venerdì 27 aprile 2018

Recensione libro: “La grande truffa” di John Grisham

23 gennaio 2018 by · Commenta 

Tra l’altro, perché chiamare una scuola “Foggy Bottom”? Perché, invece di intitolarla a un personaggio celebre, chiamarla “angolo nebbioso” come il quartiere di Washington in cui si trovava? Come se il percorso di studi non fosse già abbastanza cupo, vent’anni prima un genio l’aveva battezzata con un nome che trasmetteva ancora più squallore.

Ne “La grande truffa”, l’avvocato e scrittore statunitense di gialli giudiziari, John Grisham, sceglie di affrontare un argomento scottante negli USA, donando quindi alla sua opera anche un sotto-testo di denuncia sociale. La trama è ispirata a un noto articolo apparso su The Atlantic nel 2014: “The Law-School Scam”, scritto da Paul Campos. Il pezzo affronta nello specifico problemi riguardanti le scuole di legge, ma molto di quel che viene descritto può riguardare più in generale il sistema scolastico superiore americano. Gli studenti universitari di ogni ordine e grado accumulano spesso enormi debiti e impiegano anni e decenni della loro vita adulta a ripagarli, con grandi difficoltà e ovvie ricadute sul privato, talvolta non trovando comunque lavoro ed entrando, a causa di queste forti somme, in fasce di estrema povertà. Grisham racconta immedesimandosi in tre giovani studenti americani, laureandi in legge: Mark Fazier, Todd Lucero e Zola Maal. Iscritti ad una scuola di legge di Washington, la Foggy Bottom Law School, erano convinti del fatto che una volta diventati avvocati avrebbero cambiato in meglio sia il mondo che la loro vita privata, diventando alfieri della giustizia e incassando i giusti assegni per i loro sforzi da paladini. Manca un solo semestre all’obiettivo tanto ambito, la laurea, e i tre non vedono l’ora di ottenere il titolo di studio, sia perché stanchi di studiare, sia perché devono cominciare a pagare i loro debiti universitari, che incombono minacciosi sulle loro spalle. Tuttavia, qualcosa sconvolge le esistenze dei tre amici: Gordy, il loro compagno di studi, si suicida. Prima di togliersi la vita, però, li mette al corrente della sua scoperta: la grande truffa che si nasconde dietro la Foggy Bottom. Il loro istituto, infatti, insieme a molti altri, è nelle mani di un potente e losco investitore newyorchese, Hinds Rackley, che è anche socio di una banca specializzata nella concessione di prestiti agli studenti. La scuola è nata esclusivamente per attirare il maggior numero di iscritti, i quali chiedono alle banche affiliate dei prestiti, da ripagare con gli interessi. La preparazione offerta dall’Università non è, dunque, all’altezza, come testimoniato dal fatto che meno della metà degli studenti laureati alla Foggy Bottom Law School riesce a passare l’esame di abilitazione alla professione. Dopo anni di sacrifici e false promesse di un lavoro sicuro, Mark, Todd e Zola capiscono che con ogni probabilità non riusciranno mai a passare l’esame di avvocato. Decidono, allora, di abbandonare gli studi e di elaborare un piano per evitare i creditori, per poi vendicarsi di chi ha progettato questo gioco losco. Stabiliscono come base generale del gruppo il “The Rooster Bar” e cominciano a esercitare la professione sotto falso nome, tentando di portare alla luce la grande truffa in cui sono caduti, per finire così il lavoro iniziato da Gordy. Ne “La grande truffa”, John Grisham affronta un argomento di grande attualità non solo in America, mettendo a nudo gli interessi e i profitti che vengono maturati nel grande business delle scuole private. Con piglio brillante ed efficace e uno stile ricco di suspense e leggerezza, lo scrittore offre al lettore una storia che non ha l’intento solo di intrattenere, ma anche di far riflettere.

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