martedì 22 agosto 2017

Tocca l’acqua, tocca il vento

30 marzo 2017 by · Commenta 

Polonia, inizio dell’inverno, 1939. Un insegnante ebreo di nome Pomerantz fuggì dai tedeschi e si nascose nei boschi. Era un uomo tozzo con due occhi minuscoli e le mascelle spesse, quasi sardoniche. Sembrava la spia di una commedia americana. Insegnava matematica e fisica al liceo statale Mickiewicz della città di M. Nel tempo libero si dedicava a strane ricerche teoriche, i misteri della natura lo appassionavano molto. Secondo alcuni stava per rendere nota una qualche scoperta nel campo dell’elettricità, o forse del magnetismo. Sopra il labbro superiore curava amorevolmente due baffetti sottili e nervosi.

Tocca l’acqua, tocca il vento” di Amos Oz racconta il destino di una coppia, i Pomerantz, durante le persecuzioni raziali e la seconda guerra mondiale. Lui, Elisha Pomerantz, è un docente ebreo in un periferico liceo polacco. L’invasione nazista della Polonia lo costringe alla fuga. Elisha riesce ad arrivare fortunosamente, attraverso la rotta per la Grecia, in Israele e qui a trovare rifugio come orologiaio in un kibbutz. Stefa, sua moglie, non ha il tempo di seguirlo e, dopo la fuga dal campo di concentramento, diventa una spia dei russi. Cercheranno disperatamente di ritrovarsi. Tutto intorno a loro l’orrore della guerra e delle deportazioni. Nel «New York Times» Alan Friedman, recensendolo, ha scritto: «Il libro “Tocca l’acqua, tocca il vento” illustra tutto quello che c’è sotto il sole: dalla Polonia a Israele, da Heidegger a Stalin, dalla matematica al pettegolezzo, dallo spionaggio alla metafisica, dall’inferno nazista all’internazionalismo comunista fino all’amore eterno».  Amos Oz offre al lettore una storia intensa e due protagonisti straordinari. “Tocca l’acqua, tocca il vento” affronta una vastità smisurata di temi a partire dall’epopea individuale dei suoi due eccezionali personaggi.

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