lunedì 22 gennaio 2018

Recensione libro: “La colonna di fuoco” di Ken Follett

Recensione libro: “La colonna di fuoco” di Ken Follett

29 dicembre 2017 by · Commenta 

Era sempre stata lì, ogni giorno della sua vita: solo il cielo sopra di essa cambiava con le stagioni. Gli diede una vaga ma potente sensazione di conforto. Le persone nascevano e morivano, le città prosperavano e tramontavano, le guerre cominciavano e finivano, ma la cattedrale di Kingsbridge sarebbe rimasta fino al giorno del giudizio.

La saga di Kingsbridge continua con “La colonna di fuoco”, l’ultimo lavoro di Ken Follett approdato in libreria a settembre, in contemporanea mondiale. Con questo capitolo giunge al termine la trilogia iniziata nel 1989 con “I pilastri della terra” e proseguita nel 2007 con il “Mondo senza fine”, avente come sfondo le vicende storiche tra il XII e il XVI secolo. La narrazione comincia con il ritorno del diciottenne Ned Willard a Kingsbridge, città immaginaria inglese. A distanza di un anno dalla sua partenza per Calais, nel gennaio del 1558 la situazione appare sin da subito diversa da come l’aveva lasciata. Da un lato ci sono le problematiche di espansione e mantenimento territoriale che si affacciano nella realtà del popolo britannico; dall’altro, il cuore del giovane è messo a dura prova vedendosi sottrarre Margery Fitzgerald, la donna che ama, a causa di un matrimonio combinato. Il pretendente designato dalla famiglia è Bart Shiring, un visconte cattolico… continua a leggere

Recensione libro: “La forza imprevedibile delle parole” di Clara Sánchez

Recensione libro: “La forza imprevedibile delle parole” di Clara Sánchez

27 dicembre 2017 by · Commenta 

Distesa di fronte al fuoco da cui provenivano scintille incandescenti, sognò delle labbra che si posavano sulle sue. Fu un contatto caldo e travolgente che desiderava ardentemente ritrovare. Per ritrovarlo aveva Costantino, che sarebbe tornato quella sera, e lo aspettò impaziente. Quando fu davanti a lei, Natalia chiuse gli occhi e cercò la sua bocca, ma non fu un bacio, solo la pressione delle labbra di Costantino contro le sue.

Clara Sánchez, autrice del successo internazionale “Il profumo delle foglie di limone”, torna con un nuovo romanzo, innovativo sotto molti aspetti. Ne “La forza imprevedibile delle parole” la narrazione risulta veloce, scattante, mentre la prosa è schietta, semplice, lontana dalla scrittura cadenzata, intensa e profonda, tipica dell’autrice. Il romanzo ha per protagonista Natalia, una donna sola, insicura e vittima di una vita monotona. Con le figlie adolescenti ormai lontane da casa, tutto ciò che riempie le sue giornate è solo l’attesa del ritorno del marito dal lavoro. Alla ricerca di emozioni capaci di stravolgere un matrimonio noioso e di portare una svolta nella sua vita, la protagonista accetta con sollievo l’invito a un aperitivo nell’elegante casa di un’amica. È in questa occasione che il caso le fa incontrare Raúl Montenegro, un uomo affascinante e enigmatico in grado di scuotere il suo intelletto ma, soprattutto, capace di emozionarla. L’ombroso avventuriero la conquista con i suoi racconti e, accanto a lui, Natalia ritrova una voglia di vivere che credeva perduta. Tutte quelle emozioni represse da troppo tempo alimentano le sue fantasie, i suoi desideri più nascosti, facendo crescere in lei il desiderio spasmodico di rincontrarlo… continua a leggere

Recensione libro: “Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio De Giovanni

Recensione libro: “Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio De Giovanni

22 dicembre 2017 by · Commenta 

Forse sì. Perché i debiti li abbiamo con noi stessi, prima che con gli altri. Se la mattina, nello specchio, vedi la stanchezza di due occhi che non hanno voglia di aprirsi al mondo falso che ti circonda, la colpa è tua e soltanto tua. Ma purtroppo il coraggio di scegliere tra i rimorsi e i rimpianti non è da tutti.

