venerdì 20 ottobre 2017

Cinque indagini romane per Rocco Schiavone

Cinque indagini romane per Rocco Schiavone

29 gennaio 2016 by · Commenta 

Trenta dicembre, sei del pomeriggio. Il vicequestore Rocco Schiavone guardava fuori dalla finestra il buio picchiettato dalle luci degli uffici dei palazzi di fronte. Aveva quattro alternative per far finire quel pomeriggio vuoto e deprimente: 1) partita a briscola on-line, 2) rompere le palle all’agente biondina del terzo piano, 3) cercare sul «Messaggero» qualche annuncio divertente, 4) cannetta.
Optò per la quarta. Si mise a rollarla davanti alla finestra del suo ufficio al commissariato Colombo, EUR, Roma. La sua città.

Gli amanti del giallo italiano non possono che accogliere con entusiasmo e interesse la raccolta Cinque indagini romane per Rocco Schiavone di Antonio Manzini, edito Sellerio.
Il vicequestore romano Rocco Schiavone non è affabile, buonista, gentile e rispettoso delle regole. Niente affatto. È scorbutico, tagliente, impaziente, testardo…Continua a leggere

Una storia quasi perfetta

Una storia quasi perfetta

29 gennaio 2016 by · Commenta 

Lui sbagliava qualche volta, ma con misura.
Non gli era mai capitato di non riuscire a recuperare un errore. A parte Luneta e le altre due, a voler ricordare e farsi del male. Ma erano malate, con ogni evidenza erano malate di loro. Per questo gli era scivolata di mano la chiusura delle storie. Ma in generale quel che le donne giudicavano errori oppure addirittura offese, erano strategia che gli veniva ormai senza nessuna programmazione. Arte perfetta fatta di avvicinamenti , silenzi, assenze, ritorni. «Non ti ho chiamata perché ero sonnerso dal lavoro. Adesso sono così stanco che non mi reggo. Ma so che tu capisci.» «Una scadenza anticipata. Un impegno non procrstinabile» «Devo sostituire Valentino all’ultimo minuto. Con cinque figlie ce n’è sempre una ammalata. No, no, niente di grave, ma ha la febbre alta. È proprio un favore» «Questa sera urge finire un lavoro. ma ti sento vicina. Ti ciamo dodomani, domani mattina.» «Non sono riuscito proprio. Una mattinata d’inferno, ma io so che tu mi capisci. Volevo chiamarti ma ho pensato, lei mi capisce, non serve che le telefoni»
Tutto il suo potere era affidato alla parola. Un incanto. Sempre quelle giuste, mai barocche, esagerate, eccessive, forse a volte un poco retoriche ma non troppo. No no. Sempre sull’orlo di quel traboccare oltre ma non traboccavano mai. Promettevano di farlo ogni secondo e alla promessa erano aggrappati i desideri di chi lo ascoltava.

Dopo La vita accanto, premiato con il Premio Calvino 2010, la vicentina Mariapia Veladiano torna alla ribalta con Una storia quasi perfetta (Guanda Editore), intrigante romanzo d’amore… o quasi… Continua a leggere

Nel mio paese è successo un fatto strano

Nel mio paese è successo un fatto strano

28 gennaio 2016 by · Commenta 

Dalle mia parti una volta capitò un fatto strano di cui fui proprio io ad accorgermi per primo e il bello è che all’inizio né la mia mamma né il mio papà vollero credermi.
Forse fu perché dalle mie parti era ormai diventata un’abitudine non accorgersi più di niente, e quando dico niente voglio dire proprio niente niente. I giorni passavano tutti uguali uno all’altro, senza nessuna differenza. Si considerava talmente normale andare a scuola o a lavorare, ma anche bere, mangiare, giocare e dormire, che nessuno trovava più alcuna gioia nel fare ciascuna di queste cose e tante altre.
Era normale, appunto. Così non si faceva più caso a niente.

