sabato 25 novembre 2017

Libri da leggere: Francesca Melandri – Più alto del mare

Libri da leggere: Francesca Melandri – Più alto del mare

26 novembre 2014 by · 1 Comment 

Quello del carcere è un mondo nascosto nelle pieghe del mondo che tutti noi abitiamo. È una frazione di realtà che se ne sta appollaiata in oscure strade di periferia, in luoghi difficili da raggiungere e separati dal mondo degli uomini liberi da una distanza concreta che è lo specchio di una lontananza prima di tutto psicologica: finché il carcere non si vede il carcere non ci riguarda, non ci tocca, non esiste, non c’è.
È proprio di questo mondo volutamente occultato agli occhi degli uomini liberi che parla Francesca Melandri in Più alto del mare (Rizzoli), romanzo ambientato negli anni Settanta che racconta la storia di un Carcere Speciale, di una tempesta di maestrale e di una manciata di persone che si trovano, per uno scherzo del destino, a condividere una notte su un’isola fuori dal mondo, sede di un carcere da cui non si può fuggire.
In quest’isola che è solo carcere, tutta carcere dagli scogli della riva fino al punto più remoto dell’interno, arrivano una mattina un uomo e una donna. Si chiamano Paolo e Luisa, non si sono mai visti prima e sembrano avere pochissimo da dirsi. Lui è un professore di liceo in congedo e sta andando a trovare suo figlio, un brigatista colmo di giovinezza, bellezza e disperato orgoglio, arrestato per una serie di delitti compiuti per dare fiato a quella che lui vede come una gloriosa e necessaria “rivoluzione”. Lei è una contadina che va in visita al marito, un uomo che una sera, ubriaco, ha ucciso a mani nude un altro uomo… Continua a leggere

Libri da leggere: Jonathan Safran Foer – Molto forte, incredibilmente vicino

Libri da leggere: Jonathan Safran Foer – Molto forte, incredibilmente vicino

19 novembre 2014 by · Commenta 

Il protagonista di Molto forte, incredibilmente vicino (Guanda), intrepido romanzo newyorkese di Jonathan Safran Foer, si chiama Oskar, ha nove anni ed è un singolare centrifugato di genialità, follia, sincerità e paura. È un ragazzino pieno di luce e pieno di buio, colmo di una “grandezza” infantile che lo costringe a riflettere senza sosta su tutto ciò che compone il mondo che lo circonda, per cercare di inserirlo nei confini di un disegno più grande, in cui ogni cosa – dall’astrofisica al francese, dall’entomologia al monologo di Amleto, dall’amore smisurato della sua nonna tedesca alla paura degli sconosciuti – abbia un senso.
Nella vita di questo bambino arzigogolato e sensibile, che mastica tutto ciò che lo circonda e non si lascia sfuggire niente, schizzando come una pallina da flipper tra le infinite sfaccettature del mondo,  piomba come un fulmine a ciel sereno quello che lui chiama “Il Giorno Più Brutto”. Nel Giorno Più Brutto di Oskar ci sono polvere e fumo, ci sono scuole piene di bambini che non capiscono cosa stia succedendo e ci sono due aerei che si schiantano contro le Twin Towers, sotto gli occhi del mondo intero. E soprattutto, nel Giorno Più Brutto di Oskar, suo padre, che dentro le Torri ci lavora, viene inghiottito per sempre dalla polvere e dal fuoco del crollo, lasciando dietro di sé solo una voce dentro una segreteria telefonica mutaContinua a leggere

Carne e sangue

Carne e sangue

19 novembre 2014 by · Commenta 

«Per lo meno la vittima non ha sofferto. È stato come un fulmine a ciel sereno, perché l’assassino era appostato chissà dove e ha sparato da molto lontano.»
«Molto quanto?»
«Non te lo so dire senza prima fare una ricostruzione. Provvederemo. Nel frattempo, ti consiglio di perlustrare con la massima attenzione gli edifici circostanti, dove potrebbe essersi appostato l’assassino per sparare. Questi frammenti sembrano di una palla monolitica in rame; un proiettile a punta cava nove millimetri sparato da una pistola non avrebbe avuto abbastanza velocità alla volata per provocare una frammentazione così. Io credo che i colpi siano stati sparati da lunga distanza da un ottimo tiratore, con un fucile o una carabina a potenza elevata.»
«Proprio come dicevo io. Sarà lo stesso cecchino che ha già ammazzato due persone nel New Jersey»

