lunedì 29 maggio 2017

Libri da leggere: Zerocalcare – Dimentica il mio nome

Libri da leggere: Zerocalcare – Dimentica il mio nome

25 marzo 2015 by · Commenta 

Prendete una storia familiare fatta di identità segrete da scoprire, di personaggi granitici e sublimi e di oggetti disseminati nella memoria familiare come fossero i simboli di qualcosa mai nemmeno sospettato. Aggiungeteci un bosco di notte, alla periferia di Roma; un nonno mai conosciuto di cui restano solo il nome e l’immagine di un paio di baffi rossi; un esercito di volpi combattenti; un protagonista che si rende conto di aver appena fatto, senza accorgersene, il passaggio da ragazzo a uomo, ma anche di essersi scordato di salvare il livello. Mescolate insieme tutte queste cose, aggiungeteci un mondo popolato di ricordi squisitamente anni Ottanta e la mano ferma di un disegnatore inconfondibile e otterrete Dimentica il mio nome (BAO Publishing), ultima graphic novel del fumettista romano Zerocalcare, che in queste pagine dimostra che è possibile restare sempre meravigliosamente uguali a se stessi, senza per questo fossilizzarsi in uno stereotipo che nel tempo diventerebbe inevitabilmente acido, legnoso e  probabilmente anche ridicolo.
Nelle pagine di questo libro ci sono tutti questi ingredienti, e… Continua a leggere

Libri da leggere: Irène Némirovsky – Il ballo

Libri da leggere: Irène Némirovsky – Il ballo

18 marzo 2015 by · Commenta 

Il ballo (Adelphi), racconto fulmineo e perfetto pubblicato dalla scrittrice francese Irène Némirovsky nel 1930, è un testo lineare e meraviglioso, capace di racchiudere nella piccola misura delle sue poche pagine una moltitudine di temi enormi, come solo le storie destinate a sopravvivere al tempo sanno fare.

In queste pagine si parla di grettezza e di crudeltà, di ipocrisia e di vendetta, di un rapporto madre-figlia che brilla per la sua spietata freddezza e di un’adolescenza pulsante e disperata, che travolge la vita della protagonista e della sua famiglia con una forza catastrofica capace di far venire le vertigini.
Al centro di questa piccola storia spietata ci sono una donna e una ragazzina quattordicenne, sua figlia (il padre, che pure compare sulla scena, rimane sempre una mera comparsa nell’azione), che vivono in una Parigi di inizio Novecento in cui – mentre già all’orizzonte si addensano le nubi che porteranno alla seconda guerra mondiale di cui la stessa Némirovsky parlerà nel suo capolavoro Suite francese – è ancora possibile arricchirsi rapidamente e in modo favoloso, ritrovandosi di colpo proprietari di palazzi meravigliosi, di intere cassette traboccanti di gioielli e di uno stuolo di servitù.
È, questo, ciò che accade alla famiglia di Antoinette, quattordicenne preda di sentimenti travolgenti, totalizzanti e ossessivicontinua a leggere

Revival

Revival

17 marzo 2015 by · Commenta 

Il reverendo Jacobs venne allontanato per colpa della predica tenuta in chiesa il 21 novembre 1965. Facile da verificare su internet, soprattutto grazie a un punto di riferimento ben preciso: era la domenica precedente il Giorno del Ringraziamento. L’uomo sparì dalla nostra vita una settimana dopo, con nessuno al seguito.
I ricordi dei tre anni intercorsi tra il giorno che vidi il lago nel garage e quello della Predica Terribile sono incredibilmente vividi, anche se prima di iniziare il mio racconto forse avrei scommesso il contrario. In fin dei conti, avrei aggiunto, quanti di noi sono in grado di rammentare con chiarezza il periodo tra i sei e i nove anni di età? Però scrivere è qualcosa di splendido e insieme spaventoso. Riporta alla luce profondi giacimenti di memorie che si ritenevano sepolti per sempre.

