sabato 25 novembre 2017

Nel mio paese è successo un fatto strano

28 gennaio 2016 by · Commenta 

Vitali.1

Dalle mia parti una volta capitò un fatto strano di cui fui proprio io ad accorgermi per primo e il bello è che all’inizio né la mia mamma né il mio papà vollero credermi.
Forse fu perché dalle mie parti era ormai diventata un’abitudine non accorgersi più di niente, e quando dico niente voglio dire proprio niente niente. I giorni passavano tutti uguali uno all’altro, senza nessuna differenza. Si considerava talmente normale andare a scuola o a lavorare, ma anche bere, mangiare, giocare e dormire, che nessuno trovava più alcuna gioia nel fare ciascuna di queste cose e tante altre.
Era normale, appunto. Così non si faceva più caso a niente.

La quotidianità è fatta di tante azioni tutte uguali, ripetitive: ci si alza la mattina, si va a scuola, si pranza, si studia. E così anche la vita: si nasce, si cresce, si lavora. Tutto è abitudine, tutto è normale, e anche la cosa più strana rientra nella dimensione della normalità, perché è normale che in tutta questa normalità ogni tanto qualcosa di strano capiti. Ma cosa accadrebbe se il tempo smettesse di esistere? Se non fosse più possibile distinguere le ore, i giorni, le stagioni? Se non fosse più possibile definire qualcosa “normale”?
È quello che succede nel paesino di questo nuovo romanzo di Andrea Vitali, Nel mio paese è successo un fatto strano, edito Salani.
Una strana nebbia, tanto densa e veloce da sembrare viva, ha coperto interamente la città. Contemporaneamente, i calendari sono diventati semplici pagine bianche appese ai muri, gli orologi hanno smesso di girare, il tempo sembra essere sparito per sempre. Non si sa più che giorno o che ora siano. E quindi non si sa più che fare: se è domenica non si va né a scuola né al lavoro. Ma come si può sapere che giorno è oggi senza un calendario che lo indichi? E in ogni caso, come si può sapere quando arrivare a scuola senza orologi funzionanti?
Di fronte a questa situazione così destabilizzante, due sono le possibilità: sprofondare nella totale e radicale apatia. Oppure tornare a meravigliarsi della bellezza, a stupirsi delle stranezze, a riscoprire la gioia della vita.
I ragazzi adoreranno questa storia divertente e spassosa, e gli adulti gradiranno molto questa vicenda irreale e fantastica, cogliendo l’invito a liberarsi di una quotidianità stanca e statica, per tornare ad apprezzare le piccole novità e vivere con un nuovo entusiasmo.

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