lunedì 16 settembre 2019

Con parole precise. Breviario di scrittura civile

16 Settembre 2015 by · Commenta 

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Oggi la scrittura dei giuristi è per lo più un esempio negativo di imprecisione e di oscurità. Correttamente praticata, può essere un esempio – se non il paradigma – della scrittura civile: cioè una scrittura limpida, onesta, e democratica, rispettosa al tempo stesso delle parole, dei loro destinatari, delle idee.
Scrivere bene, in ogni campo, ha infatti un’attinenza diretta con la qualità del ragionamento e del pensiero. Implica chiarezza di idee da parte di chi scrive e provoca in chi legge una percezione di onestà.

Scrivere chiaramente è pensare chiaramente. E l’una cosa non può avvenire senza l’altra. E scrivere qualcosa significa dire qualcosa. Significa dire la verità.
Gianrico Carofiglio con il suo testo Con parole precise. Breviario di scrittura civile (pubblicato da Laterza) ci invita a una riflessione sulla forza e sulla bellezza della scrittura, in un percorso che richiama anche le parole di grandi scrittori e conoscitori del potere del linguaggio, come Italo Calvino, Pablo Neruda, John Searle, T.S. Eliot, Giuseppe Ungaretti e molti altri.
Scrivere non è semplice comunicare per Carofiglio, né un semplice affermare. È assumere una responsabilità, è scegliere di dare un determinato significato alle parole, è impegnarsi, gravarsi di un compito. Scrivere è pensare, cercare di esprimere con la massima precisione una realtà complessa, assumersi un impegno di onestà nei confronti dei destinatari.
Una società priva di asserzioni di senso è una società malata, che ha perso la capacità di credere e di scorgere la verità dove essa si mostra. È una società in cui le parole possono assumere un diverso significato, trasmettere falsità e farsi strumento di potere e oppressione. È una società che ha perso la fiducia nelle Istituzioni, simbolo di integrità e di questo impegno di verità.
Quello che Carofiglio qui ci propone è un breviario – termine meno usato e meno abusato, e forse per questo più preciso, come spiegato nel testo – di scrittura, un compendio teorico-pratico su come si scrive, «del come si fa e soprattutto del come non si fa». Come non si fa: ne è esempio la lingua dei giuristi, approssimativa, imprecisa, oscura. Come si fa: la scrittura civile, chiara, precisa, giusta, rispettosa delle idee che veicola e dei lettori a cui queste parole sono destinate.
Ex magistrato, ex parlamentare e noto scrittore, Carofiglio dà ancora una volta prova della sua bravura in un testo dinamico, coinvolgente e più che mai attuale, in cui pagina per pagina sembra di respirare una nuova libertà che solo il linguaggio può offrire, la libertà di essere se stessi in qualunque momento e in qualunque contesto.

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