martedì 22 agosto 2017

Recensione libro: “Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà” di Marco Malvaldi

14 aprile 2017 by · Commenta 

La matematica è l’arte di costruire e trovare relazioni: ponti tra oggetti astratti. E una volta trovati, questi ponti sono solidissimi. Di più: sono indistruttibili. La dimostrazione matematica è l’unico modo assoluto che conosciamo per rendere concreto il nostro pensiero, per cristallizzarlo in forme solide, in ponti che possono essere usati senza alcuna paura che crollino. Dire che un oggetto del genere è inutile significherebbe solo dire a noi stessi che il futuro è finito. Significherebbe che siamo talmente boriosi da convincerci che il punto di civiltà a cui siamo arrivati non è estendibile oltre.

Cartesio scrisse: “Sono persuaso che la matematica sia il più importante strumento di conoscenza fra quelli lasciatici in eredità dall’agire umano, essendo la fonte di tutte le cose”. Non deve essere di diverso avviso Marco Malvaldi. Il suo ultimo romanzo “Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà” è un elogio al pensiero scientifico e alla matematica in particolare. In ogni capitolo è affrontata una teoria diversa ed è spiegata a partire dalla correzione di un ragionamento sbagliato. Emerge così la bellezza e la potenzialità dei numeri. Il metodo matematico non è rigore e astrazione ma libertà e possibilità. Usare il ragionamento scientifico può darci la possibilità di leggere con occhi nuovi la storia, la cronaca e i fatti. Dalla punteggiatura all’economia, dalla musica all’informatica, tutto afferisce al mondo dei numeri. Con “Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà”, siamo sicuri, gli amanti di equazioni e funzioni rimarranno entusiasti e i detrattori del mondo dei numeri saranno conquistati e costretti a ricredersi.

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