La quotidianità è fatta di tante azioni tutte uguali, ripetitive: ci si alza la mattina, si va a scuola, si pranza, si studia. E così anche la vita: si nasce, si cresce, si lavora. Tutto è abitudine, tutto è normale, e anche la cosa più strana rientra nella dimensione della normalità, perché è normale che in tutta questa normalità ogni tanto qualcosa di strano capiti. Ma cosa accadrebbe se il tempo smettesse di esistere? Se non fosse più possibile distinguere le ore, i giorni, le stagioni? Se non fosse più possibile definire qualcosa “normale”?
È quello che succede nel paesino di questo nuovo romanzo di Andrea Vitali, Nel mio paese è successo un fatto strano, edito Salani.
Una strana nebbia, tanto densa e veloce da sembrare viva, ha coperto interamente la città. Contemporaneamente, i calendari sono diventati semplici pagine bianche appese ai muri, gli orologi hanno smesso di girare, il tempo sembra essere sparito per sempre…Continua a leggere

I frutti del vento

I frutti del vento

28 gennaio 2016 by · Commenta 

Purtroppo nel caso dei figli bisognava accontentarsi di quel che passava il convento, e i giovani Goodenough non avevano certo preso il meglio dei genitori; al contrario, erano un misto delle cose che James odiava di sé e della moglie: Caleb burbero e violento, Sal permalosa, Martha irresoluta, Nathan fin troppo cinico. Robert, invece, era un mistero. Non pareva neppure figlio loro, anche se James l’aveva visto con i suoi occhi quando era uscito dal grembo di Sadie, coperto di sangue ma senza un vagito. Dal canto suo, Sadie era contraria agli innesti anche a causa dell’influenza che John Chapman aveva su di lei. «Non dovresti  creare quei mostri. È sbagliato e contro natura». però non disdegnava il frutto succulento degli innesti. Un giorno James glielo a aveva fatto notare e lei per tutta risposta gli aveva tirato sul naso la mela che stava mangiando. James l’aveva raccolta e se l’era finita. Buttare via una Golden, quello sì che era peccato!

Dall’autrice del grande successo La ragazza con l’orecchino di perla, Tracy Chevalier, arriva per Neri Pozza una delle novità editoriali più attese del periodo: I frutti del vento.
Un suggestivo romanzo ambientato nell’America di fine ‘800…Continua a leggere

Prima dell’Apocalisse

Prima dell’Apocalisse

27 gennaio 2016 by · Commenta 

Gli psichiatri hanno a che fare quotidianamente con le stranezze e le bizzarrie. La natura stessa del loro lavoro li porta a confrontarsi con anomalie e aberrazioni, ad affrontare percezioni distorte della realtà. È per questo che il dottor  John Macbeth non si accorse che il mondo stava cambiando, che tutte le sue certezze sulla natura delle cose stavano per essere sovvertite. Ma il mondo cambiò. E tutto ebbe inizio con gli sguardi fissi nel vuoto. Machbeth cominciò a mettere assieme gli indizi che aveva sempre avuto davanti agli occhi soltanto a distanza di mesi. Eppure c’erano stati altri segnali che non aveva notato, segnali che il suo radar professionale non aveva captato. Solo in seguito gli erano tornate alla mente tutte quelle persone che aveva visto vagare in strada, in metropolitana, nei parchi, senza però accorgersi davvero di loro: uomini e donne che fissavano il vuoto con volti spenti, contratti in un’espressione confusa o inquieta. Avevano sugli altri lo stesso effetto che hanno i gatti quando fissano qualcosa alle vostre spalle, qualcosa che voi non riuscite a vedere. Erano inquietanti.

