venerdì 20 ottobre 2017

L’ ultimo faraone

4 aprile 2017 by · Commenta 

Il vecchio Faraone Tamose era sdraiato nella sua tenda, gravemente ferito da una freccia hyksos. L’esercito egizio si stava sgretolando e l’indomani mi sarei trovato ad affrontare l’inevitabile. Nemmeno il mio spirito audace, dimostratosi essenziale per condurre l’Egitto attraverso il mezzo secolo di lotte appena trascorso, bastava più. Nel corso dell’ultimo anno eravamo stati sconfitti in due grandi battaglie consecutive, tanto aspre e sanguinose quanto vane. Gli invasori hyksos che ci avevano strappato la maggior parte della nostra patria erano prossimi al trionfo finale e stavano per conquistare l’intero Egitto.

«Il faraone Utteric Turo non avrà pace finché non ci vedrà entrambi morti». L’intrigo e il pericolo racchiusi in questa frase sono i capisaldi de “L’ultimo faraone” di Wilbur Smith. Ritorna così una delle saghe più amate dai lettori, quella dell’antico Egitto, e uno dei personaggi più longevi, Taita. Da schiavo liberato a generale dell’esercito, Taita si prepara a combattere disperatamente per salvare la città di Luxor dall’assedio degli hyksos. Riesce a vincere contro ogni previsione. Il faraone Tamose però cade ferito mortalmente. I destini del regno sono dunque affidati al  figlio primogenito,Utteric. Per Taita e per Ramses, il fratello del  nuovo faraone, iniziano i problemi. Utteric vuole eliminarli. Loro non hanno altra scelta che combattere e giocare d’astuzia. Wilburn Smith ha creato una trama sorprendente. Il «Washington Post» non ha esitato a definirlo il “miglior romanzo di Smith”. Intrecci, rischi e suspense sono gli ingredienti principali. A loro si  aggiunge un quadro storico affascinante: dal tramonto del regno egizio al sorgere della civiltà ellenica. “L’ultimo faraone” ha emozionato il pubblico anglosassone e di certo non lascerà delusi i fan italiani.

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