domenica 24 giugno 2018

Voglio vivere una volta sola

27 agosto 2014 by · Commenta 

9788856638189«Mi chiamo Violette. I miei genitori si chiamano Emma e Léonard. I miei fratelli Jean e Augustin. E io non sono mai nata.
Adesso non immaginatevi una storia triste, di figli scomparsi prematuramente e cose del genere. Tranquilli. Io non sono mai nata davvero, mai messa al mondo, mai concepita. Ma fortemente voluta da tutti. Da mio padre, che ha sempre desiderato una figlia femmina. Come tutti i padri, del resto. Da mia madre, che avrebbe tanto voluto un’altra ragazza in famiglia. Da Jean, che se proprio avesse potuto scegliere non avrebbe voluto un altro maschio tra i piedi. E infine da Augustin, che è nato per ultimo e una sorella gli sarebbe proprio servita.»

Il nuovo romanzo di Francesco Carofiglio, Voglio vivere una volta sola (Piemme), racconta una storia leggera come un soffio di vento, che scorre veloce attraverso le parole di una protagonista unica, indimenticabile, capace di farsi ricordare per l’unicità del punto di vista di cui si fa portatrice. La voce narrante di questa storia, infatti, è quella di Violette, una bambina che non è mai esistita, non è mai nata, non è mai stata concepita, eppure – in qualche modo misterioso – c’è.
Violette è una pura presenza, è il frutto di un desiderio tanto potente quanto non realizzato: quello di una madre, un padre, due fratelli che per anni vivono accompagnati dall’immagine di questa figlia e sorella eternamente immaginata ma mai venuta al mondo. La famiglia di Violette, in queste pagine, vive la sua vita concreta e reale, viaggia per l’Europa, attraversa gioie e dolori. Ma, nel farlo, è sempre accompagnata dallo sguardo e dall’immagine di questa bambina immaginata che, nonostante la sua non-esistenza, vive accanto ai suoi familiari, li conosce, li consiglia, li ascolta e li comprende. I genitori e i fratelli di Violette percepiscono la sua presenza, vedono l’immagine di quella ragazzina bella e amichevole che gli cammina vicino nei momenti di bisogno, ma insieme sanno che tale presenza non è e non può essere reale, così si limitano a custodire Violette nel loro bagaglio di consolazioni da non rivelare, di impressioni troppo fuggevoli e assurde per essere consegnate alla realtà, e non ne parlano mai nemmeno tra loro. Tutti conoscono Violette, ma per ciascuno di loro lei è un tesoro unico e raro, di quelli che non si possono condividere.
In questo modo Violette, creatura del desiderio e bambina eternamente sognata, attraversa la vita di quella che, al di là di ogni dubbio, è la sua famiglia e si fa narratrice di una storia di straordinaria dolcezza che, raccontando l’impossibile, si rivela in realtà straordinariamente potente, evocativa e “vera”.

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