lunedì 25 settembre 2017

Ciò che inferno non è

Ciò che inferno non è

31 ottobre 2014 by · Commenta 

«Io non ci sono mai stato a Brancaccio.»
«Io ci sono nato e non ti sei perso niente. Altro che erba, lì solo cemento. C’è tanto da fare, tutti quei bambini… A volte mi sembra di non combinare niente. Mi mancano le braccia.»
«Le serve una mano?»
«Anche tre… Secondo te perché vi ho chiesto di venire quando avete tempo? Voglio fare il possibile perché questa estate sia diversa dalle altre.»
«Magari passo prima di partire. Basta che non parliamo di Dio.»
«A che serve parlare di Dio? Se io ti spiego l’amore tu t’innamori? Quando ti innamori di una ragazza, forse prima te la spiegano?»
«No, prima la vedo e poi voglio conoscerla.»
«Bravo. Si vede che sei mio alunno. Dio bisogna darlo, poi dirlo. Dio o lo tocchi o non c’è teorema che te lo possa far piacere. Vieni a darmi una mano con i bambini di Brancaccio.»
«Ma io non so fare niente, lì serviranno persone preparate. Non so manco come ci si arriva.»
«Sai giocare a calcio?»
«Sì»
«Hai tempo?»
«Poco, prima di partire»
«Poco è più che sufficiente. Allora ti aspetto. Chiesa di San Gaetano. Centro Padre Nostro. Mi trovi lì.»

Dopo lo straordinario successo dei suoi primi romanzi Bianca come il latte, rossa come il sangue e Cose che nessuno sa, Alessandro D’Avenia torna oggi il libreria con Ciò che inferno non è (Mondadori), nuovo romanzo in cui, ancora una volta, il professore e scrittore palermitano racconta il mondo affascinante e labirintico dell’adolescenza, con le sue luci, le sue ombre e i suoi misteri.
Questa volta, però, la storia del protagonista Federico – un diciassettenne che vive a Palermo e che, come tutti i suoi coetanei, affronta con coraggio, paura ed emozione le sfide proprie della giovinezza – si mescola con la Storia con la S maiuscola e con il ritratto di un uomo straordinario, don Pino Puglisi, sacerdote ucciso nel 1993 a Palermo, dove da anni lavorava per sottrarre i bambini del quartiere popolare di Brancaccio alla strada e alle cosche mafiose.
Federico, del mondo della criminalità organizzata e dei quartieri in cui è egemone, non sa nulla… continua a leggere

Libri da leggere: Édouard Louis – Il caso Eddy Bellegueule

Libri da leggere: Édouard Louis – Il caso Eddy Bellegueule

29 ottobre 2014 by · Commenta 

Le memorie e le denunce sono sempre materiale scottante, difficile da plasmare, quando si tratta di costruirci sopra un romanzo. Il rischio di cadere in un gorgo ombelicale e un po’ sterile è altissimo, così come quello di costruire un libro che, sotto il velo sottile di una trama, nasconde in realtà solo un gomitolo di rabbia repressa e di rivendicazioni più o meno esplicite: qualcosa di certamente significativo, magari addirittura imprescindibile, per chi lo scrive, ma drammaticamente poco pregnante per chi lo legge.

Il giovanissimo scrittore francese Édouard Louis, però, nel suo romanzo d’esordio Il caso Eddy Bellegueule (straordinario successo editoriale in Francia, subito tradotto in dodici paesi e pubblicato, in Italia, da Bompiani) riesce nel non facile compito di mettere nero su bianco una storia dura e drammatica, tutta raccontata in prima persona e che affonda le sue radici nel passato, senza per questo cadere nei trabocchetti dell’autobiografismo fine a se stesso, del grido di dolore accorato o furioso, ma pur sempre individuale. Il risultato è un romanzo crudo e intenso, che sgomenta per la sua capacità di dipingere un contesto che non ci saremmo mai aspettati… continua a leggere

Paura

Paura

22 ottobre 2014 by · Commenta 

Un pomeriggio, avrò avuto quattro anni, mia madre e mio padre avevano deciso di portarmi con loro a teatro. Non ho mai scoperto il perché: forse la tata non poteva occuparsi di me, chissà come andò veramente, fatto sta che mi ritrovai in un teatro di Roma a vedere l’Amleto. I miei genitori, un po’ incoscienti, non potevano immaginare quanto in profondità mi avrebbe segnato quella loro leggerezza.
Tutto sembrava andare per il meglio, certo non capivo con precisione quello che stava accadendo sul palco ma a quanto pare mi divertivo parecchio. Fino a quando apparve il fantasma del padre di Amleto, e io lanciai un urlo così forte che qualcuno tra il pubblico si spaventò. Poi presi a tremare tutto, avevo la bava alla bocca. Non avevo mai sofferto di convulsioni, e non mi sarebbe mai più successo, ma quella volta stetti così male che mi dovettero portare via.
Da allora non fui più lo stesso. L’entrata in scena dell’attore che interpretava il fantasma fu simile a una pugnalata in pieno petto.
Quel giorno sono nate tante fascinazioni. Nessuno lo sapeva, neppure io ne ero cosciente, ma un seme era stato gettato.