Ci sono personaggi della letteratura che non tradiscono mai, che non sbiadiscono con il tempo e che anzi, romanzo dopo romanzo, diventano sempre più reali, concreti, attori di vicende da cui non è possibile staccarsi prima di averne letto l’ultima parola. È sicuramente, questo, il caso di Kay Scarpetta, celeberrima protagonista dei thriller di Patricia Cornwell, che torna ad indagare nelle pagine di Carne e sangue, ultima opera dell’autrice statunitense appena pubblicata in Italia da Mondadori.
Questa volta, Kay Scarpetta si trova a combattere con un cecchino spietato e folle, che semina il panico sparando sulle sue vittime da grande distanza, con un fucile di precisione. Le sue vittime non hanno apparentemente nulla in comune l’una con l’altra, se non il macabro rituale della sparatoria da lontano, e il messaggio che l’assassino vuole mandare attraverso di loro è chiarissimo e, allo stesso tempo, terribile: nessuno è al sicuro, in nessun luogo. Chiunque può essere la prossima vittima di questo folle gioco al massacro… Continua a leggere

La regola dell’equilibrio

La regola dell’equilibrio

18 novembre 2014 by · Commenta 

«Mi hai detto quello che ti ha raccontato lui, ma non mi hai detto quello che pensi tu,» disse riaccendendosi la sigarette.
«Non ho elementi sufficienti per pensare qualcosa.»
«Lui non è simpatico.»
«Non molto, in effetti. Ma sarei davvero stupito se scoprissi che si è venduto un processo.»
«Perché?»
«Può darsi che io sia schiavo di un pregiudizio positivo, ma non riesco a pensare che uno così bravo e così lanciato nella carriera corra il rischio di sputtanare tutto per arraffare un po’ di quattrini. Non sto dicendo che lo considero moralmente incapace di farlo. Non ne ho idea. Ne faccio una questione… di strategia personale, di intelligenza, di capacità di soppesare i pro e i contro delle situazioni. Lui è uno intelligente e uno intelligente non fa una tale cazzata.»

Lavorare per la Giustizia significa confrontarsi ogni giorno con il giusto e l’ingiusto, il corretto e l’illecito, il legittimo e l’arbitrario. Nella pratica quotidiana di un avvocato o di un magistrato queste parole non sono solo termini astratti: sono parte di una realtà complessa e concreta, in cui bisogna sapersi districare senza restare invischiati nelle tante zone d’ombra che inevitabilmente si vengono a creare quando ci si confronta con la complessità delle cose. È, questo, un dato di fatto che l’avvocato Guerrieri – amatissimo protagonista dei romanzi di Gianrico Carofiglio – conosce fin troppo bene, e con cui dovrà fare a pugni anche nel corso della sua ultima indagine, raccontata nelle pagine di La regola dell’equilibrio (Einaudi).
In questo nuovo romanzo l’avvocato Guerrieri è chiamato a difendere un suo conoscente… Continua a leggere

Libri da leggere: Silvio D’Arzo – Casa d’altri e altri racconti

Libri da leggere: Silvio D’Arzo – Casa d’altri e altri racconti

12 novembre 2014 by · Commenta 

La vita di Silvio D’Arzo – pseudonimo dello scrittore reggiano Ezio Comparoni, che lo scelse in un moto di dannunzianesimo giovanile, irragionevole e un po’ impudente – fu breve e modesta, innervata da uno straordinario miscuglio di intelligenza, pazienza e povertà. Rileggendola oggi si sente forte e chiaro il suo profumo novecentesco, crepuscolare e commovente, e non si può evitare di pensare che vite come questa, fuori dai confini del secolo scorso, non possono esistere più.

