martedì 22 agosto 2017

Recensione libro: “Il sorcio” di Georges Simenon

26 giugno 2017 by · Commenta 

Erano appena passate le undici e dieci quando la porta del commissariato si aprì. I due agenti che giocavano a dama alzarono la testa. Anche il brigadiere che fumava la pipa dietro il bancone di legno nero si drizzò, ma tutti, ancor prima di aver visto in faccia il nuovo arrivato, capirono di chi si trattava sentendo una voce ben nota che protestava: «Le ripeto, giovanotto, che non c’è bisogno di spingere! Lei non sa con chi ha a che fare! To’! È di servizio proprio il mio brigadiere».

Torna la maestria di Georges Simenon senza il suo celeberrimo Maigret in “Il sorcio”. A cinquant’anni dall’ultima traduzione in italiano, Adelphi ripubblica un classico della letteratura poliziesca. Il romanzo, edito per la prima volta nel 1938, porta in scena un peculiare protagonista e una serie di volti già noti per gli amanti dei romanzi dello scrittore francese. Ritroviamo, infatti, Lucas, divenuto qui commissario, e lo sfortunato ispettore Lognon, mentre è Ugo Mosselbach, detto il Sorcio, a rappresentare la novità e l’investigatore sui generis della storia. Ugo, in passato organista e insegnante di solfeggio, è un anziano barbone che trova per caso un portafoglio pieno di soldi e con questa cifra medita di comprare la canonica di Bischwiller-sur-Moder. Il denaro, però, lo scopre vicino a un cadavere e questo inevitabilmente complica la già intricata faccenda. La curiosità sarà la molla che porterà il clochard a iniziare una personale e parallela indagine di polizia. Moltissimi sono i guai che dovrà superare, destreggiandosi tra gangster, faccendieri, alta finanza, società blasonata, rapimenti e donne bellissime. Bistrot e alberghi di lusso, Champs-Élysées e Opéra diventano lo splendido sfondo di “Il sorcio”. Una prosa eccezionale, un ritorno alle indagini classiche, una Parigi incantevole e un mix di vicende rendono irresistibile la lettura di “Il sorcio”.

Acquistate ora “Il sorcio” con il 15% di sconto!

Share

Commenti