Paura, l’autobiografia di Dario Argento appena pubblicata da Einaudi, è un libro accattivante e unico, destinato a diventare una lettura imprescindibile per ogni fan del grande regista romano. In questo libro straordinario, infatti, Dario Argento in prima persona racconta se stesso, tracciando un ritratto di sé e della sua vita che più vivido, profondo e incisivo non si potrebbe.
E inizia proprio con una scena che sembra tratta da uno dei suoi film, questo racconto della vita di Dario Argento… continua a leggere

Longbourn House

Longbourn House

22 ottobre 2014 by · Commenta 

Elizabeth accennò con il capo a un libro sul comò: – Forse ti interessa prenderlo in prestito.
Sarah piegò la testa per vedere il dorso. Pamela, c’era scritto.
Dopodiché, tutte agghindate, belle e pettinate, Elizabeth e Jane le augurarono una buona serata. Svolazzarono fuori dalla stanza e trotterellarono giù dalle scale. Sarah posò con cautela reverenziale il suo nuovo vestito sul letto; mise in ordine le spazzole e i pettini, le forcine e i nastri sparpagliati. Risistemò il copriletto sgualcito. La camera era buia, adesso, e insignificante, senza le signorine. Erano entrambe molto belle, quasi luminose. E lei era solamente – Sarah lo sapeva, mentre sgattaiolava nel corridoio di servizio e su per la scala della soffitta per appendere alla sbarra il suo nuovo vestito – una delle molte ombre che andavano e venivano ai margini della luce.

Chi ha amato il capolavoro di Jane Austen Orgoglio e Pregiudizio non potrà non farsi conquistare da Longbourn House (Einaudi), ultimo fortunato romanzo dell’autrice inglese Jo Baker, in cui ritornano il clima inconfondibile e gli indimenticabili personaggi che hanno incantato generazioni di fan austeniani.
In queste pagine, però, la vicenda delle cinque sorelle Bennet scorre sullo sfondo del racconto, viene continuamente evocata ma non occupa mai il centro della scena, perché questa volta, nel mezzo del palcoscenico, c’è un altro mondo, parallelo ma non meno interessante e denso di emozioni e di intrecci… contiuna a leggere

Libri da leggere: Alan Bennett – La sovrana lettrice

Libri da leggere: Alan Bennett – La sovrana lettrice

22 ottobre 2014 by · Commenta 

«Her Majesty’s a pretty nice girl / but she doesn’t have a lot to say» cantavano qualche decennio fa i Beatles, e quando si legge La sovrana lettrice (Adelphi), romanzo breve di Alan Bennett rapido come un soffio di vento e gradevole come un bicchiere di vino leggero e ghiacciato, ci si ritrova quasi proprio malgrado a canticchiarsi quel motivetto ingenuo, tenero e canzonatorio nella mente. E a dirsi che, in fondo, i Fab Four avevano proprio ragione.
Her Majesty, la sempiterna e inossidabile regina Elisabetta II d’Inghilterra, è proprio “a pretty nice girl”, una donna straordinaria, dotata di una bellezza che è figlia di una compostezza senza nome e senza tempo e di un carattere d’acciaio frutto di un’educazione fatta di marmo e di platino, impossibile da scalfire.
Purtroppo per lei, però, la povera Queen Elizabeth “doesn’t have a lot to say”, abituata com’è a restringere le sue conversazioni a una manciata di sorridenti convenevoli che non sono mai più profondi o impegnativi di un «e voi, arrivate da molto lontano?». Non è per sua colpa, però, né per suo algido e aristocratico distacco che Sua Maestà evita di ampliare un po’ i confini delle sue conversazioni. Se si comporta in questo modo, è per non mettere in difficoltà i suoi interlocutori: consapevole com’è della distanza siderale che la separa da tutti coloro che la circondano – siano essi sudditi comuni o Capi di Stato in visita, perché che cos’è, in fondo, un Presidente, se paragonato a una Regina? – la sovrana ha imparato a muoversi in un non-luogo comunicativo in cui ognuno conosce perfettamente la parte che deve recitare, e che rassicura tanto lei che i suoi emozionati, trepidanti interlocutori.

