venerdì 27 aprile 2018

Recensione libro: “Lenticchie alla julienne. Memorie culinarie di Alain Tonné” di Antonio Albanese

20 dicembre 2017 by · Commenta 

I più esperti conoscevano la zona frequentata dal cervo, i meno esperti seguirono i più esperti, nessuno pensò di portare dei cani e come risultato tutti si persero senza speranza dopo la seconda svolta a destra. Per fortuna passava da quelle parti il giovane Kantor che a gesti – la vita selvatica lo aveva ormai privato della parola – indicò loro una freccia marrone con scritto CERVO ALBINO sia in italiano sia in dialetto valtellinese.

Antonio Albanese torna con un nuovo personaggio, unico ed esilarante, nel suo ultimo libro intitolato “Lenticchie alla julienne. Memorie culinarie di Alain Tonné”. In queste pagine il cabarettista, attore e regista ripercorre le bizzarre avventure dello chef stravagante, a cui ha dato vita sul piccolo schermo negli anni di “Mai Dire Lunedì”. Il protagonista di quest’opera è l’esasperazione dello chef stellato, del cuoco televisivo a caccia di stranezze, esagerazioni e sofisticazioni. Alain Tonné è un personaggio surreale, star del “Fuorissimo Salone di Sondrio”. Il più grande estimatore del cuoco è il giovane Kantor, figlio dell’industriale della bresaola che da mesi convive con un branco di lupi alsaziani alla ricerca del rarissimo quadrifoglio rosa. Tonné è uno chef con una missione: ottenere la quarta stella Michelin, entrare nel mito proiettandosi ben oltre i confini dell’alta cucina, della sperimentazione gastronomica e del buonsenso. Tra ricette bizzarre e avventure stravaganti, Antonio Albanese prende in giro le esagerazioni della supergastronomia, burlandosi di una realtà in cui imperversano programmi di cucina di ogni tipo, ad ogni ora. In questa proliferazione di trasmissioni culinarie, è diventato salutare e di moda affidarsi alle ricette dei vari chef televisivi, elevandoli a vere e proprie star. Per creare il personaggio di Alain Tonnè, il comico si ispira a trattorie, locande e ristoranti reali, tenendo a mente i menù con i piatti più inusuali, che dalla comicità sfociano nel grottesco. In seguito a un’attenta ricerca per vedere fino a dove può arrivare la cucina, Albanese ripropone gli elementi più impressionanti, come il “brodo alla griglia” e la “segatura di patate”, rielaborandoli e trasformandoli in ricette assurde e divertenti. Con “Lenticchie alla julienne. Memorie culinarie di Alain Tonné”, titolo che prende il nome dal nobile contorno al famoso “Gabbiano in crosta” del protagonista, l’autore ci regala la sua versione dei fatti, in una parodia irresistibile che prende in giro non solo i celebri chef, ma anche tutti noi e questo mondo contemporaneo popolato da miti e figure portati letteralmente tra le stelle.

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