mercoledì 22 febbraio 2017

Anime di vetro

Anime di vetro

30 giugno 2015 by · Commenta 

Ricciardi si passò una mano sulla fronte.
– Vediamo se ho capito: l’indagine è chiusa, c’è un uomo che a breve sarà processato, in carcere da tempo, che ha confessato e confermato la sua confessione fornendo particolari e riscontri su come è avvenuto l’omicidio. Tutti sono d’accordo, compreso il suo avvocato, ma voi, da sola, affermate che le cose sono andate diversamente. E in questi mesi avete ripetuto a chiunque la vostra versione ma nessuno vi ha creduto. È così?
Bianca sollevò il volto, fiera.
– Sì, è così. E avete dimenticato di dire, commissario, che è la verità. La pura e semplice verità.
– Posso sapere perché vi siete rivolta a me?
– Perché quando ci siamo conosciuti mi siete sembrato uno che non si ferma alle apparenze. Che non ha pregiudizi e che non si affida alle soluzioni più comode. E anche perché non ho nessun altro da cui andare.

Maurizio De Giovanni non delude i tanti lettori che hanno amato le storie del suo commissario Ricciardi e torna in libreria con Anime di vetro (Einaudi) una nuova indagine ambientata nelle vie della Napoli degli anni Trenta, tra canzoni partenopee e indizi sfuggenti che faticano a costruire un quadro coerente e comprensibile.
La storia si apre, questa volta, con una notte di insonnia e di angoscia, simile a tante altre a cui Ricciardi si è assuefatto da quando la sua fedele tata Rosa è morta e le donne che promettevano di portare l’amore nella sua vita si sono allontanate una volta per tutte. Il commissario si sente sempre più solo nella sua città brulicante di vita e di corpi Continua a leggere

Tempi glaciali

Tempi glaciali

29 giugno 2015 by · Commenta 

A Bourlin sfuggì un sospiro di sconforto. Conosceva Adamsberg da abbastanza tempo per sapere che, nel suo caso, la parola “riflettere” non aveva alcun significato. Adamsberg non rifletteva, non si sedeva da solo a un tavolo, impugnando una matita, non si concentrava davanti a una finestra, non ricapitolava i fatti su un tabellone, con frecce e cifre, non appoggiava il mento su una mano. Vagolava, camminava senza far rumore, ciondolava da un ufficio all’altro, commentava, andava avanti e indietro a passi lenti, ma nessuno l’aveva mai visto riflettere. Sembrava un pesce alla deriva. No, un pesce non va alla deriva, un pesce persegue il proprio obiettivo. Adamsberg faceva pensare piuttosto a una spugna, sballottata dalle correnti. Ma quali correnti? Del resto, alcuni dicevano che quando il suo vago sguardo bruno diventava ancora più sfocato era come se avesse gli occhi pieni di alghe. Apparteneva più al mare che alla terra.

Quattro anni dopo l’uscita del suo ultimo romanzo, l’indiscussa regina del giallo francese Fred Vargas torna in libreria con Tempi glaciali (Einaudi), e regala ai suoi lettori una nuova indagine con protagonista il leggendario commissario Jean-Baptiste Adamsberg. Questa volta il commissario e la squadra anticrimine del tredicesimo arrondissement di Parigi – composta da una variegata galleria di personaggi indimenticabili, dal caustico capitano Danglard alla volitiva Violette Retancourt – si trovano a indagare su una serie di omicidi mascherati da suicidi, incomprensibili e inafferrabili.
Tutto comincia con la morte di Alice Gauthier, un’anziana signora parigina che viene ritrovata con le vene tagliate nella vasca da bagno di casa… Continua a leggere