Finché, un giorno, Her Majesty scopre che ogni settimana il furgoncino di una biblioteca circolante fa tappa davanti alle cucine del suo palazzo, e questa inaspettata novità irrompe nella sua vita come una folgorazione… continua a leggere

All You Need Is Love

All You Need Is Love

20 ottobre 2014 by · Commenta 

I Beatles non sono tra gli “ideologi” degli anni Sessanta. Ben altre erano le teste pensanti di quel tempo: da Marcuse a McLuhan, da Foucault a Barthes, da Allen Ginsberg a Timothy Leary. Molti di quei nomi, però, oggi sono scivolati nell’oblio o nelle biblioteche per specialisti. I Beatles rimangono. Per la qualità intramontabile della loro musica, linguaggio universale. Ma anche per il loro eclettismo, il fiuto istintivo con cui raccoglievano gli stimoli, le idee, le tendenze che formavano “l’aria di quel tempo”.
Nel loro “carnevale sovversivo”, nel loro carattere istintivo e non razionale, i Beatles erano come delle spugne: assorbivano il mondo e le idee del tempo, con avidità, curiosità e nonchalance, senza prendersi troppo sul serio.

Federico Rampini è uno degli opinionisti più capaci di raccontare il tempo che stiamo attraversando, e negli anni ha abituato ai suoi lettori alle sue analisi acute, pungenti e puntuali e alla sua capacità – veramente fuori dal comune – di essere sempre al centro dei cambiamenti in atto, spostandosi dall’India alla California, dalla Cina a New York per cogliere i germi e le promesse del rinnovamento proprio nei luoghi in cui cominciano a prendere corpo.
Nelle pagine di All You Need Is Love, il suo ultimo libro recentemente pubblicato da Mondadori, Rampini però ci sorprende con qualcosa di nuovo e inaspettato. In questo nuovo libro, infatti, il giornalista genovese analizza il presente scegliendo come filo conduttore qualcosa che viene dal passato e che sembra avere molto poco a che fare con l’economia e la finanza, che di solito sono il terreno privilegiato delle sue analisi. Al centro di questo interessantissimo e accattivante saggio ci sono, infatti, le canzoni e la storia dei Beatles… continua a leggere

Il baco da seta

Il baco da seta

20 ottobre 2014 by · Commenta 

«E così Owen sarebbe scomparso? Credevo che volesse restare a godersi lo spettacolo. Pensavo fosse questo il suo obiettivo. A meno che non si sia spaventato. A non mi sembra da lui. Non so come Owen potesse pensare di fottere proprio il suo editore e farla franca, ma lui è fatto così. È lo stronzo più illuso e arrogante che abbia mai conosciuto. Suppongo fosse convinto di poter dipingere Chard come un…»
Si interruppe con una risatina imbarazzata.
«Sono un pericolo per me stesso. Diciamo soltanto che mi ha sorpreso che Owen pensasse di passarla liscia. Forse si è spaventato quando ha capito che tutti sapevano bene a che cosa alludesse e ha preferito tagliare la corda.»

È un’indagine intrigante e ricchissima di colpi di scena quella che si svolge lungo le pagine di Il baco da seta (Salani), nuova avventura dell’investigatore Cormoran Strike e della sua bellissima assistente Robin Ellacott, seguito del fortunatissimo Il richiamo del cuculo, primo romanzo che li ha visti come protagonisti.
Questa volta Robert Galbraith (pseudonimo dietro cui si nasconde la celeberrima J. K. Rowling, madre letteraria del mondo meraviglioso e indimenticabile di Harry Potter e scrittrice dal carisma e dal talento inesauribili) racconta una storia che si snoda nel mondo dell’editoria, tra misteri, segreti, invidie e insidie inaspettate.
Cormoran Strike, infatti, questa volta viene ingaggiato da Leonora Quine, una giovane donna dall’aria dimessa ma dai modi decisi, che gli chiede di indagare sulla scomparsa di suo marito Owen. L’uomo è uno scrittore mediocre e forse un po’ megalomane, ha un carattere impulsivo e modi molto poco concilianti, ed scomparso nel nulla dopo aver scritto un romanzo… continua a leggere

