lunedì 25 settembre 2017

Una storia quasi perfetta

29 gennaio 2016 by · Commenta 

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Lui sbagliava qualche volta, ma con misura.
Non gli era mai capitato di non riuscire a recuperare un errore. A parte Luneta e le altre due, a voler ricordare e farsi del male. Ma erano malate, con ogni evidenza erano malate di loro. Per questo gli era scivolata di mano la chiusura delle storie. Ma in generale quel che le donne giudicavano errori oppure addirittura offese, erano strategia che gli veniva ormai senza nessuna programmazione. Arte perfetta fatta di avvicinamenti, silenzi, assenze, ritorni. «Non ti ho chiamata perché ero sommerso dal lavoro. Adesso sono così stanco che non mi reggo. Ma so che tu capisci.» «Una scadenza anticipata. Un impegno non procrastinabile» «Devo sostituire Valentino all’ultimo minuto. Con cinque figlie ce n’è sempre una ammalata. No, no, niente di grave, ma ha la febbre alta. È proprio un favore» «Questa sera urge finire un lavoro. Ma ti sento vicina. Ti chiamo domani, domani mattina.» «Non sono riuscito proprio. Una mattinata d’inferno, ma io so che tu mi capisci. Volevo chiamarti ma ho pensato, lei mi capisce, non serve che le telefoni»
Tutto il suo potere era affidato alla parola. Un incanto. Sempre quelle giuste, mai barocche, esagerate, eccessive, forse a volte un poco retoriche ma non troppo. No no. Sempre sull’orlo di quel traboccare oltre ma non traboccavano mai. Promettevano di farlo ogni secondo e alla promessa erano aggrappati i desideri di chi lo ascoltava.

Dopo La vita accanto, premiato con il Premio Calvino 2010, la vicentina Mariapia Veladiano torna alla ribalta con Una storia quasi perfetta (Guanda Editore), intrigante romanzo d’amore… o quasi. Bianca è un’insegnante d’arte di circa trent’anni. Abita a S. Caterina in una casa dell’ ‘800, con un giardino che sembra un paradiso terrestre, dove si dedica alla pittura e al figlio Gabriele, 8 anni. Cordiale ma riservata, apprezzata ma senza amicizie, non cerca e non disprezza gli uomini. È piena di vita, ama creare, nuotare, mangiare bene, visitare posti nuovi. Quando lei propone i suoi disegni ad un noto studio di arte e design in città, il proprietario  resta profondamente colpito dalle sue creazioni, splendide ed originali. Ma anche da lei, da ogni suoi piccolo gesto, così aggraziato, così irresistibile. Dalla luce inconsapevole che trapela da ogni suo sguardo. Non è una novità, per lui, rimanere abbagliato da una sua potenziale collaboratrice, anzi di solito le sceglie accuratamente e ripete sempre il solito copione: sceglie una donna, crede in lei, la porta al successo… e nel suo letto.  Come nel migliore dei cliché, quando ha ottenuto la sua conferma si dilegua, possibilmente senza far rumore. Inizia anche con Bianca il rituale del predatore: cene, complimenti, attenzioni. È così bravo in questo, anni ed anni di allenamento per affinare la strategia perfetta, che sembra quasi naturale. Riesce a credere persino lui che sia una cosa eccezionale, che forse un po’ si sta anche innamorando… perché se no non funzionerebbe. Ma quando la cosa diventa reale, vera… si allontana, inesorabilmente. Bianca ha certamente qualcosa di diverso dalle altre donne che ha conosciuto: emana una pacata sicurezza, è lei ad insegnare a lui, a dargli un nuovo sguardo sul mondo di ogni giorno. Senza dubbio questa creatura ha qualcosa che davvero lo attrae e quasi lo commuove. Ma innamorarsi no, questa è un’altra storia. Non la sua. Bianca ha imparato molto dalla vita, da una madre che le raccontava storie da grandi, dalla malattia, dal dolore, dall’errore. Ma ha una forza dentro che va oltre la paura di vivere questo amore. Qualcosa in lei spinge per lasciarsi andare, a sentirsi semplicemente viva, ad amare e essere amata. Bianca si butta nella vita, costi quel che costi. E lui, di cui non sappiamo neppure il nome? Dice che vuole farla volare. Dice che faranno grandi cose. Che la porterà in alto, perché se lo merita, e lui può farlo. Bianca vuole tanto crederci. Ma lui ci crede o vuole scappare ancora, come tutte le volte? Quante volte si può ripetere lo stesso copione? Il seduttore seriale prova sentimenti e li rifugge o non li prova affatto e per lui resta sempre solo un gioco perverso fatto di capricci e riconoscimento di potere? Tutto l’ufficio, a cui quella routine è ben nota, anche perché la maggior parte delle collaboratrici l’ha provata in prima persona, è incuriosito da questa donna misteriosa, così lontana da loro da sembrare di un altro pianeta, e segue morbosamente lo sviluppo di questa relazione cercando di carpirne gli sviluppi. I pettegolezzi e le malignità sono all’ordine del giorno. Eppure stavolta qualcosa sembra diverso: è difficile anche per loro prevedere come andrà, pur conoscendo alla perfezione  le dinamiche di queste relazioni “pericolose”. Bianca farà la stessa fine delle altre? Quelle altre di cui non si deve sapere nulla, perché per alcune di loro quella fine è stata davvero la fine, di tutto, e questo nuocerebbe gravemente all’immagine dell’azienda e di quell’uomo “perfetto”…
Una storia quasi perfetta è un romanzo da leggere tutto d’un fiato, intenso, poetico, dalla scrittura elegante. La trama è semplice e scorre rapidamente in maniera fluida, proprio come scorrono i giorni d’amore. La caratterizzazione psicologica dei personaggi è fine e accurata dimostrando cura per i dettagli e profonda conoscenza delle dinamiche relazionali. Molti potranno ritrovarsi in questa storia dolce e amara, a cui è impossibile restare indifferenti.

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