Christopher Galt, pseudonimo di Craig Russell, dopo una serie di successi tradotti in 23 paesi, ritorna con  un romanzo eccezionale pronto a sconvolgere: Prima dell’Apocalisse (Editore Nord).
Una serie di eventi strani e inspiegabili agita ogni parte del mondo…Continua a leggere

Io e Mabel. Ovvero l’arte della falconeria

Io e Mabel. Ovvero l’arte della falconeria

26 gennaio 2016 by · Commenta 

Non ho mai dimenticato quegli astori silenziosi e caparbi, ma dopo essere diventata falconiera non avevo mai voluto avere a che fare con loro. Mi intimidivano. Erano legati alla morte e alla difficoltà: inquietanti psicopatici dagli occhi pallidi che vivevano e uccidevano nel folto dei boschi. I rapaci che piacevano a me erano falchi: uccelli pesanti come proiettili e dalle ali affilate, occhi scuri e una straordinaria agilità in volo. La loro energia aerea, la socievolezza, le picchiate mozzafiato da trecento metri di quota, il vento che gli risuonava come tela squarciata tra le ali.

Quello che il lettore si trova a vivere in Io e Mabel di Helen MacDonald, edito Einaudi, è un magnifico, profondo e stravolgente viaggio dentro se stesso attraverso un percorso di conoscenza con il proprio lato animale e impulsivo.
Perdere una persona cara è sempre un’esperienza devastante, paralizzante, alienante. Helen ha perso il padre, senza riuscire a comprendere in che modo e perché sia successo. Il mondo in cui tutto aveva un senso, in cui tutto era familiare e comprensibile, è scomparso per sempre. Single, con pochi amici e un lavoro che non le consente un impegno tale da occupare la mente e portarla lontana, Helen è sola e intrappolata nel dolore, aggrappata ai ricordi del padre, ora più vividi che mai.
Lentamente qualcosa in lei cambia, e un sogno ricorrente sembra indicarle una via d’uscita: sempre più spesso Helen sogna dei falchi…Continua a leggere

Ho sposato una vegana

Ho sposato una vegana

26 gennaio 2016 by · Commenta 

Appena diede un’occhiata alla carta, impallidì sotto il fard ma, da consumata attrice, fece finta di essere indecisa su cosa mangiare tra le prelibatezze. Così, quando arrivò il cameriere, contravvenendo a ogni regola del galateo fui io a ordinare per primo. Avevo un certo appetito e chiesi un antipasto a base di pata negra e formaggi misti, delle fettuccine all’uovo al ragù di cinghiale e un trionfo di arrosticini con patate al forno. Tanto per gradire.
Claudia non batté ciglio e si limitò a chiedere un piatto di scarola, uva passa e pinoli, seguiti allegramente da un’insalata verde scondita. Pensai: «Che palle, la solita attrice attenta alla linea che fa la dieta permanente». Solo dopo pochi minuti, mentre m’ingozzavo di squacquerone, Claudia mi rivelò la terribile verità.
– Ah, a proposito, io sono vegana.

Corteggiare una ragazza bellissima e desiderata da tutti non è facile. Conquistare il cuore di una donna testarda è difficile. Convivere con una fervente sostenitrice della cultura vegana sembra addirittura impossibile. Ce lo racconta, con la solita simpatia e ironia, Fausto Brizzi, nel suo nuovo libro Ho sposato una vegana, edito Einaudi, nato dalla sua stessa esperienza di vita.
Un romanzo spassosissimo, che, tra un sorriso e una risata, racconta la complicata e difficile frequentazione tra un uomo amante della carne e della buona cucina e un’informatissima e molto poco democratica vegana. Fausto Brizzi, per il quale il termine vegano indicava unicamente l’abitante del pianeta Vega e nemico di Actarus e Goldrake…Continua a leggere

Si fa presto a dire famiglia

Si fa presto a dire famiglia

26 gennaio 2016 by · Commenta 

Di bambini contesi tra padre e madre il giudice minorile ne incontra e ascolta moltissimi. Mi si affollano alla mente tanti ricordi di ragazzi esposti per anni al conflitto tra i genitori, costretti ad assistere alla violenza che entrambi esprimono l’uno contro l’altro, incuranti degli occhi che li guardano e li giudicano. Bambini costretti a schierarsi, a barcamenarsi, sballottolati e trascinati di qua e di là tra la casa paterna e quella materna. Questi bambini impotenti e soccombenti, costretti ad assorbire violenza, utilizzati dall’uno e dall’altro genitore per scambiarsi informazioni e messaggi criptati, maldicenze e menzogne, inconsapevoli o incuranti di esporre i loro figli a un rischio psico-patologico altissimo, sono tutti bambini sofferenti che, divenuti preadolescenti, rischiano di diventare aggressivi e violenti verso quei genitori, interessati a riportare  la vittoria nel conflitto piuttosto che la vittoria nel percorso di crescita dei figli.

