martedì 18 giugno 2019

Il silenzio dell’onda

21 Ottobre 2011 by · Commenta 

Uno
Per la terza volta la incrociò davanti al portone del dottore, sempre di lunedì e sempre alla stessa ora. Era certo di averla già vista, prima di quegli incontri, ma non avrebbe saputo dire dove né quando.
Forse era anche lei una paziente e aveva l’appuntamento alle quattro, si disse salendo le scale verso lo studio.
Il campanello suonò, la porta si aprì poco dopo e il dottore lo fece entrare.

Finalmente è uscito l’attesissimo romanzo di Carofiglio intitolato Il silenzio dell’onda, edito da Rizzoli, che racconta il rapporto difficile tra padri e figli che si cercano, ma che spesso, purtroppo, non riescono a trovarsi.
Un libro elegante, struggente che ci ricorda le mancanze e le debolezze degli uomini di fronte alle difficoltà e alle innumerevole prove che la vita ci pone.
Il protagonista del romanzo non è l’amatissimo avvocato Guido Guerrieri – lo scrittore assicura che tornerà l’anno prossimo – ma Roberto Marias ex agente sotto copertura in America Latina che ha, a suo discapito, conosciuto cinismo, odio, corruzione, orrore. Quel lavoro lo ha distrutto, gli ha insegnato a mentire, a tradire e ingannare; la vita lo ha travolto e poi lo ha abbandonato e ora si ritrova solo e martoriato dal senso di colpa.
Roberto, da mesi, è in cura da uno psichiatra con cui cerca di superare i momenti bui della sua esistenza per poter ricordare quelli felici cercando di riviverli come quando, ad esempio, con il padre andava a serfare sulle onde dell’oceano.
«Questa notte ho visto mio padre. Detta così non sembra una cosa troppo strana, che uno veda suo padre, anche se di notte. Il fatto è che lui è morto.».

Proprio nella sala d’aspetto dello psichiatra incontra Emma, anche lei divorata dal senso di colpa, e suo figlio Giacomo, un bambino estremamente sensibile che gli chiede aiuto contro i suoi incubi e, così, mostra a Roberto come riscattarsi e come ricominciare a vivere.
Carofiglio segue la vita dei protagonisti maschili, due figure problematiche che stanno riflettendo sul senso della loro vita e che cercano, per motivi diversi, nuovi stimoli concreti per uscire dalla depressione, per liberarsi dall’angoscia e per ritrovare la forza di superare le difficoltà. Entrambi sono sommersi da sentimenti e da ricordi «È un po’ come finire sotto un’onda. La regola fondamentale è non farsi prendere dal panico, non fare resistenza perché è inutile, e aspettare che passi», ma il loro rapporto li aiuterà.
Il silenzio dell’onda
racconta una storia di dannazione e di redenzione che coinvolge il lettore fin dalle prime pagine. La narrazione, serrata e struggente, rispetta i canoni tradizionali della scrittura di Carofiglio; i numerosi flashback fanno in modo che l’illusione e il sogno irrompano continuamente nella realtà creando un’atmosfera onirica che sembra trasportarci in un’altra dimensione costantemente in bilico tra realtà e allucinazione in cui la suspance attanaglia il lettore.

Gianrico Carofiglio ha lavorato come magistrato antimafia a Bari fino al 2008 poi è stato eletto senatore nel Partito Democratico. Dal 2002 si dedica alla scrittura e ha regalato ai suoi numerosissimi lettori libri indimenticabili. Ha riscosso molto successo e ricevuto riconoscimenti della critica soprattutto i romanzi su Guido Guerrieri come Ad occhi chiusi, del 2003 edito da Sellerio, eletto miglior noir internazionale dell’anno.

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