venerdì 24 marzo 2017

Tu sei ossessione

Tu sei ossessione

30 novembre 2015 by · Commenta 

-Dimmi quanti anni hai , se sei ragazzina, troppo ragazzina, o sei una ragazza, o una donna adulta, anziana… mi hanno scritto migliaia di donne,tantissime, con i loro problemi, i loro amori, i loro desideri, alcune stupidamente hanno detto di essere innamorate di me, e di queste alcune avevano più di cinquant’anni!
-Non è il mio caso, sono più giovane di te ma maggiorenne, e non sono stupidamente innamorata.
-Perfetto.
-Sono intelligentemente innamorata.
Ecco, lo sapevo.
-Ma questo non vuol dire che farò casini nella tua vita, posso essere il tuo desiderio irraggiungibile…
-Cioè?
-Lo hai scritto tu: «Desideriamo qualcosa fino a quando lo otteniamo o lo raggiungiamo, poi cominciamo a desiderare qualcos’altro»
È vero, Il tempo spezzato. Li sa a memoria i miei libri. È proprio una tipa strana.
-Ecco, io potrei esserci ma non essere mai raggiunta fino in fondo. Sai mi piacerebbe che ci conoscessimo, ci annusassimo e che tutto iniziasse solo se…

Federico Moccia torna in libreria con Tu sei ossessione (Mondadori), una nuova travolgente storia d’amore e di “peccato virtuale”. Nel suo ultimo romanzo Moccia affronta…Continua a leggere

Quel fantastico peggior anno della mia vita

Quel fantastico peggior anno della mia vita

30 novembre 2015 by · Commenta 

A dire il vero, per loro ho come un debole, perché ne condivido in pieno la visione del mondo. Odiano la scuola, esattamente come me. Cercano di evitarla rifugiandosi in un mondo di fantasia dove possono passare tutto il tempo ad attraversare le montagne, trafiggendo nemici a fil di spada sotto il luccichio favoloso di qualcosa come almeno otto lune. A volte penso che, in un universo parallelo, sarei potuto essere uno di loro. Sono debole, grassottello, sempre negato nelle occasioni sociali. E se devo essere sincero l’idea di aggredire la gente a spadate mi pare magnifica.

Il film nato dal romanzo Quel fantastico peggior anno della mia vita, edito Einaudi, di Jesse Andrews è stato presentato al Sundance Film Festival, promettendo critiche molto positive. Il protagonista di questo particolare e divertente libro è Greg, un ragazzo nerd e asociale, per il quale la scuola è sempre stata un incubo. Grassoccio e riservato…Continua a leggere

Canale Mussolini. Parte seconda

Canale Mussolini. Parte seconda

30 novembre 2015 by · Commenta 

E su e giù in bicicletta la mattina presto al buio e al freddo – che d’inverno fa giorno alle sette e mezzo in punto si attaccava già a lavorare – da casa ai cantieri di tutto l’Agro Pontino. E la sera – che rifà buoi alle cinque, appena la campanella suona la fine lavori – di nuovo torna a casa in bicicletta per chilometri e chilometri, pure sotto l’acqua, quando pioveva. E buio buio pesto, che mica c’erano le luci. L’energia elettrica arriva solo nei Borghi e in città, ma appena ne uscivi ti saluto scuffia. Solo i lumi a petrolio dentro i poderi. Dentro però, non fuori. Il petrolio costava. Chi vuole che mettesse il lume anche fuori? Buio e basta. Un ragazzino di dodici anni. Con tutti i cani, davanti ad ogni podere, che gli abbaiavano e correvano appresso: «Uà-Uàuurgh…»

Nel primo volume di Canale Mussolini, vincitore del Premio Strega 2010, avevamo lasciato la famiglia Peruzzi alle prese con la ricostruzione del paese dopo l’arrivo degli angloamericani e la fine della Seconda guerra mondiale. Con questa saga familiare di ampio respiro, la cui storia si dipana lungo la prima metà del Novecento, Antonio Pennacchi ci trascina nel nostro passato, nei dolori e nelle fatiche dell’Italia socialista, fascista, partigiana, repubblichina. Prendendo il titolo dal principale canale di bonifica dell’Agro Pontino, in cui questa piccola famiglia della Pianura Padana, precisamente della zona di Rovigo-Ferrara, si è trasferita, Canale Mussolini. Parte seconda, edita Mondadori, tratta le difficoltà della fase successiva al…Continua a leggere

Storie dalla città eterna

Storie dalla città eterna

27 novembre 2015 by · Commenta 

Il Pendolare osservò la fuga dei binari di fronte a loro e pensò che non esisteva un’immagine della solitudine più esatta di quell’orizzonte di cavi elettrici e terrapieni. Da un lato c’era il tempo che si vive, con tutte le sue effimere miserie e i rari colpi di fortuna, e dall’altro il tempo che si subisce come un furto. Per la prima volta, nel disordine che quel pomeriggio presagiva, provò un terrore primitivo non soltanto per la sorte che gli sarebbe toccata nelle prossime ore, ma più estesamente per quel futuro reiterato da scontare in luoghi come quelli, sempre in bilico tra ciò che si muove e ciò che resta fermo, lontano da sua moglie e dai suoi figli, lontano da tutti.

