martedì 18 giugno 2019

La regola dell’equilibrio

18 Novembre 2014 by · Commenta 

9788806218126«Mi hai detto quello che ti ha raccontato lui, ma non mi hai detto quello che pensi tu,» disse riaccendendosi la sigarette.
«Non ho elementi sufficienti per pensare qualcosa.»
«Lui non è simpatico.»
«Non molto, in effetti. Ma sarei davvero stupito se scoprissi che si è venduto un processo.»
«Perché?»
«Può darsi che io sia schiavo di un pregiudizio positivo, ma non riesco a pensare che uno così bravo e così lanciato nella carriera corra il rischio di sputtanare tutto per arraffare un po’ di quattrini. Non sto dicendo che lo considero moralmente incapace di farlo. Non ne ho idea. Ne faccio una questione… di strategia personale, di intelligenza, di capacità di soppesare i pro e i contro delle situazioni. Lui è uno intelligente e uno intelligente non fa una tale cazzata.»

Lavorare per la Giustizia significa confrontarsi ogni giorno con il giusto e l’ingiusto, il corretto e l’illecito, il legittimo e l’arbitrario. Nella pratica quotidiana di un avvocato o di un magistrato queste parole non sono solo termini astratti: sono parte di una realtà complessa e concreta, in cui bisogna sapersi districare senza restare invischiati nelle tante zone d’ombra che inevitabilmente si vengono a creare quando ci si confronta con la complessità delle cose. È, questo, un dato di fatto che l’avvocato Guerrieri – amatissimo protagonista dei romanzi di Gianrico Carofiglio – conosce fin troppo bene, e con cui dovrà fare a pugni anche nel corso della sua ultima indagine, raccontata nelle pagine di La regola dell’equilibrio (Einaudi).
In questo nuovo romanzo l’avvocato Guerrieri è chiamato a difendere un suo conoscente, un magistrato tenacemente ligio alle regole e dalla condotta apparentemente inattaccabile, che rischia di vedere la sua prestigiosa carriera in magistratura stroncata dalle parole di un pentito. Qualcuno, infatti, ha dichiarato sotto giuramento che anche l’incorruttibile giudice Larocca ha in realtà i suoi punti deboli, e che non è impossibile piegare le sue sentenze a proprio favore, se solo si sa quali tasti andare a colpire…
Il magistrato, sconvolto, ancor prima che le accuse nei suoi confronti vengano formalizzate si rivolge all’avvocato Guerrieri, chiedendogli di indagare e di scagionarlo da quelle che – a suo dire – sono solo calunnie alimentate da pubblici ministeri invidiosi dei suoi successi professionali e desiderosi di infangare il suo nome.
Guerrieri, spinto da riconoscenza personale e dal dovere professionale, accetta l’incarico, ma approfondendo la vicenda in cui Larocca è invischiato si trova a cadere in un mondo fatto di sabbie mobili, in cui i limiti tra il giusto e l’ingiusto si sfumano e in cui anche i più insospettabili dimostrano di avere, in realtà, un po’ troppi segreti da nascondere. Non sarà facile per lui uscire da questa brutta storia, che lo spinge a mettere in discussione molte delle sue certezze a proposito di sé, del suo passato, della struttura e della correttezza della macchina della Giustizia italiana, e che travolge l’intero equilibrio su cui si regge la sua vita, rischiando di distruggerlo per sempre.
Gianrico Carofiglio ci regala, con questo romanzo, un’altra storia indimenticabile in cui il suo personaggio più amato torna protagonista e riempie ogni pagina con la sua intelligenza, la sua ironia e la sua bellezza profonda e inafferrabile, capace di affascinare i suoi lettori e di tenerli incollati alla vicenda dalla prima all’ultima pagina.

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