Lady Anna
«Spesso le donne sono state maltrattate dagli uomini, ma forse nessuna donna ha mai subito maltrattamenti peggiori, crudeltà più feroci di quelle che ricevette in sorte Josephine Murray da parte del Conte Lovel, a cui si unì in matrimonio nella chiesa parrocchiale di Applethwaite – una parrocchia senza villaggio, tra la montagne di Cumberland – il 1 giugno del 181*. Che il matrimonio risultasse valido secondo tutte le norme della Chiesa, ammesso che Lord Lovel avesse i requisiti legali per sposarsi, nessuno lo mise mai in dubbio; né il conte dichiarò mai che non fosse tale. Lovel Grange è una piccola residenza, circondata da una piccola proprietà terriera – piccola per essere la dimora di un ricco aristocratico – che si trova tra le montagne che separano il Cumberland dal Westmoreland, a circa dieci miglia da Keswick, incantevole per il fulgore del tappeto erboso e il rigoglio del terreno boscoso intatto, per la vicinanza di montagne incombenti e per la bellezza di Lovel Tarn, un laghetto appartenente alla proprietà, punteggiato da isolette, ognuna delle quali è coperta da un suo boschetto di agrifogli, betulle e querce nane. La casa in sé è mediocre, mal costruita, con corridoi dispersivi e camere basse, ed è un’abitazione cupa, dall’aria infausta. Quando Josephine Murray vi fu condotta subito dopo le nozze, la trovò molto cupa e infausta; ma amava i laghi e le montagne e fantasticava su una vaga e misteriosa gioia di vivere che le sarebbe venuta dall’aspetto selvaggio della sua dimora.
Ho paura che non avesse altri motivi, più validi di quello, su cui basare le speranze di felicità.»
Ritorna in una veste nuova un grande classico dell’epoca vittoriana.
Sellerio, infatti, presenta Lady Anna di Anthony Trollope nell’inconfondibile brossura dalla copertina blu della casa editrice di Palermo.
Anthony Trollope è stato uno dei più prolifici scrittori dell’età vittoriana. Autore di quarantasette romanzi, Trollope è, insieme a Thackeray e Dickens, uno dei romanzieri più amati di quell’epoca. Le sue opere ebbero grande successo tra i suoi contemporanei: attraverso una narrazione descrittiva, affrontano tematiche politiche e sociali. Le più popolari e fortunate sono quelle appartenenti ai cosiddetti “ciclo del Barsetshire” e “ciclo di Palliser”, ma è Lady Anna che Trollope considera «il migliore romanzo che abbia mai scritto!». La trama racconta un fatto apparentemente banale: il processo per il riconoscimento di un lascito ereditario e di un titolo nobiliare a una ragazza che dà luogo a peripezie e intrighi di ogni tipo. La descrizione di questo frangente, tuttavia, non è che il pretesto per mettere in scena una contesa molto sentita all’epoca: quella ideologica che vede contrapposti i diritti della nobiltà di nascita e le rivendicazioni del merito borghese. Il tema trattato decretò lo scarso successo di pubblico di Lady Anna in quei tempi; all’epoca, infatti, questo dibattito non veniva affrontato volentieri nei salotti vittoriani.
Non lasciatevi sfuggire l’opportunità di riscoprire una pietra miliare della letteratura inglese. Un classico sempre attuale e moderno.
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