domenica 18 agosto 2019

La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone

7 Marzo 2014 by · Commenta 

9788858111017«L’utopia è terreno di scontro tra filosofia e commedia. Per varie ragioni. La commedia adopera comicamente l’“età dell’oro”: è un motivo di facile divertimento ma anche di critica del costume e di diffuse aspirazioni parassitario-edonistiche. La filosofia, invece, pretende di tratteggiare sul serio riordini “utopistici” dell’esistente.
È una tensione, o se si vuole una rivalità, che costituisce un altro aspetto del grande contrasto commedia-filosofia. Esse sembrano talvolta fronteggiarsi e, come accade, proprio perciò rassomigliarsi in alcuni aspetti»

Nel suo ultimo saggio La crisi dell’utopia (Laterza), Luciano Canfora affronta con l’incisività e l’intelligenza che gli sono proprie uno dei temi centrali nella riflessione filosofica di tutti i tempi: quello relativo all’utopia, ovvero alla possibilità, per l’uomo, di inventare un mondo teoricamente perfetto in cui fondare una società ideale in cui far vivere nel migliore dei modi degli ipotetici “uomini nuovi”.
Per affrontare questo tema, Canfora fa riferimento alle opere di due grandi pensatori del mondo greco, Aristofane e Platone, che vengono qui messe a confronto attraverso una chiave di lettura estremamente innovativa e appassionante. Se Platone, infatti, è noto per aver rappresentato nel suo dialogo La Repubblica quella che era per lui la società ideale, fondata sulla proprietà collettiva e non individuale, sulla cancellazione della famiglia tradizionale con il suo carico intrinseco di egoismi, sul governo dei filosofi, sono pochi a riconoscere al commediografo Aristofane la stessa carica ideale e teorica. Anche nella commedia aristofanea Le donne al parlamento, invece, viene rappresentata una società ipotetica e ideale, fondata sulla partecipazione di tutti – anche delle donne, che nella società greca non godevano dei diritti politici – alle assemblee pubbliche: per poterla realizzare, le protagoniste di Aristofane si travestono da uomini e dimostrano con i fatti che un mondo nuovo, ideale, possibile, è assolutamente realizzabile, se solo si è disposti a rifondare davvero la propria società secondo nuovi parametri, senza cedere al ricatto del “nulla potrà cambiare mai”.
In questo suo saggio, analizzando le parole di Aristofane e il loro contraltare platonico, Canfora riflette su uno dei temi più affascinanti di tutti i tempi, ritrovando in testi scritti migliaia di anni fa il segno di verità universali, ancora capaci di raccontarci cos’è l’uomo e cos’è quella realtà complessa che siamo soliti definire “società”.

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