Il grande Stephen King torna oggi in libreria con Revival (Sperling & Kupfer) romanzo che racconta l’America degli anni Sessanta e, attraverso di lei, tutte le promesse e le meraviglie di un mondo ormai irrimediabilmente perduto, a cui guardare con rimpianto, amore e nostalgia.
Al centro di questo nuovo romanzo c’è la vita di Jamie, musicista che, dopo aver attraversato in lungo e in largo gli USA grazie al successo ottenuto con la sua chitarra, si ritrova di colpo a fare i conti con un fantasma, tragicamente reale, che sbuca dritto dal suo passato: quello di Charles Jacobs, il pastore che, quando lui era bambino, aveva il compito di occuparsi della salute spirituale del piccolo paese del New England in cui Jamie viveva insieme alla sua famiglia… continua a leggere

Libri da leggere: Aravind Adiga – La tigre bianca

Libri da leggere: Aravind Adiga – La tigre bianca

11 marzo 2015 by · Commenta 

Aravind Adiga è un giornalista nato e cresciuto a Mangalore che da anni, attraverso il suo lavoro da freelance e gli articoli che scrive per alcune delle più importanti testate giornalistiche statunitensi, cerca di raccontare all’Occidente che cos’è l’India di oggi, mettendone in luce – allo stesso tempo – il fascino e le contraddizioni, la meraviglia ma anche i lati più oscuri e inquietanti.
Questa sua capacità di tenere insieme tutte le facce di un Paese enorme e complesso, brulicante di energie nuove e di antiche meraviglie ma anche di problemi difficili da risolvere e consegnare al passato, emerge anche nelle pagine del suo splendido romanzo di esordio La tigre bianca (Einaudi), in cui viene raccontata una storia notturna e allucinata, che accompagna il lettore sempre più in fondo nelle pieghe di un’India dura e violenta, in cui la lotta per la sopravvivenza è spietata e in cui l’unico modo per non soccombere è imparare a combattere stando alle regole fissate da chi è più potente.
Ed è, questa, la norma su cui si fonda l’esistenza di Balram Halwai, giovane imprenditore di Bangalore e protagonista di questo romanzo che – in una manciata di notti – scrive una lunga e folle mail destinata al presidente cinese, per raccontargli che cos’è l’India e per condividere con lui le sue speranze di membro di un paese che ha imboccato la strada tumultuosa dello sviluppo a ogni costo.
Per spiegare cos’è il suo paese, Balram inizia dalla propria storia: quella di un ragazzino qualunque, nato in un paese sperduto sulle rive del GangeContinua a leggere

Il Regno

Il Regno

6 marzo 2015 by · Commenta 

La scena si svolge a Corinto, in Grecia, verso il 50 dopo Cristo – anche se naturalmente, all’epoca, nessuno immagina di vivere «dopo Cristo». All’inizio si vede arrivare un predicatore itinerante che apre una modesta bottega di tessitore. Senza mai muoversi da dietro il suo telaio, quello che in seguito verrà chiamato san Paolo tesse la propria tela e a poco a poco la stende su tutta la città. Calvo, barbuto, sfiancato dai repentini attacchi di una misteriosa malattia, racconta a voce bassa e suadente la storia di un poeta crocifisso anni prima in Giudea. Dice che quel profeta è tornato dal mondo dei morti e che il suo ritorno è il segno premonitore di qualcosa  di straordinario: una trasformazione, allo stesso tempo radicale e invisibile, dell’umanità. Il contagio si diffonde. I seguaci della strana fede che si propaga attorno a Paolo nei bassifondi di Corinto arrivano ben presto a vedere se stessi come mutanti: mimetizzati tra amici e vicini di casa, impossibili da individuare.

