venerdì 27 aprile 2018

Recensione libro: “Nessuno può volare” di Simonetta Agnello Hornby

13 dicembre 2017 by · Commenta 

Un piccione marrone e bianco, appollaiato su un ramo alto, ci guardava, curioso. Un fruscio di penne e volò via; si librava in alto, magnifico, ad ali spiegate, il cielo era luminoso, quasi senza nuvole.
Bastò quel volo a riportarmi alla realtà. Tutti gli uccelli sanno volare, ma nessun essere umano ci è mai riuscito. Nessuno. Nessuno può volare.

Nessuno può volare” è un tour nel passato e un ritorno in Italia per Simonetta Agnello Hornby, l’autrice palermitana di nascita e londinese di adozione. Il romanzo si srotola lungo i ricordi d’infanzia della scrittrice, in un racconto molto personale sulla sua famiglia, che le ha insegnato che si è tutti normali, ma diversi, ognuno con le proprie caratteristiche, talvolta un po’ “strane”. Attraverso una serie di ritratti affettuosi, facciamo così la conoscenza di Ninì, la cugina sordomuta, e di Giuliana, la bambinaia ungherese che si prendeva cura dei piccoli della famiglia, nonostante la sua gamba zoppa. Poi c’era la prozia Rosina, che soffriva di cleptomania e che rubava di nascosto le posate d’argento dai cassetti. E poi naturalmente conosciamo George, il figlio maggiore di Simonetta e coautore di “Nessuno può volare”, che a quindici anni scopre di avere la sclerosi multipla ma non smette di amare la vita, di apprezzarla giorno dopo giorno, attimo dopo attimo. La sua voce si alterna a quella della madre raccontando gli ostacoli che incontra quotidianamente, senza mai autocommiserarsi, ma affrontando qualsiasi difficoltà con il sorriso. Dalla Sicilia arrivano a Londra, attraversando insieme le bellezze d’Italia, sorvolando pregiudizi e slegando il racconto sulla disabilità dai luoghi comuni per consegnarci, insieme a molte storie toccanti, uno sguardo nuovo, più libero. Con la scrittura dolce e pacata di Agnello Hornby entriamo nell’intimo psichico della scrittrice, la quale si pone numerose domande: può esserci spazio per un senso di colpa personale come reazione alla malattia del figlio? Come può alimentare il ruolo di madre che anno dopo anno è costretta anche a fare i conti con un’età che avanza? George, seppure limitato da una carrozzina, continua a richiedere una forte dose d’indipendenza, un’esistenza più autonoma possibile. Ma soprattutto ricerca un rapporto che non faccia entrare alcuna delle maschere che la pietà è capace di indossare, neanche quella più amorevole. “Nessuno può volare” nasce come un progetto editoriale di Simonetta Agnello Hornby per Feltrinelli e laEffe, per documentare le differenze tra le istituzioni della capitale del Regno Unito e quelle italiane nel rispondere alle esigenze di chi vive su una carrozzina. Nasce così un libro che racconta la disabilità attraverso la lente della storia, dell’arte e della cultura, oltre che tramite l’esperienza famigliare dell’autrice.

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