martedì 22 gennaio 2019

Con le ali ai piedi

28 maggio 2014 by · Commenta 

«Mi ritrovai lì, con la mia valigia, in mezzo all’aeroporto di Istanbul. Tutto mi appariva enorme e in rapido movimento. Non mi resi conto che stavo piangendo finché non mi caddero le lacrime sulle scarpe. Anche con le luci dell’aeroporto, fuori la notte sembrava buia, l’aria densa. Mi asciugai gli occhi e cercai di decidere cosa fare. Ero solo, in una terra straniera di cui non parlavo la lingua, e avevo nove anni. Ero, in parole povere, terrorizzato.»

La storia di Abbas Kazerooni raccontata nel romanzo Con le ali ai piedi, appena pubblicato in Italia da Salani, è una storia che riempie di fiducia nel mondo e nell’essere umano, nonostante tutto. Una storia che fa star bene pur nella sua tragicità, perché dimostra che il coraggio e la voglia di vivere possono vincere su tutto, anche sull’orrore e sulla crudeltà più enormi, e che c’è sempre una strada per la salvezza, una via d’uscita che consente di non cedere al dolore e alla disperazione ma di sconfiggerli e vivere.
Protagonista di questa vicenda che sembra fantastica e invece è drammaticamente vera è proprio Abbas, un ragazzino iraniano di nove anni che un giorno si trova a dover fare i conti con una realtà che non lascia scampo: nel suo paese, da tempo in guerra con l’Iraq, l’età della leva militare sta per essere abbassata a otto anni. Si reclutano bambini per addestrarli a uccidere e a farsi uccidere, ma i genitori di Abbas non vogliono accettare la morte come unico destino possibile per il loro ragazzo. Decidono quindi di farlo espatriare, mandandolo a Londra, ma all’aeroporto di Teheran sua madre, che avrebbe dovuto accompagnarlo nel suo viaggio fino a Istanbul e da lì in Europa, viene fermata. Il passaporto della donna viene sequestrato, e per lei diventa impossibile lasciare l’Iran. A quel punto, davanti ad Abbas si apre una sola strada: deve continuare il suo viaggio da solo, affrontando un mondo che non conosce, in cui si parla una lingua che lui ignora e in cui tutti sono potenziali nemici pronti ad approfittare della sua fragilità. Ma Abbas non si lascia abbattere dalle difficoltà e parte ugualmente per Istanbul. La capitale turca si rivelerà una città labirintica e affascinante, popolata di figure nobili e inquietanti, tenere e minacciose insieme: una città in cui la bontà e la compassione convivono con l’avidità e l’egoismo, in un insieme cangiante che solo l’intuito e l’intelligenza del bambino potranno decifrare.
In questo modo, grazie alla sua capacità di fidarsi delle persone giuste e di farsi amare da quelli che incontra, Abbas riuscirà a sopravvivere al suo viaggio solitario e ad approdare infine in Europa, salvando la sua vita e la purezza del suo sguardo sul mondo, pieno di positività e di allegria. Seguendo le sue avventure ci si trova presi in una storia magica e senza tempo, fatta di coraggio e di amore per la vita, che conquista e convince, facendosi ricordare per sempre.

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