Zona rossa

Zona rossa

29 giugno 2015 by · Commenta 

Questa epidemia di Ebola ha fatto emergere tutti i limiti degli interventi umanitari in campo medico, la loro miseria etica e scientifica. Qui si è dispiegata appieno la filosofia che ha guidato negli anni il lavoro di molte organizzazioni umanitarie: si va nel “terzo mondo” a portare una medicina elementare, pochi farmaci, strumenti diagnostici scarsi o assenti, personale non sufficientemente qualificato, nessuna attenzione all’adeguatezza delle strutture… Nel terzo mondo si porta, insomma, “una medicina da terzo mondo”. Un po’ come i vestiti di seconda mano. […] Il doppio standard ha accompagnato tutta questa tragedia di Ebola, e ha palesato ancora una volta la negazione della eguaglianza degli esseri umani di fronte alla malattia.

Il nuovo libro scritto a quattro mani dal fondatore di Emergency Gino Strada e dal medico e giornalista Roberto Satolli, Zona rossa (Feltrinelli), è un viaggio documentato e sconvolgente all’interno di una delle emergenze sanitarie più tragiche degli ultimi decenni: l’epidemia di Ebola che per mesi ha imperversato con particolare violenza in Liberia, Guinea, Sierra Leone, Nigeria, causando oltre 10.000 vittime.
Raccontando ciò che hanno visto in prima persona, i due medici non si limitano a descrivere e a denunciare gli errori nella gestione dell’epidemia, il divampare della preoccupazione internazionale avvenuto solo quando l’epidemia è arrivata a minacciare i confini dell’Europa e degli Stati Uniti, i tanti casi in cui si è cercato di lucrare sulla pelle dei malati, che intanto morivano senza ricevere assistenza adeguata: lanciano anche un accusa più generale nei confronti di un mondo in cui le disuguaglianze sono ben lungi dall’essere appianate… Continua a leggere

L’uomo con la valigia

L’uomo con la valigia

18 giugno 2015 by · Commenta 

Consonni arrivò all’indirizzo indicato di via Carloni e suonò il campanello. Nessuno rispose e lui entrò, prese l’ascensore fino al terzo piano. Al pianerottolo raggiunse l’appartamento, suonò di nuovo. Niente. Ci riprovò, bussò più volte, solo allora si accorse che la porta non era chiusa. La spinse un po’ e quella si aprì.
Buttò un’occhiata all’interno ma non si vedeva niente, perché le luci erano spente.
Esitò a lungo, prima di entrare, però alla fine non resistette e penetrò nell’appartamento, dove non pareva esserci nessuno. […]
Era un appartamento spoglio ma ben tenuto, in un angolo del salotto scorse uno schermo piatto, sul piano superiore di un carrello. Sotto c’era un impianto stereo a basso costo.
Pensò di andarsene, la situazione non gli piaceva affatto, però purtroppo alle orecchie gli pervenne un mugolio sommesso e straziante. Avanzò fino alla camera da letto e all’adiacente bagnetto. Qui la luce era accesa. Entrò. C’era una ragazza completamente nuda nella vasca da bagno. Non era la Ketty. La vasca era piena di un liquido rosso e la ragazza, una biondina, aveva gli occhi azzurri sbiaditi e un coltello infilato nel petto, ancora respirava, ma…

A volte trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato può essere fatale. Lo sa bene il povero Amedeo Consonni, protagonista della saga della “casa di ringhiera” di Francesco Recami, che nelle pagine di L’uomo con la valigia (Sellerio) si trova al centro di un nuovo intricato caso in cui equivoci, scambi di persona e coincidenze la fanno da padroni.
Questa volta il povero Consonni viene accusato dell’omicidio di una ragazza sconosciuta, da lui trovata nella vasca da bagno dell’appartamento di periferia in cui viveva con un pugnale piantato nel petto: proprio nel momento in cui l’uomo si è avvicinato a lei per soccorrerla, un misterioso fotografo nascosto nell’ombra ha immortalato la scena, facendo precipitare su di lui tutti i sospetti… Continua a leggere

