lunedì 17 dicembre 2018

Recensione libro: “Follia maggiore” di Alessandro Robecchi

18 gennaio 2018 by · Commenta 

Il signor Serrani li aveva studiati bene, al ristorante, li aveva guardati come un bravo artigiano guarda l’apprendista imbranato, con l’aria di uno che sa giudicare gli uomini. Che ne sapevano loro? Due giovanotti – oggi si è giovanotti a lungo – tutti intenti a macinare cose da fare, insomma quella fase della vita in cui un uomo non si occupa dei rimpianti perché è impegnato a fabbricarsi quelli futuri.

Alessandro Robecchi apre il 2018 con “Follia maggiore”, il nuovo romanzo pubblicato da Sellerio. Dopo aver partecipato alla realizzazione della recente antologia della casa editrice palermitana, “Un anno in giallo”, lo scrittore riprende la serie dedicata a Carlo Monterossi, un autore televisivo che ha dato vita alla trasmissione trash “Crazy Love”, abbandonata per imbastire un programma innovativo. Accanto a lui c’è il suo amico investigatore Oscar Falcone, che lo trascina alla ricerca di Umberto Serrani, un anziano signore che ha chiuso ormai da anni con la carriera di grande finanziere per clienti potenti e danarosi, e che ora vorrebbe coltivare le sue ossessioni in santa pace. Una mattina il signor Serrani legge della morte di una donna di mezza età, abbandonata su un marciapiede di Milano, e si ritrova di colpo catapultato indietro nel tempo. La vittima, infatti, è Giulia Zerbi, una traduttrice di 59 anni di cui Umberto molto tempo prima si era innamorato perdutamente. Insieme alla notizia della sua morte, il signor Serrani apprende anche dell’esistenza di Sonia, la figlia della donna defunta, che, con la perdita improvvisa della madre, vede economicamente distrutta la sua aspirazione a intraprendere la carriera di cantante lirica. Dato il talento naturale della ragazza, e in nome del passato legame tra lui e Giulia, si propone come suo tutore e mecenate, usando patrimonio e relazioni per facilitarne la partecipazione ad un concorso internazionale. Nel frattempo, in una Milano immiserita dalla pioggia, il sovrintendente Carella e il suo vice Ghezzi indagano sul caso di Giulia Zerbi, di cui si sa davvero poco: la donna ha avuto una colluttazione con qualcuno, è scivolata e ha battuto la testa. Parallelamente ai due agenti si muovono anche Monterossi e Falcone, chiamati dal signor Serrani, che è deciso a scoprire le vere motivazioni dietro la morte di Giulia. Una volta compreso che non si tratta di uno scippo finito male, ma di un vero e proprio delitto, le due coppie di investigatori si incrociano e si evitano, ognuna con i propri metodi e con alterne fortune, mentre danno la caccia al colpevole. A far da sfondo a tutte le vicende c’è Milano, città cara allo scrittore, accompagnata dalla musica melodrammatica di Bob Dylan, che ben si adatta all’atmosfera di rimpianto che connota il romanzo. “Follia maggiore” è un libro in cui l’attesa per il finale cresce pagina dopo pagina e che offre lo spunto per qualche riflessione saporita sulla vita e le occasioni perse. Con questo romanzo Alessandro Robecchi si conferma uno scrittore brillante e ironico, capace di giocare su più registri e di tessere trame sorprendenti e originali.

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