mercoledì 23 aprile 2014

La banda Sacco

21 ottobre 2013 by · Commenta 

9788838931079«A mezzojorno e alla sira, la famiglia s’arritrova sempri torno torno allo stisso tavolo di mangiare.
I fratelli maritati assittati con le loro mogliere.
Tutti abitano in case fabbricate l’una allato all’autra supra il tirreno comune.
Mai uno screzio, ‘n’azzuffatina tra loro.
È gente accanosciuta per l’onestà, la serietà, il rispetto assoluto della parola data.
I Sacco hanno ormai raggiunto l’agiatezza.
Se la sono sudata, ma non pensano di godirisilla e basta.
Vanni ha autre idee in testa, vuole accattarisi almeno dù nuovi autobus e pigliarisi autre linee per i paìsi vicini.
Ma c’era la mafia.»

Andrea Camilleri torna a raccontare la Sicilia più cruda e più nobile, più tragica e più eroica in La banda Sacco (Sellerio), vero e proprio romanzo-reportage che ricostruisce la storia terribile e vera dei Sacco, tre fratelli che, all’inizio degli anni Venti del Novecento, si trovano loro malgrado a combattere da soli contro la presenza – onnipotente ma sottile, spettrale, sempre taciuta – della mafia.
I fratelli Sacco sono persone oneste, di idee socialiste; credono nello Stato e coltivano, assieme alle piante di pistacchio ereditate dal padre, un loro privato culto del lavoro e del rispetto degli altri: per questo, quando si trovano a dover rispondere prima alle minacce e poi agli agguati delle cosche, scelgono di non abbassare la testa e non cedere a nessun ricatto, certi come sono che quello Stato in cui hanno sempre creduto sarà al loro fianco per difenderli dagli abusi dei mafiosi. Saranno però costretti a scoprire che, attorno a loro, dilagano la collusione e l’omertà, e che coloro che dovrebbero tutelare i loro diritti sono in realtà pronti a trasformarsi nei loro peggiori nemici. In una sequenza ininterrotta di tentativi di omicidio, false accuse, processi farsa, violenze e torture, i fratelli Sacco si trasformeranno in veri e propri banditi, contro cui il nascente regime fascista si accanirà con particolare violenza, determinato com’è a riportare in Sicilia un ordine basato più sulla convivenza con la mafia che sulla sua eliminazione.
La parabola criminale di questi tre uomini onesti, banditi per caso e resistenti per necessità, si conclude con il loro arresto ad opera del generale Mori e la loro detenzione, che non cesserà nemmeno con la caduta del regime fascista e a cui soltanto una grazia tardiva, concessa nel 1962, metterà fine.
Andrea Camilleri ricostruisce, nelle pagine di questo romanzo, una storia nera e terribile, vera ed evocativa insieme: attraverso la vicenda remota di tre uomini onesti, dalle pagine di questo libro emergono verità capaci di spiegare molto delle strutture di potere della Sicilia, e dell’Italia intera.

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