domenica 23 aprile 2017

L’amante giapponese

L’amante giapponese

28 ottobre 2015 by · Commenta 

Dopo un anno che lavorava per Alma Balasco, Irina ebbe il primo sospetto che la donna avesse un amante, ma non diede importanza alla cosa fino a quando, tempo dopo, non si vede obbligata a confidarsi con Seth. All’inizio, prima che Seth la iniziasse alla suspense e all’intrigo, non aveva mai avuto intenzione di spiare Alma. Ebbe accesso alla sua intimità poco a poco, senza che nessuna delle due se ne accorgesse. L’idea dell’amante iniziò a prendere corpo mentre riordinava gli scatoloni portati lì dalla casa di Sea Cliff e dopo aver esaminato la fotografia di un uomo in una cornice d’argento nella camera di Alma, che lei stessa puliva regolarmente.

Isabel Allende, con il suo ultimo libro L’amante giapponese, edito Feltrinelli, ci racconta la storia di un amore dolce e forte, travolgente, che attraversa il tempo e lo spazio. Il romanzo, infatti, non parla di…Continua a leggere

Non luogo a procedere

Non luogo a procedere

20 ottobre 2015 by · Commenta 

Per lui tutto era segno, messaggio che, più lui si avvicinava alla sua fine, più annunciava felicità. Nulla poteva stupire e tanto meno spaventare chi, come lui, affermava di avere «un rapporto profetico con l’inaspettato». Il ritrovamento di qualsiasi oggetto, scriveva – una giberna, una fondina – «è infinitamente benaugurante e tutto è in rapporto alla venuta dell’epoca dell’infinito bene, quando il male sarà abolito e delle armi resterà solo quella parte di energia cosmica che ha rapporto con la loro bellezza e con la loro funzionalità…».

Nel suo ultimo romanzo, Non luogo a procedere, edito Garzanti, Claudio Magris descrive un quadro intenso, tenero, appassionante. Protagonista di questo racconto è il museo in allestimento Ares per Irene, «Museo totale della Guerra per l’avvento della Pace e la disattivazione della Storia». Questo museo rappresenta il sogno e il lavoro maniacale e ossessivo di un uomo che ha dedicato la sua intera vita…Continua a leggere

My way. Berlusconi si racconta a Friedman

My way. Berlusconi si racconta a Friedman

16 ottobre 2015 by · Commenta 

All’improvviso mi ha teso la mano. Gliel’ho stretta, e Berlusconi è stato chiarissimo: «Mi fido di lei: so che racconterà la mia storia in modo imparziale e onesto». L’ho ringraziato della fiducia e gli ho detto esplicitamente: «Non sarà un’agiografia. Non scriverò la storia di un santo o di una vittima, non le sarò ostile ma non le farò nessun favore, nessuno sconto. Scriverò in modo equilibrato la storia di una vita straordinaria, così come la vedo io; ma lei risponderà alle mie domande su ogni capitolo della sua storia, e tutto sarà registrato».

Quando Alan Friedman si è recato per la prima volta a Palazzo Grazioli per chiedere a Silvio Berlusconi la disponibilità a collaborare nella realizzazione di un libro sulla sua vita, senza veli e senza secondi fini, non immaginava che la richiesta sarebbe stata accolta così positivamente. Lui, l’uomo che ha dominato e che domina la scena politica, e non solo, italiana, il primo ministro più longevo e senza dubbio il più controverso, Silvio Berlusconi, ha accettato di far entrare Friedman nella sua vita, nella sua casa, nella sua testa.
E così, in My way. Berlusconi si racconta a Friedman, edito Rizzoli, tutto viene portato alla luce, tutto viene raccontato…Continua a leggere

Un passo fuori dalla notte

Un passo fuori dalla notte

9 ottobre 2015 by · Commenta 

Io, per fortuna, ero sopravvissuto, ma non ero uscito indenne da quei quattro anni. La reclusione ha avuto ripercussioni a livello psicologico con cui devo fare ancora i conti tutti i giorni quando, per esempio, sono costretto a prendere un aereo e la paura mi stritola la bocca dello stomaco.
E quel 27 marzo 2015, dopo essere faticosamente riemerso dalla luce, l’idea di poter tornare dentro una prigione era per me del tutto insostenibile.
Ed era questo lo spirito con cui, quella sera, aspettavo la sentenza della Cassazione.
Davanti a me c’erano la vita e la morte.
La giustizia italiana avrebbe potuto uccidermi definitivamente, o permettermi di ricucire la mia esistenza.
E il 27 marzo 2015, con una completa assoluzione per «non aver commesso il fatto», io, Raffaele Sollecito, sono uscito per sempre da quella notte.