Libri da leggere: Teju Cole – Ogni giorno è per il ladro

Libri da leggere: Teju Cole – Ogni giorno è per il ladro

15 ottobre 2014 by · Commenta 

È ipnotico come una melodia che si conosce da sempre e che nonostante tutto è sempre diversa da se stessa Ogni giorno è per il ladro (Einaudi), meraviglioso libro dello scrittore e fotografo nigeriano Teju Cole che, in queste pagine, mescola con eccezionale precisione e oculatezza parole e immagini, nel tentativo ambiziosissimo di riuscire a catturare l’essenza di un Paese, il fulcro della sua bellezza, del suo dolore e delle sue contraddizioni, e di restituirlo attraverso i minuscoli dettagli di un diario di viaggio che racconta la storia di un ritorno a casa dopo quindici anni di lontananza, con tutto il carico di radicale grandezza che ciò implica.
E sono proprio le contraddizioni – quelle del mondo di fuori e quelle tutte interne all’autore – il vero collante di questo libro in cui può capitare di essere a Lagos, Nigeria, e pensare che i versi di un poeta svedese che parla di  «una frase biblica non attribuita: “Venite a me, perché sono pieno di contraddizioni quanto voi”» siano stati scritti esattamente per quel luogo… continua a leggere

Libri da leggere: Caroline Blackwood – Mrs Webster

Libri da leggere: Caroline Blackwood – Mrs Webster

8 ottobre 2014 by · Commenta 

Non si è destinati a una vita qualsiasi, quando si nasce figlie del Marchese di Dufferin & Ava e di una delle eredi dell’impero dei Guinnes (quelli della birra irlandese, proprio loro). E, infatti, la vita di Caroline Blackwood, meravigliosa donna nata negli anni Trenta e segnata da un albero genealogico aristocratico, un talento multiforme, un carattere terribile e un mare di passioni imprevedibili, è stata tutto fuorché banale.
Nel corso della sua lunga esistenza piena di svolte e di rivelazioni, questa donna inafferrabile e geniale ha sedotto pittori, musicisti e scrittori, ha avuto figli e recitato a Hollywood, ha ispirato la pittura di Lucian Freud e la poesia di Robert Lowell, ha dato scandalo e ha scritto libri, tra cui il caustico e graffiante Mrs Webster (pubblicato in Italia dall’editore Elliot), straordinario romanzo sospeso tra l’invenzione e l’autobiografia in cui l’aristocrazia inglese di inizio Novecento viene messa splendidamente alla berlina proprio da una delle donne che l’hanno conosciuta più da vicino.

Tutto, in queste pagine, è evocativo e fulminante insieme: i personaggi che abitano questa storia, le loro follie, le loro manie, la loro tenace e disperata incapacità di vivere sono fotografati da Caroline Blackwood con uno sguardo implacabile che riesce ad essere allo stesso tempo pietoso e inesorabile, graffiante ma non per questo irridente… continua a leggere

Mr Mercedes

Mr Mercedes

6 ottobre 2014 by · Commenta 

La Mercedes puntò senza esitare dove si concentrava la folla degli aspiranti lavoratori, superando il nastro giallo. Alcuni cercarono di scappare, ma soltanto quelli in fondo alla fila riuscirono a cavarsela. I più vicini alle porte, i veri Primi Arrivati, non ebbero scampo. Colpirono i paletti, facendoli cascare a terra, rimasero intrappolati nei nastri gialli, cozzarono l’uno contro l’altro. La folla si mosse avanti e indietro in una serie di onde agitate. I più anziani e i più bassi crollarono al suolo e vennero calpestati dal resto della gente. Augie fu spinto violentemente a sinistra, inciampò, riprese l’equilibrio e poi venne sbalzato in avanti. Un gomito lo centrò allo zigomo appena sotto l’occhio destro, facendogli vedere fuochi d’artificio degni del Quattro Luglio. Con il sinistro scorse la Mercedes non solo emergere dalla nebbia, ma quasi esserne partorita. Una grande berlina grigia, forse una SL500, a dodici cilindri, che in quel momento ruggivano impazziti.
Augie crollò in ginocchio vicino al sacco a pelo e fu preso ripetutamente a calci mentre tentava di rialzarsi: sul braccio, sulla spalla, sul collo. La gente urlava. Sentì una donna strillare: «Attenti! Attenti! Non si ferma!»

Ci sono un pazzo assetato di sangue e un detective ironico, disincantato e un po’ dolente al centro di Mr Mercedes (Sperling & Kupfer), nuovo romanzo del maestro del thriller Stephen King che si prepara, come i precedenti, a scalare le classifiche di vendita e a confermare l’indiscusso talento del suo autore.
La scena che inaugura questo romanzo è di quelle capaci di gelare il sangue nelle vene: davanti all’ufficio di collocamento di una città di provincia americana, una lunga fila di disoccupati trascorre una notte agitata e piena di freddo, aspettando che le porte si aprano e la speranza di trovare un posto di lavoro diventi finalmente realtà, almeno per qualcuno di loro. Alle prime luci dell’alba quello scenario dolente e nebbioso viene tagliato in due da un’apparizione spaventosa… continua a leggere

Pagina successiva »