sabato 25 novembre 2017

Recensione libro: “Oltre l’inverno” di Isabel Allende

9 novembre 2017 by · Commenta 

“Che cosa sappiamo di questa ragazza?”

“Che ha bisogno di aiuto. Hai famiglia qui, Evelyn?”

Silenzio di tomba; Evelyn non avrebbe mai nominato sua madre, che stava a Chicago, per rovinare anche la sua vita. Richard si grattava ormai convinto di essere nei guai: polizia, indagini, giornalisti, e la sua reputazione che se ne andava al diavolo.

Oltre l’inverno” è il nuovo appassionante capolavoro di Isabel Allende, l’autrice del successo mondiale “La casa degli spiriti”. Il paesaggio scelto per questo romanzo dalle sfumature thriller è la New York dei giorni nostri, imbiancata da un’inaspettata bufera di neve che metterà a dura prova la città e in particolar modo i protagonisti di questa avventura. Lucìa Maraz è una cilena espatriata in Canada per sfuggire all’insediamento di Pinochet e la sua storia è costellata di profondi dolori. La sparizione del fratello all’inizio del regime, un matrimonio fallito e una battaglia contro il cancro hanno portato l’inverno nella sua vita, ma la figlia solare e indipendente e la possibilità di trasferirsi a Brooklyn come visitor professor per un semestre le infondono la voglia di godere nuovamente della vita. Il proprietario della casa in cui va a vivere è Richard Bowmaster, un professore universitario nordamericano di mezza età che conduce la sua vita in maniera routinaria. Dietro al suo atteggiamento spigoloso e appartato si nascondono profonde ferite che non hanno mai smesso di sanguinare, nonostante il tentativo di annegarle nell’alcol. Il suo cuore ormai sembra anestetizzato dopo la morte dei due figli e il suicidio della moglie, ed è solo grazie alla vitalità di Lucìa che le barriere cominciano a cadere, restituendo un senso alla sua esistenza. A scuotere la vita di Richard e della professoressa Maraz dal torpore dell’inverno è l’incontro con Evelyn Ortega, una giovane guatemalteca clandestina approdata negli Stati Uniti per sfuggire a delle pericolose gang criminali. Tutto comincia da un semplice tamponamento, un incidente d’auto che lega i destini dei tre protagonisti, in quanto porta al ritrovamento di un cadavere nel bagagliaio della macchina di Evelyn che, spaventata, chiederà aiuto a Richard. In questo modo i tre personaggi si trovano catapultati in un thriller dalle conseguenze imprevedibili. Isabel Allende con questo romanzo racconta la geografia umana di alcuni personaggi tipici dell’America di oggi e affronta temi come l’immigrazione e l’identità. Partendo da una celebre frase di Albert Camus, la scrittrice ci invita a mantenere viva la speranza nelle seconde opportunità, a credere che “oltre l’inverno ci aspetti sempre un’invincibile estate”.

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