Souvenir per i Bastardi di Pizzofalcone” è il nuovo capitolo della serie firmata da Maurizio De Giovanni che ha come protagonista un gruppo di poliziotti maledetti, disprezzati da tutti, mandati nel commissariato di Pizzofalcone solo per sostituire un gruppo di agenti corrotti. In questo sesto volume li ritroviamo in una Napoli ottobrina, umida e malinconica, in cui l’alternarsi di giornate calde e fredde ridesta le persone dall’illusione di una vacanza perenne. È una mattina come tante quando in un cantiere edile viene rinvenuto il corpo privo di conoscenza di un uomo tra i cinquanta e i sessanta anni. Con sé non ha documenti né cellulare e mentre viene trasportato in ospedale l’uomo entra in coma, senza che nessuno sia riuscito a parlargli. La squadra dei Bastardi si mette subito all’opera e, riscontrando molteplici incongruenze nella dinamica dei fatti, riesce a identificare il ferito… continua a leggere

Recensione libro: “Lenticchie alla julienne. Memorie culinarie di Alain Tonné” di Antonio Albanese

Recensione libro: “Lenticchie alla julienne. Memorie culinarie di Alain Tonné” di Antonio Albanese

20 dicembre 2017 by · Commenta 

I più esperti conoscevano la zona frequentata dal cervo, i meno esperti seguirono i più esperti, nessuno pensò di portare dei cani e come risultato tutti si persero senza speranza dopo la seconda svolta a destra. Per fortuna passava da quelle parti il giovane Kantor che a gesti – la vita selvatica lo aveva ormai privato della parola – indicò loro una freccia marrone con scritto CERVO ALBINO sia in italiano sia in dialetto valtellinese.

Antonio Albanese torna con un nuovo personaggio, unico ed esilarante, nel suo ultimo libro intitolato “Lenticchie alla julienne. Memorie culinarie di Alain Tonné”. In queste pagine il cabarettista, attore e regista ripercorre le bizzarre avventure dello chef stravagante, a cui ha dato vita sul piccolo schermo negli anni di “Mai Dire Lunedì”. Il protagonista di quest’opera è l’esasperazione dello chef stellato, del cuoco televisivo a caccia di stranezze, esagerazioni e sofisticazioni. Alain Tonné è un personaggio surreale, star del “Fuorissimo Salone di Sondrio”. Il più grande estimatore del cuoco è il giovane Kantor, figlio dell’industriale della bresaola che da mesi convive con un branco di lupi alsaziani alla ricerca del rarissimo quadrifoglio rosa. Tonné è uno chef con una missione: ottenere la quarta stella Michelin, entrare nel mito proiettandosi ben oltre i confini dell’alta cucina, della sperimentazione gastronomica e del buonsenso… continua a leggere

Recensione libro: “Il debito” di Glenn Cooper

Recensione libro: “Il debito” di Glenn Cooper

15 dicembre 2017 by · Commenta 

«Non è facile tenere segreto un prestito a favore del pontefice», fece notare il cardinale.
«Lambruschini mi ha garantito che possiamo riuscirci», replicò il papa in tono enigmatico. «Certo, dobbiamo garantirci molto più della segretezza.»
«Che altro?»
«Voglio che i termini dell’accordo siano ottimi. Davvero ottimi.»

Con “Il debitoGlenn Cooper trascina nuovamente il lettore nelle stanze segrete del Vaticano, dove da secoli si consuma una lotta silenziosa tra liberali e tradizionalisti, tra coloro che vorrebbero un ritorno alla Chiesa delle origini – sobria, povera e caritatevole – e chi, al contrario, si batte per il mantenimento dello status quo. Protagonista di questo nuovo romanzo è Cal Donovan, stimato professore di teologia presso l’università di Harvard che, dopo il prezioso aiuto fornito alla Chiesa per il caso di Giovanni Berardino di cui Cooper ci racconta ne “Il segno della croce”, ha ottenuto il privilegio di accedere liberamente alla Biblioteca Vaticana e all’Archivio Segreto. Durante una ricerca sul cardinale Lambruschini, segretario di Stato durante il papato di Gregorio XVI, Donovan si imbatte in una lettera privata che colpisce la sua attenzione. Lo scritto ipotizza, infatti, un debito enorme contratto dalla Chiesa con una banca posseduta da una famiglia ebrea… continua a leggere

Recensione libro: “Nessuno può volare” di Simonetta Agnello Hornby

Recensione libro: “Nessuno può volare” di Simonetta Agnello Hornby

13 dicembre 2017 by · Commenta 

Un piccione marrone e bianco, appollaiato su un ramo alto, ci guardava, curioso. Un fruscio di penne e volò via; si librava in alto, magnifico, ad ali spiegate, il cielo era luminoso, quasi senza nuvole.
Bastò quel volo a riportarmi alla realtà. Tutti gli uccelli sanno volare, ma nessun essere umano ci è mai riuscito. Nessuno. Nessuno può volare.

