venerdì 27 aprile 2018

Recensione libro: “Peccato originale” di Gianluigi Nuzzi

2 gennaio 2018 by · Commenta 

Il monsignore cammina lentamente in fondo alla prima sala della Biblioteca vaticana, oltre le teche centrali, quando viene avvisato che il suo ospite sta per entrare. Rimane volutamente di spalle ancora qualche attimo per poi voltarsi appena, restando di profilo e accennando un lieve sorriso, con il capo leggermente abbassato.

Nel suo ultimo libro, “Peccato originale”, il giornalista Gianluigi Nuzzi compie una nuova inchiesta sugli scandali che hanno coinvolto il Vaticano, dal pontificato di Paolo VI fino ai giorni nostri, passando attraverso i misteri ancora irrisolti della scomparsa di Emanuela Orlandi e della morte di papa Luciani. L’autore delle indagini “Vaticano Spa”, “Sua Santità” e “Via Crucis”, ricompone i tre fili rossi che collegano e spiegano la fitta ragnatela di storie che, nel tempo, hanno suscitato interrogativi rimasti sempre senza risposta, arrivando a paralizzare ogni riforma di papa Francesco. Attraverso documenti inediti, carte riservate dell’archivio IOR e testimonianze sorprendenti, Nuzzi mette in luce una Chiesa fatta di ricatti, menzogne e segreti. Il filo rosso del sangue è il primo che il giornalista segue per poter ricostruire, finalmente, molte verità che mancavano. Per cominciare, l’autore affronta il caso di Emanuela Orlandi, portando alla luce in particolare la trattativa e il conseguente patto tra il procuratore di Roma e il Vaticano per avere notizie sulla tomba della ragazza. A conclusione di questa prima indagine, Nuzzi cerca di dare risposta al mistero che circonda la morte di Papa Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, il cui pontificato nel 1978 durò solo 33 giorni. In quest’opera, l’autore adombra il solito vecchio sospetto che si trattasse di un omicidio, concentrandosi invece sull’incontro tra papa Luciani e Marcinkus, finora mai divulgato. Il secondo filo che Nuzzi analizza è quello dei soldi: i conti di cardinali, attori e politici presso la banca vaticana IOR, tra operazioni milionarie, lingotti d’oro, fiumi di dollari e trame che portano al traffico internazionale di droga. Sembra, infatti, che in quella banca si riciclassero soldi di origine malavitosa e che molti personaggi italiani, non tutti presentabili, vi avessero i conti correnti per sfuggire al fisco. È questa la ragione per cui, almeno fino a poco tempo fa, il Vaticano non ha ottenuto il certificato di banca al riparo dal riciclaggio. Il documento in questione viene rilasciato da Moneyval, l’organo istituito dal Consiglio d’ Europa per valutare la virtuosità dei Paesi, compreso il Vaticano, in fatto di leggi e iniziative antiriciclaggio del denaro sporco, in particolare quello del commercio delle droghe. L’ultimo filo che l’autore utilizza per accompagnare il lettore verso la scoperta della verità è quello del sesso e degli abusi. In questo ambito, il conduttore del programma televisivo “Quarto Grado” evidenzia fatti pruriginosi recenti, come il gay party a base di cocaina in un appartamento nello stesso palazzo dell’ex Sant’Uffizio, oggi Congregazione per la Dottrina della Fede, e le convinzioni dell’ex comandante delle guardie svizzere, Elmar Theodor Mäder, secondo il quale esiste in Vaticano una lobby gay che, tra violenze e pressioni perpetrate nei sacri palazzi, ne condiziona pesantemente le scelte, tanto da essere pericolosa per la sicurezza del pontefice. Tre temi sconvolgenti, alcuni mai stati documentati prima, che fanno di questo libro un’opera coraggiosa, un’inchiesta volta ad aprire gli occhi al lettore sul potere e sull’ingerenza della Chiesa.

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