sabato 25 novembre 2017

Recensione libro: “Le linee rosse” di Federico Rampini

7 novembre 2017 by · Commenta 

Oggi si sente dire che l’esperienza del viaggiare non sia più la stessa di una volta: troppo veloce, troppo facile, il percorso ci scivola addosso senza insegnarci nulla? Ai tempi dei nostri bisnonni il viaggio era ostico e faticoso, ma era anche un lento susseguirsi di impercettibili mutamenti nei paesaggi: geografici e umani.

Con il suo ultimo lavoro, “Le linee rosse”, Federico Rampini mostra e insegna a leggere la nuova cartografia del mondo, evidenziando quelle linee di forza che stanno ridefinendo gli assetti geopolitici e geoeconomici globali. La tesi sostenuta dal giornalista e inviato di “Repubblica” a New York, è forte dell’idea che la conformazione del mondo come lo conosciamo è spiegata nelle carte geografiche, e nella loro storia: per coglierla e scorgere le possibili evoluzioni future bisogna incrociare il paesaggio terrestre con le vicende delle civiltà, dei popoli e degli imperi. Solo cogliendo il significato nascosto delle linee rosse tracciate e attraversate dalle popolazioni, verrà evidenziato il lavoro di diplomazia o contestazione che le ha create, dando luogo a un ragionamento a largo spettro, anche geografico. Proprio grazie all’osservazione delle mappe, infatti, Federico Rampini cerca di interpretare, comprendere e trovare una spiegazione ai fenomeni di attualità. La situazione coreana, l’insediamento di Trump, le crisi dei profughi nel Mediterraneo, la Brexit, la rivoluzione digitale, il cambiamento climatico, il terrorismo e le “missioni impossibili” di Papa Francesco sono tutti fenomeni che ci obbligano a prendere reale coscienza del mondo nella sua fisicità. Con questo manuale Rampini cerca di “guardare dietro le apparenze” della realtà di oggi e rispondere alle domande più urgenti del nostro tempo, rendendo i viaggiatori del Terzo millennio più consapevoli sulle possibili mete del futuro.

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