, un personaggio strano, che sembra aver paura di loro, “come si ha paura dei ragni”, pensa Kathy:

Mi rendo conto che stavamo vivendo proprio quell’età in cui cominciavamo ad acquisire una certa consapevolezza  – su chi eravamo, su quanto fossimo diverse dai nostri tutori, dalla gente del mondo fuori – ma non avevamo ancora capito cosa significasse veramente. Sono certa che in un determinato momento nella vostra infanzia, anche voi avete avuto un’esperienza simile; se non identica nei dettagli esteriori, certamente dentro di voi, nei sentimenti. Perché non importa quanto i tutori facessero del loro meglio per cercare di prepararci: tutti gli incontri, i video, i dibattiti, gli avvertimenti, nessuna di queste cose può farti comprendere fino in fondo. Non quando si hanno otto anni, e si sta tutti insieme in un posto come Hailsham; quando si hanno dei tutori come i nostri; quando i giardinieri e i fattorini scherzano e ridono con te e ti chiamano “dolcezza”.
Ma in qualche modo, qualcosa deve essere entrato dentro di te. Deve esserti penetrato dentro, perché quando vivi un momento come quello, è come se una parte di te fosse lì, in attesa. Forse da quando avevi appena cinque o sei anni, e sentivi quella specie di sussurro in fondo al cervello che diceva: “Un giorno, forse non molto lontano, imparerai come ci si sente”. Così rimani in attesa, anche se non sai esattamente di cosa, in attesa del momento in cui comprenderai che sei davvero diversa da loro; che là fuori ci sono persone, come Madame, che non ti odiano o ti augurano alcun male, ma che tuttavia rabbrividiscono al solo pensiero di una come te – di come sei venuta al mondo e perché – e che sono terrorizzate all’idea che la tua mano sfiori la loro. La prima volta che cogli l’immagine di te attraverso gli occhi di una persona simile, è una sensazione tremenda.
È come passare davanti a uno specchio davanti al quale sei passata ogni giorno della tua vita, e che all’improvviso riflette qualcos’altro, qualcosa di strano e inquietante…

Questi studenti non hanno scelta per il loro futuro, la loro vita è stata programmata: diventeranno prima “assistenti”, poi “donatori”. Non potranno mai avere figli – questo lo sanno – e il loro stare insieme è una pura necessità fisica. Ma anche in un’esistenza così pianificata, come fosse un attento e accurato progetto, i sentimenti riescono a penetrare nelle loro vite: tra Kathy, timida e riservata, Tommy, impulsivo e ingenuo, e Ruth, prepotente e carismatica, nasce fin da subito un legame molto stretto, un’amicizia forte. Si prendono cura l’uno dell’altro. L’amore accompagnerà le loro vite e allora cominceranno a emergere, sempre più stringenti, domande che prima restavano taciute: che cosa significano le parole “assistente” e “donatore”? Cosa devono dimostrare quei disegni? Perché lo sviluppo della loro creatività è così importante? Cos’è Hailsham, l’autorità superiore e nascosta che regola le loro vite?
Non lasciarmi è un romanzo emozionante, commovente, che dalla penna di un grande autore porta il lettore all’interno di una storia che si lascia scoprire un po’ alla volta, come mettere vicini i frammenti di un mosaico. Kazuo Ishiguro, che è stato spesso elogiato per la sua capacità di ampliare le possibilità della finzione, mette in scena un’utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata, che costringe a chiederci fino a che punto sia lecito spingersi per il bene della scienza. Una storia che colpisce al centro della fragilità e finitezza umana.

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