Storia vera e terribile tra Sicilia e America

Storia vera e terribile tra Sicilia e America

18 giugno 2015 by · Commenta 

Era una caldissima sera d’estate, il 20 luglio 1899. Ma le notizia vennero battute al telegrafo con molte ore di ritardo, solo quando il telegrafista fu sbendato e slegato. Dicevano che in località Tallulah, contea (o meglio: parrocchia, all’uso francese) di Madison, all’estremo nord-est dello stato della Louisiana, una folla “ordinata e calma, ma molto determinata” aveva provveduto all’impiccagione – secondo la consuetudine del linciaggio – di cinque italiani ivi residenti. […] Tutti e cinque provenivano da Cefalù, in Sicilia, erano commercianti di frutta e verdura, con due negozi a Tallulah e carretti per la vendita ambulante.
Succinte, ma comunque incredibili, le ragioni dell’impiccagione collettiva. Tutto era cominciato con una capra, di proprietà di uno di loro, che era solita brucare l’erba del prato dell’ufficiale sanitario del paese, il dottor J. Ford Hodge. Questi si era lamentato diverse volte, ma non avendo avuto soddisfazione, all’ultima intrusione aveva ucciso la capra con un colpo di pistola. Il gruppo dei siciliani aveva giurato vendetta e uno di loro aveva sparato al dottor Hodge, ferendolo seriamente. Da qui la reazione della cittadinanza, circa duecento persone che avevano iniziato una caccia all’uomo. I cinque, già malvisti in paese per il loro comportamento violento e aggressivo, erano stati giudicati colpevoli di complotto per uccidere il dottore e in procinto di instaurare un regime di terrore nel paese di Tallulah; e quindi impiccati. Dato il buio, né lo sceriffo né altri erano stati in grado di identificare alcuno dei linciatori.

Il giornalista Enrico Deaglio da anni divide la sua vita tra Torino e San Francisco, e nel suo ultimo lavoro Storia vera e terribile tra Sicilia e America (Sellerio) racconta proprio una storia italo-americana, ambientata alla fine dell’Ottocento e meticolosamente ricostruita sotto gli occhi dei lettori.
In queste pagine viene portata alla luce una tragica vicenda avvenuta in una piccola cittadina nella Louisiana del nord. Qui, una sera d’estate del 1899, cinque immigrati italiani vennero prelevati dalla cella in cui erano detenuti perché sospettati di tentato omicidio e linciati da una folla inferocita… Continua a leggere

L’invito

L’invito

17 giugno 2015 by · Commenta 

«Ma è vero? È morto qualcuno?»
«Questo non posso dirtelo. Non posso parlare di altri pazienti.»
«È vero
«Per favore, calmati», mi blandisce, allargando le mani in un gesto professionale che mi fa venir voglia di urlare. «Agitarti così non fa bene alla tua testa.»
«Agitarmi? Uno dei miei amici è probabilmente morto, e lei mi dice di non agitarmi? Chi è? Per l’amore di Dio, mi dica chi è! E come mai non riesco a ricordare? Perché non ricordo nulla di quel che è successo prima dell’incidente?»
«È piuttosto comune», mi spiega, con ancora quella strana cadenza suadente nella voce, quasi stesse parlando con un bambino, o con qualcuno lento di comprendonio, «in seguito a una ferita alla testa. C’entra con il modo in cui il cervello trasferisce la memoria a breve termine in quella a lungo termine. Se qualcosa interrompe il processo, può capitare che si creino dei vuoti.»
Oddio, io devo ricordare. Devo ricordare quel che è successo perché qualcuno è morto e la polizia è lì fuori, tra poco verranno a farmi domande, e io come faccio a sapere quello che sto dicendo, che sto rivelando, se non so che cosa è successo?

