martedì 21 maggio 2013

Il principe dei gigli

11 luglio 2012 by g.amore · Commenta 

«Scusi, signora, dov’è l’Albergo dei Papi?»
«È ‘un lo so» protestò lamentosa la vecchia, fermandosi il tempo di poggiare a terra la sporta piena di verdure. «Cosa voi, fiu miu: Spelta è tanta granna…»
Un automobilista alle loro spalle suonò il clacson: «E cosa suoni» borbottò Melis, «non vedi che sono targato Milano e non so dove andare?»
«Forse suona proprio perché sei targato Milano» considerò a mezza voce Fiorenza.

Bastano l’immagine di copertina e queste poche righe a delineare un paesaggio bucolico italiano, il tipico paesino sperduto che si perde tra le chiacchiere dei paesani e i raggi del sole di un tenero pomeriggio d’estate. E invece no. È proprio in quest’apparente tranquillità che si inserisce Il principe dei gigli, ultima fatica di Hans Tuzzi, edita da Bollati Boringhieri, che narra le vicende del commissario Melis, personaggio protagonista della celeberrima serie di gialli dell’autore (ricordiamo, tra gli altri, La morte segue i magi e L’ora incerta tra il cane e il lupo). Questa volta il mistero pare essersi nascosto davvero bene. La vicenda, infatti, si svolge a Spelta, antica cittadina del Centro Italia, dove Melis e Fiorenza si recano per l’annuale congresso della FERAL, la Facoltà Europea di Recupero delle Antichità Librarie. Le aspettative di qualche giorno immerso nella più tranquilla (e noiosa) delle atmosfere letterarie vengono tradite da un evento sconvolgente: l’omicidio di uno studente, ucciso in una delle aule. E improvvisamente il ridente borgo cittadino diventa il luogo di un delitto oscuro e inspiegabile al quale, di lì a poco, segue un secondo. Cosa sta accadendo tra le mura antiche di Spelta? Si parla di droga, di corruzione, di relazioni pericolose. A volte non si parla nemmeno, per paura di infangare il buon nome di un congresso tanto prestigioso. Melis e Fiorenza, con l’aiuto di agenti e studiosi, cercheranno di carpire i misteri di questi delitti e ricostruire l’intricato puzzle che, tra le crepe di antiche costruzioni, ha distrutto la serenità e la quotidianità di un piccolo paradiso.

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