Nella notte dell’1 novembre 2007 la studentessa inglese Meredith Kercher viene assassinata nell’appartamento che condivide con altre tre ragazze a Perugia. Vengono accusati del delitto l’inquilina Amanda Knox e il suo ragazzo Raffaele Sollecito, che ora, con il suo libro Un passo fuori dalla notte, edito Longanesi, decide di raccontare come sono andate realmente le cose…Continua a leggere

Il futuro di una volta

Il futuro di una volta

7 ottobre 2015 by · Commenta 

Una volta Elena in uno di quei negozi ci aveva visto un cucciolo cieco da un occhio, per questo lo davano via a meno, ma non aveva avuto il coraggio di comprarlo. Poi si era pentita, ora l’avrebbe voluto con sé. È bello pentirsi quando non c’è più niente da fare. Un senso di colpa facile, senza troppe conseguenza, come piaceva a lei.
Elena era per le strade in discesa, il minimo del rischio con il minimo delle soddisfazioni; uno dei principali motivi di attrito con sua madre Laury, che avrebbe preferito adottare Giovanna d’Arco con tutta l’armatura piuttosto che ritrovarsi una figlia così tiepida. Non lo diceva, certo, ma glielo leggevi scritto negli occhi con tanto di punteggiatura. Elena non aveva preso niente dalla madre, o almeno così sperava. Nel tempo era riuscita a raffinare una personale tecnica per impacchettare e surgelare ogni emozione superflua e ne andava anche fiera.

Quello tra madre e figlia è un rapporto autentico, viscerale, conflittuale. Soprattutto quando madre e figlia sono così diverse da essere l’una l’opposto dell’altra. È questo il caso delle due protagoniste della storia che ci regala Serena Dandini nel suo ultimo romanzo Il futuro di una volta, edito Rizzoli.
Elena, trentasette anni, impiegata, tiepida e mite nei rapporti…Continua a leggere

Anna

Anna

2 ottobre 2015 by · Commenta 

Si sfilò lo zaino e lo lancio oltre le piante. Prese la rincorsa, poggiò un piede sul cordolo di cemento, passò tra i rami e si ritrovò nell’altra corsia.
Raccolse lo zaino e ansimando contò fino a dieci. Sollevò un pugno e sorrise. Aveva un bel sorriso pieno di denti bianchi che raramente mostrava.
Si incamminò zoppicando. Adesso non le restava che superare la rete ed era salva.
Dall’altra parte una scarpata finiva su una stradina che correva parallela all’autostrada. Non era il punto migliore per scavalcare con la caviglia ridotta così. Posò lo zaino e si voltò.
Vide il cane sbucare dagli oleandri e galoppare verso di lei.
Non era nero, ma bianco, il mantello era ricoperto di cenere e aveva un orecchio mozzo. Era il cane più grande che avesse mai visto in vita sua.
E se non ti muovi ti mangia.

Una storia dolce e coraggiosa quella che Niccolò Ammaniti ci regala nel suo ultimo romanzo Anna, edito Einaudi. In una Sicilia devastata, abbandonata, irriconoscibile, un virus, proveniente dall’Europa, ha colpito e sterminato tutti gli adulti, risparmiando solo i bambini. Anna, una ragazzina di tredici anni, si trova così, dall’età di nove, a dover prendersi cura di se stessa e del suo fratellino Astor, rimasti soli in questa realtà fatta di rovine e di cadaveri. Unico aiuto è un quaderno lasciato dalla madre…Continua a leggere