domenica 23 aprile 2017

La prima regola degli Shardana

1 febbraio 2016 by · Commenta 

regola degli shardana1

“Tu, Antonello,come sei?”
“A pallone?” chiede Antonello.
“Eh no, a boccette!” sbotta Giuseppe.
Antonello lo guarda come se si fosse risvegliato da un lungo sonno.
“So giocare.”
“Giochi bene?”
“So giocare.”
“Vabbè, un altro chiacchierone”, sbuffa Giuseppe. “Ma che c’avete da queste parti, una tassa sulla conversazione?”
Raffaele gli tocca un braccio, come a dire, non esagerare. Giuseppe torna a guardare Antonello. Antonello ricambia, senza proferire altra parola, e Giuseppe è il primo ad abbassare gli occhi.
Riepiloga, indicando i nomi sul foglio davanti a lui.
A questo punto siamo noi quattro. Boèle, don Virgilio, Baìnzu, Lillìnu e Veronica. Siamo nove. In campo possiamo andare. Iscriviamo questi, e abbiamo cinque giorni per trovarne altri.”
“Lo zoppo?” chiede Sandro.
“Ma vaffanculo” Giuseppe chiude la questione.
Raffaele guarda per terra. Tutto sommato un esordio incoraggiante. Er Pippa in porta, un vip sovrappeso in campo e una squadra più sconclusionata che mai. Lui compreso.

Dopo Il confine di Bonetti, Giovanni Floris, giornalista e conduttore televisivo del noto programma Ballarò, torna con un’esilarante commedia, La prima regola degli Shardana, edito Feltrinelli.
Giuseppe, Raffaele e Sandro sono amici fin dagli anni delle superiori. Giuseppe è un uomo di successo, un noto giornalista televisivo, ormai stanco di intervistare politici e che non sempre vive la notorietà come un vantaggio. Sandro è un avvocato che vive di piccoli incidenti d’auto, arriva a fine mese procurando ai propri clienti falsi certificati medici e cercando di fregare le assicurazioni. Raffaele passa le sue giornate in un ufficio in cui non si sa cosa faccia e che non vede clienti da molto tempo, mantenuto dalla moglie che lo odia e che probabilmente lo tradisce senza troppi sensi di colpa.
Raffaele sente il bisogno di riscattarsi, di riprendere in mano la propria vita (e magari di conquistare anche la dolce Michela, sorella di Sando…), e decide di acquistare e far rinascere la squadra di calcio di Prantixedda Inferru, trascinando con sé nell’impresa anche Giuseppe e Sandro.
L’entusiasmo iniziale dei tre amici, però, si scontra presto con la dura realtà: Prantixedda Inferru è un paesino nel cuore dell’Ogliastra, arido e secco come il nome stesso lascia immaginare, e costruire una squadra in pochi giorni è praticamente impossibile; i tre amici si vedono costretti ad arruolare giocatori troppo vecchi, troppo giovani, e non proprio al top della forma fisica (c’è addirittura uno zoppo). E se partecipare alla Coppa Sarda e riuscire a segnare almeno un gol sembra un’impresa difficile, vincere anche solo una partita è pura utopia. Questo però rappresenta un problema minore se confrontato alla presenza invadente di un sindaco mafioso e corrotto e alla pesante opposizione di un milionario senza scrupoli, che ha investito una parte dei suoi soldi nel progetto con un evidente secondo fine. E tutto trascurando il fatto che uno dei membri della squadra sembra stia giocando contro i suoi stessi compagni. Ma cosa dice la prima regola degli Shardana?
Tra una squadra improbabile, un amore combattuto, i mafiosi rom e gli spacciatori genovesi arrabbiati, Floris delinea una storia avvincente e comica, fresca e originale, che porta il lettore a vivere una vicenda esilarante tra il caldo torrido sardo e la simpatia dei personaggi, tra l’amarezza propria di una vita sopraffatta da aspirazioni tradite, il bisogno di riscattarsi e la voglia di realizzare il sogno di quando si era ragazzini. E un’amicizia vera e sincera a fare da sfondo a questa vicenda e che trova proprio in se stessa la forza di sopravvivere alle difficoltà e alle asprezze che la vita a volte riserva.
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