In questi giorni in cui il dibattito sulle unioni civili infiamma in tutta Italia,  esce l’ultimo libro di Melita Cavallo(Laterza editori), Presidente del tribunale per i minori di Roma nonché uno dei più importanti e noti giudici minorili italiani, che indaga e si interroga proprio sulla famiglia. Il lavoro si intitola Si fa presto a dire famiglia, edizioni Laterza, ed è una raccolta di storie e testimonianze di bambini incontrati nelle aule di tribunale per minorenni durante i suoi quarant’anni di esperienza…Continua a leggere

Morire in primavera

Morire in primavera

25 gennaio 2016 by · Commenta 

Ortrud si fece largo fra gli avventori con un vassoio pieno di cocci di vetro. Aveva i capelli color fibra di lino scarmigliati, sulle guance le scendevano le lacrime, e quando si sciolse il grembiule le tremavano le mani. Si sforzò ugualmente di sorridere, baciò e abbracciò il fidanzato, gli sussurrò qualcosa all’orecchio, poi vide Walter e disse: «Me lo terrai d’occhio, vero? Questo ragazzo è un tale stupido».
«Ci provo» le rispose lui. «Non ti preoccupare. Probabilmente sarà tutto finito prima ancora che usciamo dall’addestramento».

Un piccolo capolavoro, una prosa lineare e limpida, e un’inimitabile delicatezza nell’affrontare una tematica dolorosa. Ralf Rothmann, poeta e drammaturgo tedesco, dà prova di profonda conoscenza dell’animo umano nel suo romanzo Morire in primavera, edito Neri Pozza.
Walter è rispettato e conosciuto da tutti come un gran lavoratore, un uomo serio e di animo buono. È sempre stato di poche parole, ma da quando ha perso l’udito l’unica persona con cui riesce ad avere una conversazione è la moglie, come se…Continua a leggere

Vita degli elfi

Vita degli elfi

25 gennaio 2016 by · Commenta 

La piccola passava la maggior parte del suo tempo libero fra i rami. Quando non si sapeva dove trovarla bastava passare in rassegna gli alberi, prima il grande faggio che sovrastava la tettoia nord, sul quale a lei piaceva fantasticare osservando il movimento della fattoria, poi il vecchio tiglio dell’orto, dopo il muretto di pietre fresche, e infine, casa che accadeva più spesso d’inverno, le querce della comba a ovest del campo attiguo, un riflusso di terreno su cui sorgevano tre esemplari come non c’erano di più belli in tutto il paese. La piccola si annidava tra gli alberi tutto il tempo che poteva sottrarre a una vita di villaggio fatta di studio, pasti e messe, e talvolta invitava a salire determinati compagni che guardavano incantati da leggere piattaforme da lei montate sulle quali passavano magnifiche giornate a ridere e chiacchierare.

Dopo aver incantato ed emozionato milioni di lettori con il capolavoro letterario L’eleganza del riccio, Muriel Barbery torna nelle libreria con Vita degli elfi, edito E/O, testo di una bellezza rara, magica.
Non è facile definire Vita degli elfi. È un romanzo fantastico, di una dolcezza estrema, pura poesia che trascina in un mondo fatato e incantato, abitato da personaggi fantastici . Ma è anche una storia vera di guerra, di sofferenza, di esseri crudeli e violenti.
In un tempo non ben definito, forse in un futuro non troppo lontano…Continua a leggere

Pagina successiva »