Sei bravissimi scrittori italiani, Calaciura, Di Gregorio, Manzini, Stassi, Tedoldi, Valerio, si cimentano in una raccolta di storie ambientate tra le strade e le maestose opere di Roma, nel nuovo libro uscito in questi giorni Storie dalla città eterna, edito Sellerio.
Sei differenti trame, sei diversi stili di scrittura. Ad aprire l’opera troviamo una favola contemporanea di Manzini…Continua a leggere

Silver. L’ultimo segreto

Silver. L’ultimo segreto

27 novembre 2015 by · Commenta 

Non si era mai veramente sicuri in quel corridoio. Con le sue porte di vari colori e il suo tenue bagliore sarebbe potuto apparire un posto sereno e tranquillo, ma faceva tutt’altro effetto. In quel silenzio sembrava sempre che ci fosse qualcuno appostato a origliare e non si riusciva a capire da dove arrivasse la luce: non c’erano né finestre né lampade , né tantomeno un soffitto  a cui potevano essere appesi dei lampadari. Qualche metro sopra le mura cominciava un nulla indistinto e il primo paragone  che veniva alla mente era il cielo grigio chiaro di alcune mattine londinesi. Le varie strade che si diramavano dal corridoio sembravano non finire mai e si perdevano in qualche punto nell’ombra. Ciononostante amavo questo posto e l’idea che dietro ogni porta ci fosse un’altra anima sognatrice e che tutte le persone del mondo fossero collegate attraverso questo labirinto. Era un luogo magico, misterioso e pericoloso: una combinazione per me semplicemente irresistibile.
Mi strinsi un po’ più forte a Henry e feci un profondo respiro. «Di sogni piacevoli ne potremo avere quanti vorremo per tutto il resto della nostra vita. Quando avremo salvato il mondo da Arthur.»
Henry si liberò dalla mia stretta, ma solo per potermi cingere con entrambe le braccia. «Per questo ti amo, Liv Silver.» mi sussurrò nell’orecchio.

          «Perché non ti tiri mai indietro di fronte a un’avventura.»

Ecco finalmente arrivare nelle librerie italiane l’attesissimo finale della trilogia dei sogni di Kerstin Gier: Silver. L’ultimo segreto(edizioni Corbaccio), al primo posto della classifica di Spiegel dei libri più venduti in Germania da mesi, insieme ai precedenti capitoli  Silver. Il libro dei sogni e Silver. La porta di LivContinua a leggere

La guerra non ha un volto di donna

La guerra non ha un volto di donna

26 novembre 2015 by · Commenta 

A interessarmi non è solo la realtà che ci circonda, ma quella che è dentro di noi. Non l’avvenimento in sé, ma quello che esso induce nei sentimenti. Possiamo anche dire: l’anima degli eventi. Per me i sentimenti sono anch’essi realtà.
E la Storia? È fuori in strada. Nella folla. Sono persuasa che in ognuno di noi ci sia un pezzetto di Storia. In uno mezza pagina, in un altro due o tre. E insieme scriviamo il libro del nostro tempo. Ognuno grida la propria verità. Una ridda di sfumature. E si deve ascoltare fino in fondo tutta questa moltitudine, sciogliersi in questo mare e diventarne parte.

Parlare di La guerra non ha volto di donna (edito Bompiani) è difficile, anche poche parole rischiano di tradire l’intento dell’autrice, Premio Nobel per la letteratura 2015, Svetlana Aleksievič. Chi pensa , infatti, che questo libro costituisca l’elogio dell’azione eroica delle donne in guerra si sbaglia. E d’altro canto questo testo non è nemmeno l’esaltazione della vittoria russa nella guerra contro la Germania nazista. L’intento dichiarato dall’autrice stessa in queste pagine è descrivere in maniera realistica la guerra vista con gli occhi delle donne al fronte…Continua a leggere

Honky tonk samurai

Honky tonk samurai

26 novembre 2015 by · Commenta 

Non credo che andiamo in cerca di guai, io e Leonard. Sono i guai che vengono a cercare noi. Spesso comincia tutto per caso, poi qualcosa si allenta e comincia a sferragliare, come il bullone di una giostra in un luna park. All’inizio sembra una storia da poco, solo un bullone troppo lento che fa uno strano rumore, ma poi il bullonevola via, la gostra prende a cigolare, si inclina sul fianco e zompa per aria, trasformandosi in una massa di seggiolini sfondati, metallo deformato e brandelli di carne umana. Questa storia parte nel moemnto esatto in cui il bullone della giostr ha iniziato a allentarsi.

