martedì 22 gennaio 2019

Canale Mussolini. Parte seconda

30 novembre 2015 by · Commenta 

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E su e giù in bicicletta la mattina presto al buio e al freddo – che d’inverno fa giorno alle sette e mezzo in punto si attaccava già a lavorare – da casa ai cantieri di tutto l’Agro Pontino. E la sera – che rifà buio alle cinque, appena la campanella suona la fine lavori – di nuovo torna a casa in bicicletta per chilometri e chilometri, pure sotto l’acqua, quando pioveva. E buio buio pesto, che mica c’erano le luci. L’energia elettrica arriva solo nei Borghi e in città, ma appena ne uscivi ti saluto scuffia. Solo i lumi a petrolio dentro i poderi. Dentro però, non fuori. Il petrolio costava. Chi vuole che mettesse il lume anche fuori? Buio e basta. Un ragazzino di dodici anni. Con tutti i cani, davanti ad ogni podere, che gli abbaiavano e correvano appresso: «Uà-Uàuurgh…»

Nel primo volume di Canale Mussolini, vincitore del Premio Strega 2010, avevamo lasciato la famiglia Peruzzi alle prese con la ricostruzione del paese dopo l’arrivo degli angloamericani e la fine della Seconda guerra mondiale. Con questa saga familiare di ampio respiro, la cui storia si dipana lungo la prima metà del Novecento, Antonio Pennacchi ci trascina nel nostro passato, nei dolori e nelle fatiche dell’Italia socialista, fascista, partigiana, repubblichina. Prendendo il titolo dal principale canale di bonifica dell’Agro Pontino, in cui questa piccola famiglia della Pianura Padana, precisamente della zona di Rovigo-Ferrara, si è trasferita, Canale Mussolini. Parte seconda, edita Mondadori, tratta le difficoltà della fase successiva al termine del conflitto e alla guerra di liberazione che ne segue. I Peruzzi prendono parte a questa guerra civile, schierati su tutti i fronti: Paride, membro della Repubblica Sociale Italiana, combatte i partigiani; Statilio in Corsica si scontra con i tedeschi; Demostene si batte per liberare il paese a fianco dei partigiani della Brigata Stella Rossa. Gli italiani sembrano essere divisi in due: da una parte coloro che decidono di prendere le armi e partecipare alla lotta; dall’altra coloro che, rimasti nei paesi e nelle abitazioni deserte e rase al suolo, si sforzano di ricostruire le città e dare vita a un nuovo domani. Tra quest’ultimi, troviamo lo zio Adelchi, Armida, Diomede.
Il primo volume di questa travolgente saga familiare è bellissimo, coinvolgente, emozionante; il secondo volume è un capolavoro. Sentiamo vicini questi buffi e divertenti personaggi, dai nomi di note figure greche e dal linguaggio talvolta incomprensibile, alle prese con le difficoltà quotidiane della guerra e della povertà di quegli anni. Proviamo le stesse preoccupazioni, comprendiamo le loro ragioni; e ritroviamo nella realtà disastrata e confusa di quegli anni le radici profonde dell’Italia che conosciamo oggi. La famiglia Peruzzi è frutto della fantasia di Pennacchi. Ma gli avvenimenti storici, i turbamenti e le paure della gente, i sentimenti e la volontà di sopravvivere sono reali come l’emozione che si prova nel rileggere questa lunga e travagliata vicenda italiana.

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