venerdì 27 aprile 2018

Recensione libro: “La colonna di fuoco” di Ken Follett

29 dicembre 2017 by · Commenta 

Era sempre stata lì, ogni giorno della sua vita: solo il cielo sopra di essa cambiava con le stagioni. Gli diede una vaga ma potente sensazione di conforto. Le persone nascevano e morivano, le città prosperavano e tramontavano, le guerre cominciavano e finivano, ma la cattedrale di Kingsbridge sarebbe rimasta fino al giorno del giudizio.

La saga di Kingsbridge continua con “La colonna di fuoco”, l’ultimo lavoro di Ken Follett approdato in libreria a settembre, in contemporanea mondiale. Con questo capitolo giunge al termine la trilogia iniziata nel 1989 con “I pilastri della terra” e proseguita nel 2007 con il “Mondo senza fine”, avente come sfondo le vicende storiche tra il XII e il XVI secolo. La narrazione comincia con il ritorno del diciottenne Ned Willard a Kingsbridge, città immaginaria inglese. A distanza di un anno dalla sua partenza per Calais, nel gennaio del 1558 la situazione appare sin da subito diversa da come l’aveva lasciata. Da un lato ci sono le problematiche di espansione e mantenimento territoriale che si affacciano nella realtà del popolo britannico; dall’altro, il cuore del giovane è messo a dura prova vedendosi sottrarre Margery Fitzgerald, la donna che ama, a causa di un matrimonio combinato. Il pretendente designato dalla famiglia è Bart Shiring, un visconte cattolico, perfetto per garantire ai Fitzgerald il titolo nobiliare. A differenza di Ned, che è un protestante e un commerciante. Nonostante l’amore che lega i due giovani, la volontà della quindicenne e i suoi sentimenti sono irrilevanti in confronto allo scopo finale, che ha priorità assoluta. Per questo motivo, i genitori di Margery decidono di far leva sulla sua profonda fede e devozione in Dio, pur di strapparle la promessa di acconsentire all’unione. L’amore di Ned per la giovane donna sembra ormai condannato e il protagonista è costretto a lasciare nuovamente Kingsbridge. Nel contempo, l’incoronazione di Elisabetta Tudor vede una corale rivolta europea contro di lei, la quale affida a Sir William Cecil il compito di creare una rete di spionaggio incaricata di proteggerla dai numerosi attacchi nemici. Ingaggiato direttamente dal consigliere della regina, Ned si ritrova ad essere uno degli uomini a far parte dei primi servizi segreti britannici esistenti. Mentre la lotta tra cattolici e protestanti raggiunge livelli particolarmente infuocati, la Francia dichiara guerra alla Spagna per il controllo del regno di Napoli e altri stati della penisola italiana, portando ad un’alleanza tra inglesi e spagnoli. Altra unione politica fondamentale è quella tra Francesco, quattordicenne erede al trono di Francia, e Maria Stuarda, quindicenne di straordinaria bellezza, regina di Scozia. In questo contesto si inserisce Pierre Aumande, figlio illegittimo di una mungitrice residente a Parigi, che, una volta al cospetto della famiglia Guisa, non esita ad accettare l’incarico di dare la caccia ai protestanti. L’investigazione su questi ultimi porta all’introduzione della figura di Sylvie Palot, la cui casa è sita all’ombra della grande cattedrale di Notre-Dame e la cui famiglia, segretamente protestante, possiede un negozio destinato alla produzione e alla vendita di libri. Attraverso un linguaggio fluente, avvalorato da una serie di personaggi ben costruiti che sanno amalgamarsi perfettamente ai protagonisti che hanno fatto la storia, Ken Follett dà vita ad un romanzo storico di grande spessore, un elaborato completo sotto tutti i punti di vista. “La colonna di fuoco” si rivela capace di conquistare il cuore di lettori eterogenei, anche di quelli che non sono tra gli amanti del genere.

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