Nessuno può volare” è un tour nel passato e un ritorno in Italia per Simonetta Agnello Hornby, l’autrice palermitana di nascita e londinese di adozione. Il romanzo si srotola lungo i ricordi d’infanzia della scrittrice, in un racconto molto personale sulla sua famiglia, che le ha insegnato che si è tutti normali, ma diversi, ognuno con le proprie caratteristiche, talvolta un po’ “strane”. Attraverso una serie di ritratti affettuosi, facciamo così la conoscenza di Ninì, la cugina sordomuta, e di Giuliana, la bambinaia ungherese che si prendeva cura dei piccoli della famiglia, nonostante la sua gamba zoppa. Poi c’era la prozia Rosina, che soffriva di cleptomania e che rubava di nascosto le posate d’argento dai cassetti. E poi naturalmente conosciamo George, il figlio maggiore di Simonetta e coautore di “Nessuno può volare”, che a quindici anni scopre di avere la sclerosi multipla… continua a leggere

Recensione libro: “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio

Recensione libro: “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio

12 dicembre 2017 by · Commenta 

E papà suonò da solo. Io non lo avrei confessato nemmeno a me stesso, ma ero orgoglioso e fiero di lui, e avrei voluto dire a chi mi stava vicino che il signore alto, magro, dall’aspetto elegante che era seduto al piano e sembrava molto più giovane dei suoi cinquantun anni, era mio padre. Quando finì, inseguendo il senso di ciò che aveva suonato in due scale conclusive e malinconiche, scoppiò un applauso pieno di simpatia. E anch’io applaudii e continuai a farlo finché non fui sicuro che mi avesse visto, perché cominciavo a capire che esistono gli equivoci e non volevo che ce ne fossero in quel momento.

L’autore della serie legal thriller che ha come protagonista l’avvocato Guerrieri, Gianrico Carofiglio torna in tutte le librerie con “Le tre del mattino”: il racconto sommesso e intimista di un padre e di un figlio che si trovano a trascorrere insieme due giorni, e soprattutto due notti, a Marsiglia, all’inizio degli anni Ottanta. Antonio è un liceale solitario e risentito, suo padre un matematico dal passato brillante; da sempre il rapporto tra loro è contrastato, basato su attese insoddisfatte, su equivoci e sul timore che uno ha di non rendere mai felice e orgoglioso l’altro. Hanno a disposizione quarantotto ore per colmare un lungo vuoto, dato che il giovane Antonio, io narrante del romanzo, è figlio di genitori separati, e con il padre non condivide da anni alcuna quotidianità o intimità affettiva. Quei due giorni a Marsiglia, raccontati a distanza di anni, da un Antonio ormai divenuto adulto, divengono ricordo affettuoso di un momento cruciale nella vita dei due protagonisti. Una scoperta reciproca, al di fuori degli schemi, dei ruoli e della distanza… continua a leggere

Recensione libro: “L’uomo del labirinto” di Donato Carrisi

Recensione libro: “L’uomo del labirinto” di Donato Carrisi

7 dicembre 2017 by · Commenta 

L’ombra appoggiò una tazza fumante per terra e l’afferrò per le ascelle. «Sta’ tranquilla» la incoraggiò una voce maschile mentre lei veniva tirata su. «Tranquilla» ripeté lo sconosciuto mentre maneggiava il suo corpo quasi esanime con delicatezza. «Non è nulla.»
Si sentiva quasi soffocare, stava per perdere i sensi. Così abbandonò il capo sul torace dell’uomo. Sapeva di acqua di colonia e portava la cravatta, cosa che le parve crudele e assurda.
I mostri non mettono la cravatta.

Dopo il grande successo di “La ragazza nella nebbia”, Donato Carrisi confeziona per Longanesi un nuovo thriller geniale, un gioco fatale che rapisce il lettore e lo porta con sé alla ricerca de “L’uomo del labirinto”. Dalle tenebre di una città senza nome riemerge all’improvviso Samantha Andretti, una ragazza rapita quindici anni prima mentre si recava a scuola, una tredicenne sparita senza lasciare alcuna traccia, inghiottita prima dal veicolo e poi dal labirinto dove è stata rinchiusa, come dentro un Paese delle Meraviglie alla rovescia. A rubarle la luce del giorno e gli anni di vita è stato un uomo camuffato e con il volto coperto da una grande maschera. Durante la segregazione è stata costretta ad affrontare ogni giorno giochi diversi, ideati dal suo rapitore, per ottenere ciò che le era indispensabile per sopravvivere: il suo carnefice si è in questo modo incuneato nei meandri della sua mente. Quel mostro si è preso cura di lei, l’ha fatta vivere, nutrendosi del suo terrore. La sua liberazione scatena una duplice caccia che corre su due binari paralleli… continua a leggere