lunedì 19 agosto 2019

Certi momenti

23 Novembre 2015 by · Commenta 

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La cerimonia della cresima fu brevissima: mi cinsero la fronte con una benda bianca, il mio padrino mi stava accanto, il vescovo disse alcune preghiere in latino, poi si avvicinò a me che ero inginocchiato, mi diede un buffetto sulla guancia e mi disse di alzarmi. La cerimonia era finita. Mi tolsero la benda, mi avvicinai al vescovo, mi inchinai davanti a lui profondamente. Egli si chinò, mi prese per le spalle e accennò a un abbraccio.
«È stato un vero piacere conoscerti» mi disse, passando dal lei al tu.
Ho novant’anni. Quelle tre ore trascorse a dialogare con Piccioni sono rimaste marchiate per sempre, non solo nella mia memoria, ma anche e soprattutto nel mio cuore.

I lettori più assidui e fedeli di Andrea Camilleri non potranno che amare questo suo ultimo lavoro, Certi momenti, edito da Chiarelettere. In queste pagine, il più famoso scrittore siciliano ci regala un pezzetto di sé e dei suoi anni giovanili, raccontando quegli incontri, con libri e persone, che hanno determinato in lui «una sorta di cortocircuito» e che in un modo o nell’altro hanno condizionato la sua vita, come uomo e come scrittore.
Chi scrive queste pagine è un Camilleri più intimo, più sincero, più vero, che desidera aprirsi e rivivere alcuni episodi della sua adolescenza e giovinezza: e così racconta la testardaggine e la totale indifferenza alla vita militare di Antonio; l’incontro rivelatore con il vescovo prima del matrimonio; la tenacia dimostrata dal padre nel tentativo di salvare il comandante Campanella; il coraggio della cameriera Sarduzza, oggetto del desiderio di un soldato tedesco. Non meno influente e rilevante è stata la lettura di libri, a volte regalati, altri capitati tra le mani per caso: primo fra tutti, il testo La condizione umana di André Malraux, ma anche l’Orlando Fusioso di Ariosto, I colloqui di Guido Gozzano, Ossi di seppia di Montale. Non solo libri, anche scrittori e artisti in persona, come lo stravagante Emilio Gadda, il testardo Stefano D’Arrigo, l’attore Salvo Randone, e poi Primo Levi, Benedetto Croce, Antonio Tabucchi e molti altri personaggi singolari.
In molti dei suoi lavori, Camilleri dà piccole tracce degli incontri e delle letture che hanno formato o cambiato il suo modo di vedere e di pensare, le sue idee e le sue opinioni. Questo testo rappresenta, quindi, un’occasione imperdibile per conoscere i personaggi e gli autori a cui tali riferimenti si rifanno, e per entrare in una sfera più intima con uno dei più grandi scrittori contemporanei di narrativa italiana.

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