venerdì 20 ottobre 2017

Recensione libro: “L’amore che mi resta”di Michela Marzano

6 aprile 2017 by · Commenta 

Da stamani sono in cucina davanti ai fornelli senza concludere nulla. Mi cade a terra il caffè, rompo un bicchiere, macchio d’olio il grembiule. Oggi va tutto storto. Oggi non mi sarei dovuta alzare. Oggi tu avresti compiuto ventisei anni, Giada. Quando si affaccia alla porta, Andrea mi trova seduta, le ginocchia strette fra le braccia, in lacrime. – Lo so, Daria-. Si avvicina. Prova a toccarmi un braccio. Lo scosto. Poi prende anche lui una sedia e mi resta accanto pensieroso, turbato, la fronte sulla mano.- In nessuna lingua esiste un termine per definire i genitori che hanno perso un figlio,- dice.- Non c’è in francese, non c’è in spagnolo, non c’è in inglese, non c’è in tedesco, non c’è in russo. Non c’è nemmeno in cinese.

Con “L’amore che mi resta” ritorna nelle librerie italiane un romanzo firmato Michela Marzano. Dopo “L’amore è tutto: è tutto ciò che so sull’amore” e “La fedeltà o il vero amore”, il fulcro del suo nuovo lavoro torna a essere il più forte dei sentimenti. Solo che questa volta è descritto l’affetto profondo e lacerato di una madre, Daria, che ha perso la figlia, Giada. Daria ha cercato per anni di avere dei figli e quando ha adottato Giada, ha visto finalmente realizzarsi un sogno. Un quadro di felicità violentemente distrutto dal suicidio della figlia. Come fare per sopravvivere a quel dolore? Daria decide di attaccarsi in modo ossessivo al ricordo. Il marito e il figlio più piccolo non riescono in alcun modo ad aiutarla. C’è in tutta questa sofferenza un dubbio morale di fondo: è giusto, dopo un tale lutto, continuare a vivere e non solo limitarsi a sopravvivere? Michela Marzano analizza la peggiore delle sofferenze con il suo stile asciutto e semplice. “L’amore che mi resta” offre una riflessione intensa sul ruolo delle relazioni e sulle dinamiche dei sentimenti.

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