sabato 16 dicembre 2017

La giostra dei criceti

17 marzo 2017 by · Commenta 

René guardò l’orologio.

Cinque minuti era il tempo prestabilito, e ne mancavano tre.

Il sudore gli colava lungo la colonna vertebrale appoggiata al palo della luce. La strada era vuota e grigia. Dalla curva in fondo, spuntavano i banchi di un mercatino rionale. Intravedeva grembiuli colorati, stoviglie, pezzi di baccalà secco che penzolavano da corde sfilacciate. Dall’altra parte della via, dietro un autosalone plurimarche coi vetri appannati dalla sporcizia, doveva esserci la macchina truccata di Cencio, motore acceso, in attesa. Guardò ancora l’orologio. Fra due minuti e venti secondi Franco e Cinese sarebbero usciti dalla porta a vetri della banca mentre la BMW, in perfetto sincrono, sarebbe spuntata dall’angolo della strada. E poi via. Via per sempre.

Antonio Manzini con “La giostra dei criceti”(Sellerio) descrive due piani diversi e non collegati, entrambi, però, spregiudicati e criminali. Il primo è un furto in banca, il secondo è la soluzione drastica, trovata da alcuni burocrati, per risolvere il problema delle pensioni. Molti personaggi, dagli alti funzionari ai semplici rapinatori, impegnati a cercare la loro scorciatoia, la propria via facile per sistemare i problemi. Nessuno sembra essere immune dalla ricerca di una scappatoia e poco importa se a rimetterci sono altri. Antonio Manzini confeziona un thriller appassionate e intenso. La sua scrittura ironica descrive in modo disilluso la realtà. “La giostra dei criceti”, oltre che uno splendido romanzo, mostra uno spaccato della società, a cui spesso si vorrebbe non pensare.

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