Un’immagine spaventosa apre il primo capitolo di L’invito, thriller d’esordio della scrittrice inglese Ruth Ware appena pubblicato in Italia da Corbaccio: quella di una ragazza che corre in un bosco, cercando disperatamente di mettersi in salvo mentre qualcuno la insegue. Dietro di lei una macchina si fa sempre più vicina, sempre più vicina, fino a quando quella corsa mozzafiato culmina in un impatto violento, che sembra mettere la parola fine a ogni possibilità di fuga… Continua a leggere

Marco Lodoli – Sorella

Marco Lodoli – Sorella

17 giugno 2015 by · Commenta 

Sorella (Einaudi), piccola meraviglia dell’autore romano Marco Lodoli, è un racconto essenziale e nero, capace di incantare e inquietare già dalla sua frusciante immagine di copertina, seducente e enigmatica insieme.
Al centro di questa storia toccante e piena di sottointesi c’è un personaggio meraviglioso e terribile, una donna che, dalla prima all’ultima pagina, non fa che descrivere il mondo attorno a sé sezionandolo con uno sguardo preciso, impietoso, chirurgico, che non fa sconti a nulla e a nessuno. La proprietaria di questo sguardo implacabile si chiama Amaranta, non è più giovanissima, non è ancora vecchia, non è ribelle, non è in pace, non è felice, non è disperata, ed è una suora. Una suora inquieta e rassegnata, che ha preso i voti per i motivi sbagliati, pienamente cosciente di ciò che stava facendo, e che ora porta avanti con tenacia disperata una vita in cui non può perdere la fede, dato che non l’ha mai avuta, e in cui ogni minuto è dedicato a fare i conti con l’enorme dolore che riempie il mondo, e da cui lei cerca in ogni modo di salvarsi… Continua a leggere

Guida astrologica per cuori infranti

Guida astrologica per cuori infranti

12 giugno 2015 by · Commenta 

Per quanto sia scettica riguardo a tutta la teoria astrologica di Tio, non posso dire di non trovarla affascinante. Sotto sotto, queste cose mi piacciono. Il pensiero che ci sia una qualche predestinazione, uno schema superiore, mi fa sentire meno allo sbaraglio. Tempo fa, per esempio, ho accarezzato l’idea di darmi al Feng Shui. Ma non in maniera blanda, del tipo un cuscino rosa lì, una tendina verde là. Mi ero messa in testa di riorganizzare tutta la casa. È stato subito dopo il matrimonio di Paola, la mia migliore amica. […] Dopo la sua partenza, ho iniziato a pensare che il mio appartamento fosse l’agente catalizzatore di forze ultraterrene che stimolano l’unione. Una specie di agenzia matrimoniale naturale: vieni a vivere da me, stai certa che ti sistemerai a breve. […] Da lì il Feng Shui. Ho provato a riorganizzare la disposizione dell’arredamento, per incanalare le energie verso di me. Ho addirittura cambiato stanza da letto. Niente, sono peggio di Obelix: su di me la pozione non ha effetto. Anzi, sono addirittura riuscita a peggiorare le cose.

La protagonista del romanzo d’esordio più atteso dell’anno – Guida astrologica per cuori infranti, pubblicato da Nord – si chiama Alice, ha trent’anni e lavora per una piccola emittente televisiva con qualche problema di budget. Non sono, però, i problemi lavorativi a complicare la sua esistenza: a toglierle il sonno è l’idea che il suo ex fidanzato Carlo sia sul punto di sposarsi con una sua vecchia amica, peraltro già incinta del loro bambino, mentre lei invece è ancora single e apparentemente perseguitata da una nuvola nera di sfortuna che le fa incontrare sempre e solo gli uomini sbagliati.
Un giorno Tio, un aspirante attore un po’ spiantato che si aggira per gli studi dell’emittente tv per cui Alice lavora, le spiega perché la sua esistenza, dal punto di vista sentimentale, sembra girare tanto a vuoto: la colpa non è sua, non c’è niente che non va in lei. L’unico vero responsabile, dal suo punto di vista, è l’oroscopo… Continua a leggere

Dov’è finita Audrey?

Dov’è finita Audrey?

