martedì 22 gennaio 2019

Dov’è finita Audrey?

12 giugno 2015 by · Commenta 

9788804650621Un consiglio serio per tutti gli insegnanti che stessero leggendo (cioè zero, probabilmente): cercate di non mettere al centro dell’attenzione proprio la ragazzina che si fa piccola piccola se qualcuno la guarda. Perché non aiuta. E non aiuta neanche dire, in modo che senta tutta la classe, “è quella su cui puntiamo quest’anno, è così dotata”.
Chi vuole essere quella su cui tutti puntano? Chi vuole essere “così dotata”? Chi vuole che tutte le compagne cerchino di ucciderla con lo sguardo?
Cioè, non è che voglia criticare gli insegnanti. Era per dire.
Dunque. Sono successe delle brutte cose. E io sono crollata, tipo. E adesso eccomi qui. Intrappolata nel mio stupido cervello.
Il papà dice che è assolutamente comprensibile e che ho avuto un trauma e adesso sono come una bambina piccolissima che va nel panico se la danno in braccio a qualcuno che non conosce. Ho visto dei neonati fare così, passare in un nanosecondo dal ridere beati allo strillare disperati. Bè, io non strillo. Non proprio. Però ne avrei una gran voglia.

Da molto tempo i fan di Sophie Kinsella sanno che questa straordinaria autrice – diventata famosa in tutto il mondo grazie alla serie di I love shopping – sa parlare con grandissima efficacia anche di personaggi diversi dalla sua celeberrima eroina Becky Brandon, e lo dimostra ancora una volta nelle pagine del suo ultimo romanzo, Dov’è finita Audrey?, appena pubblicato in Italia da Mondadori.
Questa volta l’autrice sceglie di raccontare, con il suo stile e la sua ironia inconfondibili, le vicende di una ragazzina di quattordici anni, Audrey, e della sua stralunata famiglia, impossibile da non amare fin dalle prime pagine del romanzo.
Audrey è una ragazza intelligente, dotata, sensibile, che però ha dovuto lasciare la scuola dopo aver subito un misterioso e gravissimo episodio di bullismo, che l’ha fatta cadere in una spirale fatta di depressione, isolamento e attacchi di panico. Audrey è forte e consapevole, ma nonostante tutto ancora non ce la fa a guardare in faccia gli sconosciuti o a entrare in contatto con il resto del mondo, e si nasconde dietro un paio di enormi occhiali scuri mentre cerca di portare a termine una terapia psicologica di supporto. Proprio per aiutarla a prendere contatto con le persone, la psicologa che si occupa di lei le suggerisce di armarsi di una telecamera e di riprendere il mondo che la circonda. Audrey comincia, così, a filmare ciò che c’è attorno a lei, e tramite la macchina da presa ci mostra in primo luogo la sua caotica e rumorosa famiglia, formata da un fratellino di quattro anni che si entusiasma per tutto ciò che la vita ha da offrire, da un fratello maggiore adorabile ma con la pericolosa tendenza a farsi inghiottire da un mondo virtuale fatto di videogame e realtà parallele e da due genitori che provano con tutte le loro forze a gestire al meglio la situazione, ma che spesso si trovano a soccombere di fronte alla realtà e alle prese di posizione dei loro energici, divertentissimi figli.
Tra una ripresa e l’altra Audrey, aiutata dalla sua famiglia, parla di sé e descrive il mondo che la circonda e le sue piccole follie, i suoi attimi di coraggio, i suoi momenti di delirio e di tenerezza, e riesce infine a ricomporre i tasselli che costituiscono il puzzle della sua vita e a liberarsi, finalmente, degli occhiali scuri che la riparano dalla realtà, permettendo a se stessa perfino di innamorarsi.
Dalla penna di una grande scrittrice, capace di cogliere le minime sfumature del carattere dei suoi personaggi e di trasmetterle al lettore con un’immediatezza rara, nasce una storia divertente e commovente allo stesso tempo, che piacerà sia agli adulti che ai ragazzi e che ricorderà a tutti che, nonostante tutte le difficoltà e le angosce, nella vita è sempre possibile ritrovare se stessi e, dopo aver messo ordine dentro di sé, guardare avanti. Accanto a coloro che amiamo, e senza nessuno schermo davanti agli occhi.

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