domenica 25 giugno 2017

Recensione libro: “Gli eredi” di Wulf Dorn

18 aprile 2017 by · Commenta 

E così da qualche anno era iniziata la collaborazione con Robert. Il criminologo e lo psicologo, due esperti della scienza che studia i lati oscuri della natura umana. «La ringrazio di essere venuto subito» disse Bennell quando si incontrarono a metà corridoio. «Mi spiace averla tirata giù dal letto, per di più mentre era in ferie.» Porse a Robert un bicchiere di carta fumane. «Nero e senza zucchero, giusto?» «Un caffè e delle scuse? Deve trattarsi proprio di un’emergenza.» Bennell abbozzò un sorriso e annuì «Può ben dirlo. In vita mia ho sentito molte storie pazzesche, ma questa…»

Frank Bennell è un affermato e competente criminologo. Ha bisogno dell’aiuto dello psicologo Robert Winter, però, per risolvere l’ultimo caso affidatogli. Con queste premesse inizia “Gli eredi” di Wulf Dorn. Bennell e Winter devono per prima cosa ascoltare il racconto di Laura Schrader. Lei ha trentadue anni ed è miracolosamente sopravvissuta a un incidente stradale in montagna. Gli agenti, una volta raggiunto il luogo dello scontro, hanno perquisito l’auto e hanno rinvenuto a bordo una pistola e un baule misterioso. Laura è in preda alle allucinazioni e alle visioni. È difficile trovare informazioni utili e veritiere nel suo racconto. Winter fatica a collegare le scarse notizie fornite con la terribile fotografia che gli sta mostrando Bennell. Bisogna però credere a ciò che dice Laura e affidarsi alla sua memoria per tentare almeno di giungere in tempo. Il maestro tedesco dei thriller ci regala con “Gli eredi” un romanzo forte, oscuro e intenso. Dorn dopo “Incubo” e “Phobia” regala ai suoi lettori un altro thriller eccezionale.

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