sabato 24 agosto 2019

La sarta di Dachau

18 Gennaio 2016 by · Commenta 

sarta

Sembravano tutte belle nei vestiti di Ada. Era la sua magia, il suo talento speciale. Passare al vapore e tendere il tessuto perché diventasse una seconda pelle, non facesse difetti, valorizzasse la linea. A loro non importava del suo mal di testa notturno, dei suoi occhi che al mattino vedevano doppio, della sua pancia che protestava per la fame. «Sehr feminin.», «Modisch». Femminili, alla moda. Entravano da contadine e uscivano da regine. «Ich Könte ein Filmstar wie Olga Tschechowa sein.» Si sentivano come stelle del cinema. Ada sapeva che avevano bisogno di lei. Le vedeva così com’erano: nude e vulnerabili, il loro fascino solo un’apparenza costruita, donne insulse, non migliori di lei stessa o delle polacche. Senza di lei non erano nessuno.

Ava Vaughan è la protagonista de La sarta di Dachau, romanzo-rivelazione dell’esordiente Mary Chamberlain, che dopo calorosissime lodi internazionali viene pubblicato da Garzanti in occasione della Giornata della memoria. La scrittrice, docente di storia ad Oxford, si è ispirata alla leggenda sull’abito da sposa di Eva Braun, l’amante di Hitler, secondo cui lo stesso sarebbe stato disegnato da una sarta sconosciuta, per dare vita alla vicenda di Ava, giovane talentuosa e piena di coraggio che si trova ad affrontare gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, sola con le proprie forze e senza mai darsi per vinta.
Ada è una giovane ragazza di umili origini, vive con i genitori e i numerosi fratelli in una casa sgangherata della periferia di Londra. Potrebbe essere una ragazza come tante, ma non lo è: a distinguerla un talento fuori del comune e una classe innata, oltre che grinta da vendere. Ha studiato anche dizione, per essere presa sul serio da quelli che contano, perché in cuor suo Ada ha la certezza che un giorno diventerà qualcuno, aprirà una sua boutique di abiti raffinati per le donne più eleganti della città, magari a Parigi, la capitale della moda, proprio come Coco Chanel. Ha iniziato a quindici anni a lavorare come tuttofare in una piccola bottega e ora lavora come assistente nella sartoria di Madame Lafitte in Douer Street, dove per la sua efficienza e precisione si è già resa indispensabile. La sua bellezza e il suo stile non passano di certo inosservati, e così un giorno un misterioso ed elegante gentiluomo con i baffi la nota lungo la strada del ritorno e inizia a farle una corte serrata. Ada, che si atteggia da signora navigata, in realtà è una ragazza che vive con tutto l’entusiasmo e l’ingenuità tipiche della sua giovane età, e proprio per questo quando lui le offrirà un viaggio a Parigi per aiutarla a realizzare il suo sogno – almeno così le ha promesso – non ci penserà due volte. In cuor suo ha un po’ paura Ada, che non è mai uscita dal suo quartiere, ma al tempo stesso non sta più nella pelle: carica di emozione inizia ad accarezzare tutti i suoi sogni sempre più da vicino: una volta lì lui le chiederà senz’altro di sposarlo, e così oltre ad essere nella città della moda pronta a realizzare il suo progetto, coronerà anche il suo sogno d’amore. I genitori la mettono in guardia: i tipi come lui si rivelano sempre una delusione e le spezzerà il cuore dopo che avrà ottenuto da lei ciò che vuole; ma soprattutto a Parigi, in questo momento, non ci deve andare: scoppierà la guerra, questione di giorni.
Ma la voglia di sognare e di andare è tanta per Ada, che fa i bagagli di nascosto, s’inventa una scusa con i genitori, lascia il lavoro e sale sulla nave con quell’uomo affascinante che conosce appena.
Una volta lì, dopo pochi attimi di spensieratezza, le cose non andranno davvero come le aveva immaginate. Scoppia la guerra e Ada, lontana dalla sua famiglia e senza un soldo, rimarrà bloccata nella grande città sconosciuta senza poter in alcun modo tornare indietro. Senza darsi per vinta si metterà subito al lavoro per trovare un impiego e una sistemazione, e solo grazie alla sua buona volontà e forza d’animo riuscirà ad andare avanti a testa alta. Certo non poteva immaginare, come nessuno poteva, che quella guerra sarebbe stata così dura. Tanto crudele da trascinarla nel campo di concentramento di Dachau.
Lì, dove la vita sembra inevitabilmente destinata a finire lentamente, tra fame, violenza e disperazione, Ada ancora una volta ha solo un motivo per continuare a vivere: sognare, creare, lavorare. Sarà la sua capacità di non darsi mai per vinta che la salverà ancora: continuando a trovare il modo di lavorare e produrre abiti stupendi nonostante tutto riuscirà a sopravvivere.
Dapprima diventerà indispensabile nel campo, arrivando poi ad essere così abile che la voce della sua bravura ne supererà i confini, e si spargerà fino a raggiungere l’orecchio dei gradini più alti dei potenti.
Ed è così che la giovane Ada riceverà l’incarico di confezionare il capo più bello che abbia mai realizzato in vita sua: un abito nero decorato con rose rosse, che, lei non lo sa ancora, sarà l’abito nuziale di Eva Braun…
Un romanzo scorrevole da leggere tutto d’un fiato: il ritmo narrativo serrato non lascia spazio all’esitazione ed è sostenuto da descrizioni dettagliate di luoghi e personaggi, che ci trasportano lì, dove la vicenda prende vita. Una storia di speranza e forza vitale tutta al femminile che narra la capacità di mantenersi in vita grazie alla forza d’animo e la voglia di riuscire, nonostante la disperazione. Impossibile rimanerle indifferenti: dopo aver entusiasmato gli editori e il pubblico di 26 paesi sarà certamente un successo anche in Italia.

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