lunedì 29 maggio 2017

La ricetta segreta per un sogno

19 febbraio 2016 by · Commenta 

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Premette la forchetta sulla crosta ambrata, inspirando il profumo del burro caldo che si levava dal pane imbevuto di miele, quel sapore dolce che tanto le ricordava sua madre. Da quando aveva messo piede al convento, la cucina per lei non era più una sfida, piuttosto la possibilità di ritrovare Edda e sé stessa, quel rapporto per troppo tempo combattuto. Aveva dichiarato guerra a sua madre perché Edda le aveva imposto di imparare la sua lingua, fatta di impasti e lunghe cotture in forno, ma nel convento, a poco a poco, ne stava riscoprendo la magia. Fra quelle mura Elettra sentiva di stare lentamente  riappacificandosi con la madre e con la storia della sua famiglia.

 

Valentina Cebeni, giovane scrittrice romana classe 1985, dopo L’ultimo battito del cuore torna in libreria con La ricetta segreta per un sogno, racconto già molto apprezzato che unisce il suo amore per le tradizioni ed il buon cibo a una storia che affronta temi come il delicato e talvolta difficile rapporto madre-figlia, la ricerca delle proprie radici e la solidarietà femminile.
Elettra ha poco più di trent’anni e la sensazione che la sua vita le stia sfuggendo di mano. Cresciuta da sola con la madre Edda, e il profumo del pane e dei dolci appena sfornati che inondavano la loro panetteria. I suoi primi ricordi sono collegati all’inconfondibile sentore di lievito e dei biscotti speziati delle feste. Edda era fermamente convinta che il cibo avesse uno straordinario potere curativo per l’anima delle persone e che fosse il modo più semplice per arrivare al loro cuore. Il suo desiderio più grande era che la figlia seguisse le sue orme e che trasmettendole i segreti della sua arte quella “magia” sarebbe continuata. Ma Elettra non solo non ha mai sentito di avere quel dono, ma soprattutto non l’ha mai desiderato: lei voleva andare a New York per realizzare il suo sogno di fare la giornalista. Ma la madre e la vita hanno sempre deciso al posto suo, mentre lei cercava inutilmente di opporsi, forse troppo debole per farlo; e dal terribile giorno in cui Edda ha avuto un incidente che l’ha relegata in coma in un letto d’ospedale è Elettra a doversi occupare della panetteria. Ma le cose quando non si fanno con il cuore non vengono mai bene ed il fallimento e l’insoddisfazione sono le inevitabili conseguenze dietro l’angolo. Elettra, piena di debiti e responsabilità, avverte di essere arrivata al punto di rottura di un’esistenza imposta e la rabbia verso sua madre non si acquieta nemmeno ora che lei è lì malata, zitta e inerme. Perché quando Elettra chiedeva di suo padre lei non ha voluto darle delle risposte, tagliando corto su un argomento così importante? Perché sacrificare i sogni di una figlia in favore dei propri, anche quando era evidente che la sua strada fosse un’altra? Perché sua madre non le ha mai rivelato nulla di sé e del suo passato? Edda era ostinata, mai una parola, mai una concessione al suo bisogno di sapere. Tutto quello che la figlia sapeva della vita della madre prima di lei è che era stata cresciuta dalle suore di un convento perché i suoi genitori non potevano permettersi di tenerla e che poi aveva lasciato quel posto per trasferirsi nella città in cui poi era riuscita ad aprire la sua panetteria.
«Ascolta dentro di te, hai tutti gli strumenti», le diceva Edda quando lei era in crisi perché il pane non lievitava come avrebbe dovuto o i biscotti non avevano il gusto a cui aspiravano. Ma Elettra sa che non è così, purtroppo: se le sue ricette non hanno quel profumo magico è perché nel suo cuore non c’è la pace. Elettra sente di dover risolvere quel groviglio di amarezza dentro di lei andando alla ricerca delle chiavi che aprono le porte del suo passato: è decisa a trovare le sue radici, anche se non sa da dove cominciare.
Il punto di svolta decisivo per il suo percorso sarà l’incontro con una misteriosa sensitiva nella stanza d’ospedale di sua madre. Quella donna infatti le manderà un messaggio da parte della madre dicendole di preparare i panini dolci all’anice che lei cucinava come metodo sconfiggi tristezza – senza abbondare con la scorza d’arancia come suo solito! –e di portarli al convento di Santa Elisabetta sull’isola del Titano, la cui strada avrebbe trovato grazie ad una medaglietta d’oro portafortuna. Spronata e supportata dalla sua amica di sempre, Elettra partirà quindi con quei dolci nello zaino alla volta di quell’isola per un viaggio che le cambierà la vita. Attraversando quel pezzo di terra del Mediterraneo intriso di storia e leggende Elettra giungerà al convento, dove troverà una comunità di sole donne pronte ad accoglierla in una nuova realtà fatta di amicizia e collaborazione. Lì ognuna di loro aiuta come può per mandare avanti quel convento sconsacrato ed Elettra inizierà ad occuparsi della cucina e della preparazione dei pasti per tutte.  Nel frattempo quel luogo inizierà a parlare attraverso la voce del vento e la sua curiosità la spingerà a dare un senso a tante piccole cose che troverà in quelle stanze e in quei volti e che la condurranno pian piano a ricostruire la storia della sua famiglia e a ritrovare il legame affettivo autentico con la donna che le ha dato la vita. E a scoprire che in fondo Edda le ha trasmesso davvero quel dono che lei non riusciva a vedere: la capacità di prendersi cura degli altri cucinando per loro. La ricetta segreta per un sogno con il suo linguaggio fatto di profumi e sapori è una bellissima storia sul perdersi ma soprattutto sul ritrovarsi. Ci racconta di giorni di lacrime, domande senza risposta e solitudine che per la protagonista arrivano alla fine nel momento in cui impara a dare fiducia a sé stessa e ad aprirsi agli altri, che per lei è possibile soprattutto attraverso il potere curativo dell’antico gesto di impastare e cucinare. Un romanzo che commuove e scalda il cuore.

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