Lo scrittore francese Emmanuel Carrère, dopo il grande successo del suo Limonov, sorprende i suoi lettori con Il Regno (Adelphi), nuovo libro mirabilmente sospeso tra il romanzo, il saggio e il racconto autobiografico.
Nelle pagine di questo testo straordinario, infatti, l’autore si propone di raccontare la storia dei cristiani del primo secolo, nel tentativo di far luce sul particolarissimo momento storico in cui una piccola setta ebraica nata in Giudea sulla scorta della predicazione di uno sconosciuto profeta e apparentemente destinata all’estinzione o allo sterminio, come accaduto a tanti movimenti simili prima e dopo di lei, ha saputo diffondersi e radicarsi in tutta Europa, dando vita al cristianesimo così come lo conosciamo oggi. In queste pagine Carrère si diverte a rileggere e a raccontare il periodo della nascita del cristianesimo ripercorrendo le storie di tanti personaggi più o meno noti… Cotninua a leggere

Tu non tacere

Tu non tacere

6 marzo 2015 by · Commenta 

«Crede che Lorenzo non abbia validi motivi per capire meglio quello che è successo?» insisto.
«E a cosa servirebbe?» chiede la donna.
Si aggrappa agli stessi argomenti che avevo usato anch’io con Lorenzo.
«Le tragedie non dovrebbero accadere. Ecco tutto. Non dovrebbero. Un secondo dopo è già tutto inutile» mormora.
Credo di comprendere il suo punto di vista. La frattura. Il cambiamento radicale di paesaggio, come un’alluvione furiosa. Ma forse Lorenzo guarda con gli occhi dello spalatore di fango, vuole riportare alla luce le strade e le fondamenta delle case.
Vuole ricostruire e ha bisogno di basi solide, non di dimenticare.
Cerco di spiegarlo alla donna. Che continua a scuotere la testa, senza lasciarsi convincere.
Dico che suo figlio andrà avanti lo stesso, che ha tutti i titoli per aprire un contenzioso legale.
«Ah, sì?» mormora Elisa.
«Scoprirà se quello che è successo a suo padre è dipeso da una colpa medica o da una dannata circostanza, un numero infinitamente basso estratto alla lotteria della vita».

Dopo il successo di Se ti abbraccio non aver paura, Fulvio Ervas torna in libreria con Tu non tacere (Marcos y Marcos), nuovo romanzo dedicato alla storia di un figlio che cerca la verità a proposito della morte di suo padre.
Il protagonista di questo romanzo forte e tragico, che tocca corde profonde nell’animo di ognuno dei lettori, è Lorenzo, un ragazzo che si trova a dover fare i conti con una tragedia che si abbatte inaspettatamente sulla sua vita, cambiandola per sempre. Quando Lorenzo ha appena diciannove anni ed è una giovane ed entusiasta matricola della facoltà di medicina, infatti, suo padre resta vittima di un gravissimo incidente automobilistico, che lo lascia con il 90% del corpo paralizzato. Questa tragedia costringe Lorenzo, i suoi fratelli e sua madre a fare i conti con una realtà sconosciuta… Continua a leggere

Libri da leggere: Simona Vinci – Dei bambini non si sa niente

Libri da leggere: Simona Vinci – Dei bambini non si sa niente

4 marzo 2015 by · Commenta 

Comincia con un’immagine apparentemente poetica ma straordinariamente inquietante Dei bambini non si sa niente (Einaudi), romanzo d’esordio dell’autrice bolognese Simona Vinci: l’immagine di una bambina di dieci anni che in una sera di fine estate, nel parcheggio di un palazzo, guarda un campo di grano e canta «una di quelle canzoni che cantano i bambini, canzoni che quando le senti ti ricordano qualcosa e non sai esattamente cosa, forse di quando le cantavi anche tu».
Si capisce subito, fin dalle prime parole, che questa storia parla di cose morte e sepolte ma comunque spaventose come incubi di cui non ci si può liberare, di cose rotte impossibili da ricomporre, di un mare di dolore senza filtri, implacabile e duro, contro cui non esistono dighe e da cui non si può scappare una volta che lo si è risvegliato dal sonno delle ipotesi e lo si è lasciato entrare nel mondo delle cose vere, successe, ormai impossibili da scuotersi di dosso.

La bambina che canta si chiama Martina, ha finito la quinta elementare e vive nella campagna emiliana, in un paese della provincia bolognese in cui ci sono campi di grano, condomini, un benessere piccolo e rassicurante fatto di famiglie per bene e di bambini che si conoscono da sempre… continua a leggere