Quest’uomo del secolo passato nacque a Reggio Emilia nel 1920. Sua madre era una ragazza coraggiosa e povera, non aveva marito e per tutta la sua breve vita D’Arzo le visse accanto coltivando per lei, “grande e irraggiungibile madre di provincia”, un’ammirazione tenera e semplice, da bambino buono e da figlio fedele. La loro vita fu, per dirlo senza inutili eufemismi, molto povera, e l’autore ricorderà con lucidità del tutto priva di rimpianti quella sua giovinezza «appena appena rispettabile e misera, tutta quanta passata (per dire) col pensiero fisso alla media dell’otto, alla borsa di studio, e anche peggio», precisando che «non c’è niente di più degradante e più sciocco di questo: ti senti subito in colpa appena trovi un mezzo soldo per strada e pensi che è già troppo per te».
A sedici anni, scintillante di precocità, il giovane D’Arzo supera l’esame di maturità, a ventuno si laurea in lettere e, appena messo piede fuori dall’università, viene spedito senza troppi complimenti alla Scuola Ufficiali e da lì al fronte… Continua a leggere

Il dio del deserto

Il dio del deserto

10 novembre 2014 by · Commenta 

Prima di congedarmi, tuttavia, il Faraone Tamose mi mise fra le mani il reale Sigillo del Falco, con il quale delegava tutti i suoi poteri a chi lo portava. Il latore del sigillo rispondeva solo a lui. Nessuno, pena la morte, poteva interrogarlo o intralciarlo mente adempiva ai doveri del sovrano.
Il Faraone era solito affidare il Sigillo del Falco all’emissario da lui scelto nel corso di una solenne cerimonia alla presenza dei membri più illustri della sua corte. Capii però che, data la delicatezza della questione, stavolta aveva deciso di farlo nella più assoluta segretezza. Mi sentivo comunque intimidito dalla fiducia che mi aveva palesato.
Mi genuflessi e posai la fronte a terra, davanti a lui, ma il Faraone si chinò e mi aiutò a rialzarmi.
«Non mi hai mai deluso, Taita.» Mi abbracciò. «So che non lo farai nemmeno stavolta.»

Il maestro dell’avventura Wilbur Smith torna in libreria con un nuovo romanzo, Il dio del deserto (Longanesi), che riporta al centro della scena uno dei suoi personaggi più amati: Taita, meravigliosa figura di schiavo-consigliere intelligente e geniale, fedele braccio destro del Faraone egiziano Mamose e confidente di sua madre, la regina Lostris, già protagonista di romanzi come Il dio del fiume, Il settimo papiro e Alle fonti del Nilo.
Questa volta, il coraggioso e saggio Taita è chiamato a portare a termine una missione diplomatica che lo mette a dura prova, in cui ragione di stato e sentimenti si mescolano. Nel corso della precedente avventura che lo vedeva protagonista, infatti, l’amatissima regina Lostris è morta, e prima di spirare ha affidato al fedele Taita le sue due figlie, Bakatha e Tehuti. L’uomo farebbe qualsiasi cosa pur di proteggere le ragazze da ogni pericolo, proprio come, in passato, sarebbe stato disposto a tutto per salvare la vita della regina, ma la situazione politica, però, si complica irreparabilmente, e il rafforzarsi di una minacciosa falange di nemici, nella zona del delta del Nilo, impone al faraone di scappare… Continua a leggere