12 giugno 2015 by · Commenta 

Un consiglio serio per tutti gli insegnanti che stessero leggendo (cioè zero, probabilmente): cercate di non mettere al centro dell’attenzione proprio la ragazzina che si fa piccola piccola se qualcuno la guarda. Perché non aiuta. E non aiuta neanche dire, in modo che senta tutta la classe, “è quella su cui puntiamo quest’anno, è così dotata”.
Chi vuole essere quella su cui tutti puntano? Chi vuole essere “così dotata”? Chi vuole che tutte le compagne cerchino di ucciderla con lo sguardo?
Cioè, non è che voglia criticare gli insegnanti. Era per dire.
Dunque. Sono successe delle brutte cose. E io sono crollata, tipo. E adesso eccomi qui. Intrappolata nel mio stupido cervello.
Il papà dice che è assolutamente comprensibile e che ho avuto un trauma e adesso sono come una bambina piccolissima che va nel panico se la danno in braccio a qualcuno che non conosce. Ho visto dei neonati fare così, passare in un nanosecondo dal ridere beati allo strillare disperati. Bè, io non strillo. Non proprio. Però ne avrei una gran voglia.

Da molto tempo i fan di Sophie Kinsella sanno che questa straordinaria autrice – diventata famosa in tutto il mondo grazie alla serie di I love shopping – sa parlare con grandissima efficacia anche di personaggi diversi dalla sua celeberrima eroina Becky Brandon, e lo dimostra ancora una volta nelle pagine del suo ultimo romanzo, Dov’è finita Audrey?, appena pubblicato in Italia da Mondadori.
Questa volta l’autrice sceglie di raccontare, con il suo stile e la sua ironia inconfondibili, le vicende di una ragazzina di quattordici anni, Audrey, e della sua stralunata famiglia, impossibile da non amare fin dalle prime pagine del romanzo.
Audrey è una ragazza intelligente, dotata, sensibile, che però ha dovuto lasciare la scuola dopo aver subito un misterioso e gravissimo episodio di bullismo… Continua a leggere

Cent’anni a Nordest

Cent’anni a Nordest

12 giugno 2015 by · Commenta 

Se vogliamo capire cosa abbiano in comune queste terre diverse e plurime al loro interno, e dunque cosa sia questo “Nordest”, dobbiamo ripartire da qui, dalla presenza e dal progressivo ritirarsi dell’Austria, e dalla conseguente dimensione di confine che fece delle immaginarie “Tre Venezie” il teatro della Grande Guerra, e della loro unione la posta il gioco.
Non parleremmo di “Nordest” senza la Prima guerra mondiale. Il Nordest è il prodotto di quella guerra, che operò una cesura irreversibile. Dopo, nulla è stato più come prima. Assurdo e futile ripescare identità precedenti – la Serenissima o l’impero – cercando di ritrapiantarle nell’oggi: sono essiccate, morte da tempo.
Il Nordest è figlio della guera granda in ogni suo aspetto, a cominciare dal paesaggio.

Nel centenario dello scoppio della Grande guerra, mentre le celebrazioni commemorano i caduti sui vari fronti in cui l’esercito italiano combatté dopo il 24 maggio 1915, Wu Ming 1 pubblica Cent’anni a Nordest (Rizzoli), uno straordinario libro collocato in una sorta di “terra di nessuno” a metà tra saggio e reportage che prova a raccontare con sguardo nuovo e originale il Nordest del nostro paese.
Muovendosi fisicamente tra i luoghi di cui parla – tra cimiteri di guerra, vecchi confini, enormi aree commerciali sorte dove un tempo c’erano solo campi coltivati – Wu Ming riesce a tenere insieme in maniera eccezionale la storia di oggi e quella di ieri, l’impero austroungarico di Francesco Giuseppe e la Russia di Putin, l’irredentismo di un tempo e le spinte autonomiste di oggi… Continua a leggere

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