martedì 19 febbraio 2019

Una sera a Parigi

16 Ottobre 2013 by · Commenta 

una sera a Parigi«A quel punto ero stato costretto a lasciarla andare sul serio, con la promessa di vederci il mercoledì successivo alle otto al Cinéma Paradis.
Lei mi aveva salutato con un cenno della mano ed era sparita oltre il portone sul retro del cortile. Io non mi ero mosso, incantato, e avevo guardato la luce che si accendeva a uno dei piani alti e poco dopo si spegneva.
La donna che amo vive lì, avevo pensato, e poi mi ero avviato verso casa.»

L’atmosfera di Parigi respira nel nuovo romanzo di Nicolas Barreau, vera e propria dichiarazione d’amore per la capitale francese, per il cinema e per la sua capacità di raccontare storie che sono in grado di traboccare dai limiti del grande schermo per sconfinare dritte e concrete nella vita reale.
La vicenda di Una sera a Parigi (Feltrinelli) si apre, infatti, proprio in un cinema magico e un po’ defilato, che si chiama “Paradis” e che sopravvive tra mille difficoltà solo grazie ai sogni e alle fantasie del suo proprietario Alain, uomo dolce e nostalgico, innamorato della sua piccola sala e delle pellicole del passato.
Ogni settimana Alain proietta, per la rassegna “Les amours au Paradis”, un diverso film d’amore ormai diventato classico, e l’incanto di quelle vecchie storie è destinato a cambiare la sua vita in modo inaspettato. Sarà quella rassegna, infatti, a fargli conoscere una misteriosa e bellissima donna – silenziosa e timida, che compare in sala solo per quell’unico spettacolo e sparisce non appena le luci si riaccendono – con cui condividerà una serata eccezionale attraverso le vie di Parigi. Quando un inaspettato colpo di fortuna regala al piccolo cinema di Alain un’inedita celebrità, però, la sconosciuta scompare nel nulla: il protagonista sarà così costretto a cercarla, trasformando la sua vita in una storia di quelle che tante volte ha visto scorrere sullo schermo. Perché «è vero che la vita non è un film in cui due persone si incontrano, si perdono di vista e casualmente si ritrovano la settimana successiva alla fontana di Trevi, perché a entrambi è venuto in mente nello stesso momento di gettare una moneta ed esprimere un desiderio. Ma per qualche arcana ragione ogni tanto succede».

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