Il confessore

Il confessore

6 novembre 2014 by · Commenta 

«Conoscevo tuo padre», disse Johannes Halden.
Fuori pioveva. Era stata una giornata soleggiata, ma poi le nuvole avevano creato una cappa e adesso sulla città scendeva una pioggerella estiva. Si ricordava ancora la sensazione fisica delle goccioline che si scaldavano al contatto con la pelle. L’odore di polvere che si alzava dall’asfalto. Il profumo dei fiori, dell’erba e delle foglie che lo rendeva inquieto, ebbro, smanioso. Ah, se avesse potuto tornare giovane!
«Ero il suo informatore», proseguì Johannes.
Sonny era seduto al buio, contro il muro, ed era impossibile vedere la sua espressione. Aveva poco tempo a disposizione, ben presto li avrebbero rinchiusi nelle loro celle per la sera.
Johannes trattenne il fiato: stava per confessare. Stava per pronunciare la frase che, a seconda delle circostanza, aveva temuto o sperato di dire, che gli era pesata così a lungo sullo stomaco da fargli temere che vi avesse messo radici.
«Non è vero che si è sparato, Sonny.»
Ecco. Finalmente l’aveva detto. Silenzio.

Il New York Times Books Review ha recentemente definito Jo Nesbø «L’autore norvegese di crime del momento. Anzi, l’autore di crime del momento, punto», e basta leggere le prime pagine del suo ultimo romanzo Il confessore, appena pubblicato in Italia da Einaudi, per accorgersi che un riconoscimento così prestigioso non è certo immeritato. Nel suo ultimo thriller, infatti, Nesbø costruisce una storia sorprendente e ricchissima di colpi di scena, in cui l’adrenalina scorre a fiumi e in cui i personaggi sono analizzati con una profondità e un’acutezza rare, incapaci di lasciare scampo.
Il protagonista di questo romanzo, Sonny Lofthus, è un uomo che, a soli trent’anni, ha decisamente troppo passato alle spalle. Appena maggiorenne, il trauma del suicidio del padre poliziotto l’ha spinto prima ad entrare in un brutto giro di spaccio di droga, e poi a commettere un duplice omicidio. Per quel delitto Sonny è detenuto in un carcere di massima sicurezza che è diventato, per lui, l’unica casa in cui riesce a immaginare di vivere. Nel tempo l’uomo ha imparato a vivere nell’universo allucinato e folle del penitenziario… Continua a leggere

Libri da leggere: Agota Kristof – Ieri

Libri da leggere: Agota Kristof – Ieri

5 novembre 2014 by · Commenta 

Il talento di Agota Kristof è immenso e inafferrabile. Lo si riconosce a prima vista, risuona forte e chiaro, perfettamente uguale a se stesso, in ognuna delle sue opere – anche nel breve e surreale racconto Ieri (Einaudi), che in pochissime pagine condensa tutta la forza di un capolavoro della portata di Trilogia della città di K – ma quando si prova a metterne nero su bianco i caratteri, le forme, ci si trova stranamente spiazzati.
Agota Kristof è maestra della concisione, certo. Sega in due il mondo che descrive con una precisione e un senso di assoluta esattezza che lasciano sbalorditi e, spesso, anche un po’ stravolti, tramortiti dalla quantità di cose che stanno, strette l’una all’altra, dentro così poche parole. Altri autori, però, hanno stile ugualmente asciutto, sguardo ugualmente acuminato.
Agota Kristof racconta storie magistralmente sospese tra realtà e surrealismo, e lo fa senza scivolare mai nel favolistico, nel puramente falso, nell’appiccicoso e pedante gusto per l’assurdo: si sente chiaramente che ogni cosa che lei descrive, anche la più irrealistica, è in realtà perfettamente vera, perché come tale la vivono i protagonisti delle sue storie. E, se per loro quella è la verità, deve esserlo per forza di cose anche per noi, non ci sono scappatoie… Continua a leggere