Nel nuovo lavoro di Joe R. Lansdale, Honky tonk samurai (Einaudi) ritroviamo la coppia di investigatori più stravagante e amata del noir contemporaneo: Hap e Leonard, la cui famosissima saga…Continua a leggere

La ragazza nella nebbia

La ragazza nella nebbia

26 novembre 2015 by · Commenta 

«Agente speciale Vogel, lei stanotte ha avuto un incidente».
«Lo so anch’io» rispose l’altro, rabbioso.
«E viaggiava da solo, è esatto?»
«Gliel’ho appena detto».
«E non ha riportato conseguenze. È illeso».
«Sto bene, quante volte vuole chiedermelo?»
«Allora mi spieghi una cosa…Se lei è incolume, a chi appartiene il sangue che c’è sui suoi vestiti?»

La scomparsa di una ragazzina due giorni prima di Natale, un paesino disperso tra le Alpi, una coltre di nebbia che tutto copre. A distanza di due mesi, il poliziotto che indaga sul caso viene ritrovato illeso e in stato confusionale, con la camicia macchiata di sangue. Il nuovo romanzo di Donato Carrisi, La ragazza nella nebbia, edito Longanesi, si apre con un mistero pesante e fitto come l’oscurità che lo avvolge.
L’agente speciale Vogel non è un poliziotto qualunque…Continua a leggere

Altrove, forse

Altrove, forse

26 novembre 2015 by · Commenta 

Chi non ama i pettegolezzi non fa che tradire il fatto che non capisce niente del kibbutz, perché il pettegolezzo – non è il caso di sgranare gli occhi – ha qui un ruolo di primo piano e a suo modo contribuisce all’impresa di riformare il mondo . A conferma di quanto detto, ci permettiamo di riferire quel che abbiamo sentito da Ruben Harish stesso: il segreto sta nella tempratura. Il segreto sta nel fatto che noi ci giudichiamo a vicenda giorno e notte, ci giudichiamo senza pietà, spassionatamente; qui tutti sono giudici, tutti sono giudicati. In ogni momento. Perciò qui da noi si è costretti a ingaggiare una guerra contro la propria natura. A purificarsi. A smerigliarsi a vicenda come fa il fiume con i suoi ciottoli. A dispetto della propria natura. Del resto che cosa è la natura? Istinto biologico, egoistico, cieco , privo di libero arbitrio. Che, a detta di Ruben  harish, è la cifra dell’umanità.

Finalmente anche in Italia il primo lavoro – finora inedito nel nostro paese – del famoso romanziere israelita Amos Oz: Altrove, forse per Feltrinelli. La vicenda è ambientata in un Kibbutz isolato di Mestudat Ram, dove la vita…Continua a leggere

Febbre all’alba

Febbre all’alba

25 novembre 2015 by · Commenta 

«Due settimane fa ho raccolto i dati delle donne originarie della provincia di Debrecen che ora sono qui, in cura, in Svezia, e hanno meno di trent’anni».
«Nelle baracche? Oh!»
«Ci sono tante donne. Ragazze. Signore. Ecco l’elenco!»
«Allora sta cercando le sue conoscenti! Ha tutto il mio sostegno».
«Mi ha frainteso. Io sto cercando moglie. Vorrei sposarmi», spiegò mio padre, battendo le palpebre, con il sorriso sulle labbra. L’aveva detto, finalmente. Si appoggiò allo schienale e attese la reazione.
Il primario corrugò la fronte.
«Si vede, caro Miklòs, che la volta scorsa non sono stato abbastanza chiaro».
«Invece sì, dottore».
«Non avrò saputo esprimermi bene in ungherese. Lei ha circa sei mesi di vita. Questo è il tempo che le rimane. Miklòs, sappia che per un medico dover dire una cosa del genere è una tragedia».
«L’ho capito perfettamente, signor primario».

Pèter Gàrdos, regista ungherese, stupisce il mondo letterario con il suo romanzo d’esordio Febbre all’alba, edito Bompiani, di rara bellezza. Miklòs è un ragazzo ungherese sopravvissuto alla Seconda guerra mondiale trasferito in uno dei campi profughi in Svezia. Estenuato e logorato dal lungo conflitto, quando arriva all’ospedale di Lärbro è pelle e ossa e molto malato. Gli resta ormai poco tempo, non più di sei mesi, come gli comunica il medico.
Ma Miklòs è un combattente, è forte e vuole vivere. E impegna tutte le sue forze…Continua a leggere

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