giovedì 23 maggio 2013

Vanagloria

30 marzo 2012 by a.beraldo · Commenta 

«Per mesi si era scoperto capace di vivere una doppia vita. Al residence di Marissa, e poi anche nella casa si Naggio. E Fabiana? Fabiana non poteva aver colto i segni di una presenza femminile estranea, nella casa di Naggio. Eppure, come se niente fosse, aveva atteso in silenzio, per mesi, che fosse lui a fare la prima mossa. Ma lui odiava fare le prime mosse. Del resto anche a scacchi non amava tenere i bianchi. Anche la carriera accademica se l’era costruita come le partite di tennis, di rimessa. »
Vanagloria è il nuovo romanzo di Hans Tuzzi, edito Bollati Boringhieri, che in una città come Milano, scruta una folla di uomini e donne che vivono tante storie intrecciate d’amore, di potere, di sesso, in una rete che costituisce la trama stessa del romanzo, come della loro vita. Diverse generazioni, ma una su tutte, quella dei cinquantenni, per la quale è suonata “la campana dell’ultimo round”; diversi ceti sociali; genitori e figli; linguaggi diversi. Un romanzo, Vanagloria, di trama e di personaggi, ricco di fatti e di ritratti, non facile e sempre spiazzante, sostenuto da un mirabile tour de force linguistico – che, comunque, non può lasciare indifferenti. Un romanzo che sfida il lettore a misurarsi con quei valori “alti” – amore e morte, e l’arte, nelle loro varie declinazioni – che soli possono dare un senso alla vita.

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