Una lacrima color turchese

Una lacrima color turchese

4 novembre 2014 by · Commenta 

In poche ore la notizia fece il giro del paese. Un corteo di cittadini guidati dal prete, sempre più stupefatto, poté verificare che nel presepe di ogni casa mancava la statuina del Bambino. Una cosa da non credere. Si fecero supposizioni e congetture, ipotesi fantastiche e drastiche sentenze. Alla fine prevalse la teoria del ladro. In un baleno venne organizzata la più grande caccia al colpevole nella storia di quel villaggio disgraziato. La gente si armò di tutto punto: fucili, forconi, asce, picconi e falci. Una volta radunatisi sul sagrato, con tanto di fare minaccioso, gli abitanti vennero a scoprire che non sapevano a chi dare la caccia. Il prete non riusciva a calmarli, erano stati colpiti nell’affetto più caro: il culto del Natale, il Bambin Gesù, la fede. Non era mica da scherzare con quelle robe lì.
Alcuni uomini che da anni avevano ficcato i genitori all’ospizio dissero che loro disponevano di tempo e volontà per fare anche turni di notte. I bastardi dei presepi non dovevano passarla liscia, il presepe non si tocca. Tra una bestemmia e l’altra, disquisivano di fede, amore, carità e Natale. Qualcuno farfugliava di rispetto e riconoscenza: gli stessi che avevano segregato i genitori al ricovero.

Mauro Corona, scrittore e scultore di Erto, minuscolo paese della montagna friulana, torna oggi in libreria con Una lacrima color turchese (Mondadori), nuovo racconto “natalizio” breve e intenso, che smaschera l’ipocrisia del mondo in cui viviamo e prova a tratteggiare la prospettiva di una società nuova e diversa, forse utopistica ma non per questo meno desiderabile.
Tutto ha inizio in un piccolo paese di montagna la mattina di Natale: nel giorno dell’anno in cui tutti si sentono migliori e in cui sembra che ogni rancore, ogni odio e ogni desiderio di prevalere sul prossimo possano essere messi a tacere, almeno per un attimo, qualcosa inaspettatamente va storto. Uno dopo l’altro, infatti, tutti gli abitanti del paese si rendono conto con angoscia e smarrimento che nelle loro case è successo qualcosa di inspiegabile: le statuette di Gesù Bambino sono scomparse dai presepi in cui erano state deposte, con cura ma anche con una certa ipocrisia, la notte precedente. In un primo momento tutti pensano a uno scherzo di cattivo gusto… Continua a leggere

Biglietto, signorina

Biglietto, signorina

3 novembre 2014 by · Commenta 

Caratterino però, la Marta.
Poche parole, ma precise.
Sin dall’inizio, sin dai primi incontri.
Il Torelli non aveva mai dimenticato ciò che gli aveva detto ai tempi.
Niente da dire, ne aveva fatta una pelle, e a poco prezzo, spendendo e spandendo promesse. Che la ragazza non aveva dimenticato.
«Tu promesso, tu attento»
Poche parole appunto, ma precise.
Da quel maledetto giorno di giugno in cui era comparsa in municipio il Torelli camminava sul filo del rasoio. La ragazza sapeva di lui abbastanza per rovinarlo, in casa e fuori. Avesse parlato, sarebbe stata la sua morte civile.

A Bellano, il paese sul lago di Como che costituisce l’immancabile scenografia di tutti i romanzi di Andrea Vitali e che fa da sfondo anche alla sua ultima fatica, Biglietto, signorina (Garzanti), nell’estate del 1949 gli equilibri cittadina stanno per cambiare. Le elezioni amministrative, infatti, sono alle porte, e un nuovo sindaco sta per essere eletto. Il favorito, tra tutti i candidati, è Amedeo Torelli, un commerciante di vini tanto ambizioso quanto doppiogiochista che non vede l’ora di lasciare la sua attuale carica di vicesindaco per fare finalmente il salto di qualità, trasformandosi nel Primo Cittadino di quel paese di cui si considera già, di fatto, il padrone.
Amedeo è un uomo privo di scrupoli tanto nella vita privata che nel lavoro che in politica, e per vincere le elezioni ha calcolato precisamente cosa promettere e cosa garantire ai suoi sostenitori. Le sue ambizioni di successo, però, rischiano di infrangersi miseramente quando, in paese, arriva una bella ragazza forestiera, misteriosa e affascinante. La ragazza, Marta Bisovich, è tanto bella quando povera… Continua a leggere